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SUD: LO MORO (PD), NAPOLITANO ESPRIME MERIDIONALISMO MODERNO

Catanzaro, 3 mar. – “Le parole del presidente Napolitano, che esprimono l’esigenza di mantenere l’intervento comunitario nelle regioni del Sud , sono da accogliere come uno stimolo per la classe dirigente italiana, chiamata ad impiegare al meglio risorse preziose, di cui il nostro Mezzogiorno ha ancora bisogno. Il presidente Napolitano, ancora una volta, ha legato la sua posizione di garante dell’unita’ del Paese, che egli esprime per ruolo e per convinzione, ad una visione piu’ larga dei problemi, da convinto europeista e da interprete di un moderno meridionalismo. Dobbiamo essere tutti piu’ consapevoli del fatto che le regioni meridionali hanno bisogno di una spesa pubblica ben orientata, che abbia come obiettivo soprattutto quello di ampliare le possibilita’ delle donne e dei giovani di questa parte d’Italia di rimanere nelle loro regioni se questa e’ la loro scelta, indirizzando risorse sui settori innovativi e sulla ricerca”.
Lo afferma Doris Lo Moro, deputata del Pd e segretaria della commissione Affari Costituzionali della Camera. “Il richiamo del Capo dello Stato – aggiunge – merita un doveroso impegno da parte delle classi dirigenti locali, chiamate ad un impiego rigoroso dei fondi; ma anche da parte del governo nazionale in carica che ha gia’ ridotto, destinandole altrove, le risorse destinate al Meridione nonostante la normativa europea continui ad includere molte regioni del Sud nell’obiettivo 1. Chi ha la responsabilita’ politica di guidare il Paese – dice Lo Moro – continua a mancare di una visione globale delle politiche di spesa, recependo il problema del riequilibrio finanziario di alcune citta’ e zone del Paese, al di fuori di un disegno organico di risanamento delle finanze. Si continua purtroppo a prendere atto dell’esistenza di un divario fra il Nord ed il Sud del Paese come di un fatto ineluttabile, e mancano progetti di intervento strategici; si propongono invece opere pubbliche dal forte impatto mediatico, come il ponte sullo stretto di Messina e si sceglie la via della riduzione dei servizi come nel caso – conclude la parlamentare – del taglio dei collegamenti ferroviari da e per la Calabria a cui assistiamo in questi giorni”.

AGI