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Sì della Camera al ddl Lazzati

De Grazia: dedico questo giorno a mia figlia. Lo Moro: siamo stati tutti compatti

Gazzetta del Sud on-line – Vinicio Leonetti

Mancavano due minuti alle 19 quando ieri sera è arrivata l’approvazione della Camera del disegno di legge Lazzati (vedi articolo a pagina 2). Subito dopo una telefonata al cellulare di Romano De Grazia da Roma. Commozione e contentezza negli occhi del magistrato che 16 anni fa ideò una misura forte contro la mafia: il divieto di fare propaganda elettorale ai sorvegliati speciali di pubblica sicurezza. Quei loschi figuri che s’aggirano tra le segreterie di certi personaggi politici calabresi non potranno più stare lì a contrattare i loro voti con altri favori: appalti, posti di lavoro, posizioni di potere a teste di legno.
«Dedico questa giornata a mia figlia Rosangela e a mio nipote Francesco morti prematuramente», ha detto Romano De Grazia che ieri ha seguito in tv i lavori dell’aula sul canale satellitare della Camera dei deputati. Perchè quella proposta di legge su cui ieri i parlamentari hanno discusso per almeno quattro ore è nata in città, nella sede del Centro studi Lazzati, di recente trasferita a Falerna.
Grande soddisfazione anche da Doris Lo Moro, parlamentare del Pd, che ha seguito nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia il provvedimento, ed è intervenuta nel dibattito in aula.
«Si tratta di un risultato importante», ha spiegato la deputata lametina, «conseguito superando non pochi problemi. È stato svolto un buon lavoro nelle commissioni, e sono molto soddisfatta per la compattezza dimostrata dalle forze politiche d’opposizione e dal gruppo del Pd in particolare, fin dall’inizio dell’iter del provvedimento».
«Voglio sottolineare», ha aggiunto, «l’impegno dei parlamentari calabresi d’opposizione, aggiunge la deputata del Pd, «siamo stati attenti e vigili davanti alla possibile trasformazione del testo attraverso modifiche inaccettabili. Va inoltre evidenziato il ruolo svolto in commissione Giustizia dalla presidente Giulia Bongiorno e dall’onorevole Angela Napoli. Si tratta di un provvedimento molto importate per la regolarità del voto nelle regioni del Mezzogiorno ed in Calabria in particolare, più esposte al rischio d’inquinamento mafioso del processo elettorale».
Lo Moro ha continuato riferendosi al primo estensore della proposta: «Penso che di questo risultato possa essere soddisfatto il giudice Romano De Grazia, che ha perseguito questo risultato con costanza e perseveranza. Mi auguro che il provvedimento abbia lo stesso consenso in Senato, anche attraverso una rapida calendarizzazione del disegno di legge».
Nell’aula di Montecitorio tutti i parlamentari calabresi presentatori della proposta hanno fatto muro, ed in modo trasversale: da Angela Napoli del Pdl a Roberto Occhiuto e Mario Tassone dell’Udc, da Doris Lo Moro a Nicodemo Oliverio e a Jole Santelli. Ma determinante è stato certamente il sostegno al ddl Lazzati da parte dell’onorevole Giulia Bongiorno, che dopo gli interventi contrari di alcuni colleghi del Pdl che hanno tentato di fare slittare ad altra data la votazione, rimandandola indietro alle commissioni dove c’era stato invece parere favorevole.
A favore della proposta che tende a bloccare i rapporti tra mafia e politica sempre più stretti è stata anche la Lega Nord attraverso il suo rappresentante Fulvio Follegot, eletto a Treviso e componente della commissione Giustizia. Perchè, ha detto nel suo intervento, «questo intreccio perverso tende ad espandersi anche in aree che fino a poco tempo fa erano considerate delle isole felici». Anche un leghista padano legato a doppio filo col centrodestra ha sottolineato che «in questo modo il sorvegliato speciale verrà a perdere quel potere contrattuale sul politico per la raccolta di voti».
Sono stati 354 i parlamentari che hanno votato a favore, pochi contrari (solo 7) e ben 35 astenuti. Segno chiarissimo che per il ddl Lazzati non è finita la corsa ad ostacoli quando entrerà a Palazzo Madama per l’esame da parte del Senato. Solo là il Lazzati potrà diventare legge.