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SANITA’: LO MORO (PD), CASO DI FRANCESCA E’ INAUDITO MA CALABRIA VA AIUTATA

ATTENDIAMO RELAZIONE LOIERO, TUTTAVIA QUALCOSA DEVE CAMBIARE SUBITO

Roma, 4 gen. – “Bene ha fatto il presidente della commissione Leoluca Orlando a rivolgersi al presidente della regione Calabria per avere una relazione sull’accaduto. L’attendiamo e valuteremo cosa conterra’. E’ preoccupante che si ripetano questi gravi episodi di sciatteria e disattenzione che, solo per un caso, non hanno comportato conseguenze piu’ gravi. Si tratta di comportamenti discutibili che vanno al di la’ delle competenze e delle qualifiche dei medici che lavorano nella struttura sanitaria”. E’ quanto afferma all’ADNKRONOS Doris Lo Moro, ex magistrato, deputata del Pd e componente della Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario, parlando del caso di Francesca, la piccola di due anni e mezzo alla quale e’ stato ingessato per errore il braccio non fratturato all’ospedale civile “Annunziata” di Cosenza.

“Il punto sul quale occorre insistere -continua Lo Moro- e’ che nonostante le raccomandazioni e le sollecitazioni, si ripropongono vicende che una piu’ accurata organizzazione del lavoro e una gestione piu’ razionale dei turni di lavoro nei periodi festivi, forse avrebbero potuto evitare. Il rapporto della Regione che attendiamo valutera’ la responsabilita’ dei singoli. Noi come commissione di inchiesta sugli errori sanitari abbiamo un potere di indagine molto esteso”.

“Tuttavia il nostro compito non vuole essere solo inquisitorio.
Siamo pronti a collaborare per alleviare le difficolta’ della regione Calabria che, sappiamo bene, ha da anni gravi problemi di disavanzo sanitario e di risorse per l’innovazione tecnologica e di adeguamento delle strutture. Ma un caso come quello di Cosenza -conclude Lo Moro- e’ inaudito e non si deve ripetere. Tutti i soggetti coinvolti devono fare la propria parte e prendersi la propria fetta di responsabilita’”.

“E’ inevitabile parlare dell’ennesimo episodio di malasanita’ – ed e’ innegabile che il fatto di Cosenza desti allarme, perche’ e’ ormai lunga -afferma infatti Doris Lo Moro- la lista di casi analoghi che negli ospedali calabresi hanno visto coinvolti i bambini”.

Anche Lo Moro torna a segnalare la tragica vicenda di Andrea Bonanno, il bambino di sette anni morto nel 2005 per le complicazioni causate da un ingessatura troppo stretta. Andrea, ha ricordato oggi la madre Fatima in una lettera al “Corriere della Sera”, venne assistito nella stessa struttura ospedaliera nella quale e’ stata portata Francesca.

(Adnkronos)