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‘NDRANGHETA: LO MORO (PD), PIU’ ATTENZIONE VERSO TESTIMONI GIUSTIZIA

Roma, 27 set – “Giuseppina Buonarrivo, 86 anni, madre di Rocco Pesce, stando alle agenzie, si voleva incatenare davanti al Municipio di Rosarno per protestare l’innocenza del figlio dall’accusa di avere minacciato il sindaco Elisabetta Tripodi, ma sarebbe stata convinta dai parenti a desistere. E’ un gesto che non convince. Sembrerebbe che i boss di ‘ndrangheta se non possono contare più sulla nuova generazione di donne, più propensa a mettere in discussione i vincoli familistici e a rompere il silenzio, possono contare ancora per le loro azioni “esterne” sulle madri”. Commenta cosi, la deputata calabrese del Pd, Doris Lo Moro il gesto della madre del boss Rocco Pesce.

“Nei giorni scorsi la lettera di Angela Ferraro, madre di Giuseppina Pesce, oggi il gesto clamoroso della madre di Rocco Pesce. Colpisce tra l’altro che quest’ultima protesti l’innocenza del figlio accusato di aver minacciato il Sindaco di Rosarno con una lettera spedita dal carcere in cui sconta una condanna all’ergastolo per omicidio,associazione mafiosa e traffico di sostanze stupefacenti. L’episodio suscita due importanti riflessioni : la prima, il carcere duro, che il Pesce si è guadagnato per l’ultimo episodio di minacce “nei confronti di un corpo politico o amministrativo per impedirne o per turbarne l’attivita’”, è l’unica cosa che fa veramente paura ai boss; la seconda, il comportamento e il coraggio dei testimoni di giustizia, tra cui ci sono tante giovani donne, va tutelato in maniera più adeguata dallo Stato. Il “suicidio” di Maria Concetta Cacciola e l’omicidio di Lea Garofalo dovrebbero da questo punto di vista segnare un punto di non ritorno nella consapevolezza del problema. Ma sono ancora tanti i testimoni di giustizia che chiedono maggiore attenzione”.

(AGENPARL)