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‘NDRANGHETA: LO MORO (PD), CHI E’ RESPONSABILE DELLE LISTE?

Catanzaro, 21 dic. – “In occasione delle ultime regionali la Calabria chiedeva discontinuità. E la discontinuità la politica la doveva garantire interrompendo la ricerca clientelare del consenso e il ricorso ai cosiddetti pacchetti di voti che in terre come questa sono assicurati in parti consistenti o probabilmente determinanti dalla ‘ndrangheta. Le cronache giudiziarie dicono che su questo tema decisivo, senza che nessuno si possa chiamare fuori, la politica ha fallito l’obiettivo”.

Lo afferma Doris Lo Moro, deputata del Pd, che aggiunge: “Mi chiedo se si vuole attendere ancora e cos’altro debba accadere per obbligare la politica regionale ad una riflessione seria sul destino della Regione, affidata in questo momento ad un Presidente che ha vinto beneficiando anche di voti inquinati nelle liste che lo hanno sostenuto. E aggiungo che è veramente inaudito che nessuno, a partire dai responsabili politici delle liste, si senta in dovere di dare una qualche spiegazione e di fare autocritica.

L’elenco dei coinvolgimenti giudiziari – scrive – è lungo. E’ di oggi l’arresto di un consigliere regionale, Santi Zappalà, e di altri quattro candidati al consiglio regionale, due della lista “Insieme per la Calabria” e uno della lista dell’Udc, di sostegno a Scopelliti, e uno della lista “Alleanza per la Calabria” a sostegno della candidatura di Loiero. Nei giorni precedenti – dice ancora Lo Moro – era stato arrestato un altro candidato al consiglio regionale, Figliomeni, della lista “Autonomia e diritti” a sostegno della candidatura di Loiero, con il coinvolgimento nella stessa inchiesta di altri due candidati, uno del centrodestra e uno del centrosinistra. E all’elenco si possono aggiungere le visite elettorali di un candidato della lista Socialisti Uniti-Psi della coalizione di centrodestra, ai boss di San Luca. Inoltre, in questi mesi, sono stati sciolti per infiltrazioni mafiose i consigli comunali di Condofuri e di S. Pancrazio, dove per le regionali è stata espressa una stragrande maggioranza per il centrodestra.

Mentre c’è chi chiede lo scioglimento del Consiglio regionale, quello di cui sono certa è che non si può rinviare oltre il cambiamento e che lo si può praticare intanto a partire dai luoghi della politica. Consapevole che le responsabilità maggiori sono altrove, mi sento impegnata e interessata a che nel PD calabrese il lavoro di riorganizzazione in corso nell’attuale fase di commissariamento – conclude – prosegua con l’intransigenza e il rigore che sono indispensabili in una fase di così grave compromissione della politica”.

(AGI)