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MA TREMONTI DURANTE LA VISITA IN CALABRIA AVRA’ LETTO I GIORNALI LOCALI?

Il viaggio di Tremonti in Calabria somiglia molto ad una confessione. Il Ministro dell’Economia non conosce la situazione calabrese e, soprattutto, non si fida dei suoi colleghi di governo, ai quali dice sempre e comunque di no, senza approfondire la natura e l’urgenza delle richieste prospettate. La sua opinione, invece, visto che ha in mano il cordone della borsa, deve contare molto per gli altri Ministri e per lo stesso Berlusconi.

E’ per questo che mi sono chiesta se il Ministro Tremonti ha avuto occasione di dare un’occhiata ai giornali locali mentre scendeva in Calabria su treni di vecchia costruzione destinati a questa parte d’Italia, in fatiscenti carrozze di seconda classe, o mentre risaliva, a bordo di un pulmino, lungo la Salerno.Reggio Calabria, che – secondo quanto dichiarato alla Camera da Berlusconi – dovrebbe essere completata nel 2013.

Avrebbe potuto così riflettere su quanto incidono sulla competitività delle imprese le difficoltà di accesso al credito. Avrebbe potuto, in particolare, constatare che i tassi bancari praticati al Nord sono diversi e minori di quelli praticati al Sud, al punto che nelle regioni meridionali sono le stesse banche che, quando non spingono al ricorso agli strozzini, praticano esse stesse tassi giudicati illegali da Tribunali della Repubblica. Bastava leggere la notizia della sentenza per usura emessa dal Tribunale di Vibo Valentia contro la banca Antonveneta e le considerazioni aggiuntive e drammaticamente chiarificatrici di Antonino De Masi, un imprenditore che da anni denuncia il fenomeno tra l’incredulità diffusa. E tutto questo, in fondo, rientra nelle sue competenze più delle condizioni dei treni e dei limiti della mobilità più volte segnalati al suo collega Matteoli da decine di interrogazioni e di denunce.

Sui giornali il Ministro Tremonti avrebbe letto la notizia che un commerciante reggino che si è opposto al racket è rimasto ferito in un agguato organizzato per ucciderlo. Avrebbe considerato quanto sono gravose le condizioni in cui Tiberio Bentivoglio e i suoi colleghi lavorano e quanto siano poco protette dallo Stato le persone che hanno il coraggio di denunciare e di non pagare il pizzo. Avrebbe sicuramente riflettuto sui danni di una politica di tagli generalizzati che non può che rendere debole la presenza dello Stato su un territorio controllato in maniera capillare dalla ‘ndrangheta. E anche questo dovrebbe avere conseguenze sulla politica del suo Ministero.

Non so se questo viaggio e il carico di conoscenze e di informazioni di cui Tremonti si sarà arricchito cambierà qualcosa nella politica del governo; se per esempio ci potranno essere restituiti i fondi FAS che ci sono stati sottratti. Personalmente non credo ma le mie interrogazioni d’ora in poi, sui treni, sull’autostrada o su qualsiasi altro argomento che abbia risvolti economici non mancherò di rivolgerle, prima che al Ministro competente per materia, al Ministro Tremonti che potrà sempre tornare in Calabria per le verifiche del caso.

Non posso non chiedermi, infine, perchè Tremonti era accompagnato da Angeletti e Bonanni. Un viaggio informale? Un nuovo modo di fare sindacato? Avranno avuto le loro buone ragioni ma per adesso siamo in tanti a non aver capito. Per fortuna, lo dico con orgoglio da donna di sinistra, ci resta la Camusso a contrastare la deriva governativa che pare contagiare molti ambienti, compresi quelli sindacali.

Doris Lo Moro