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LO MORO (PD): PER AFFRONTARE IL PROBLEMA CARCERARIO NON SERVONO SUPERPOTERI CENTRALIZZATI. SERVE DISMETTERE LA POLITICA DEI TAGLI E DARE FIDUCIA AI LIVELLI REGIONALI

E’ quanto dichiara l’on.le LO MORO che ieri ha visitato in Calabria prima la Casa Circondariale di Palmi e subito dopo quella di Laureana di Borrello.
“Ho sentito il dovere di capire quale fosse la situazione di Palmi, dove nel mese di novembre, a distanza di una settimana, si è verificato prima il suicidio di un detenuto e poi la tentata evasione di due ergastolani con ferimento di due agenti di custodia, che, unitamente ad altri tre colleghi, hanno prontamente reagito e bloccato i due detenuti, senza neanche fare uso delle armi.
E’ emerso che il detenuto suicida, che a soli 41 anni ne aveva trascorso in carcere oltre venti, era a Palmi da soli sei giorni ed era stato visitato in questo lasso di tempo da uno psichiatra e da uno psicologo, lamentando soprattutto la lontananza dalla famiglia, residente a Milano, a oltre 1.200 Km. di distanza.
Ha trovato poi conferma l’allarme sulle modalità della tentata evasione in relazione alla circostanza che i due ergastolani, appartenenti alla cosca Zagari, della zona, erano in possesso di due pistole 6,35 e, essendo giunti a Palmi da qualche giorno per presenziare ad un processo, non avevano ricevuto visite di parenti in carcere.
Certo sarà la magistratura a ricostruire la verità ma non si può non sottolineare che occorre più trasparenza su quanto succede nelle carceri italiane, dove il disagio vero dei detenuti è spesso sottovalutato e, al tempo stesso, si verifica che detenuti particolarmente pericolosi vengano in possesso di armi”.
“Ho potuto constatare –continua la Lo Moro – che a Palmi su 215 detenuti presenti solo trenta sono lavoranti. Un dato segnalato dal Direttore del carcere e dal Provveditore regionale che è emerso con forza, come criticità, nei colloqui avuti con i detenuti. La carenza di risorse impedisce di investire in lavori di manutenzione degli immobili e di offrire qualche opportunità di lavoro in più ai tanti detenuti che ne fanno richiesta”.
A dimostrazione che le cose possono andare diversamente l’on.le Lo Moro riferisce in termini positivi sull’esperienza dell’altra casa di reclusione visitata, quella di Laureana di Borrello, che dista da Palmi pochi chilometri.
“Si tratta di un carcere aperto, destinato a giovani detenuti primari, di età non superiore ai 34 anni; in cui si investe nel rapporto di fiducia con i detenuti che vi accedono su richiesta e sottoscrivono un patto con l’Amministrazione. Un carcere in cui i detenuti lavorano tutto il giorno nelle serre dell’azienda florovivaistica di proprietà del Ministero della Giustizia che circonda la casa di reclusione, nel laboratorio di falegnameria e in mille altre attività, oltre che nei servizi di pulizia eseguiti giornalmente in maniera ineccepibile”.


Ascolta l’intervista a Doris Lo Moro sulla sua visita alle carceri di Palmi e di Laureana di Borrello e sulla politica del Governo Berlusconi riguardante la giustizia ed il sistema carcerario