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LO MORO (PD) : LA COMMISSIONE GIUSTIZIA VARI IN SEDE LEGISLATIVA LA LEGGE CHE VIETA AI SORVEGLIATI SPECIALI LA PROPAGANDA ELETTORALE

Domani, due dicembre, la Commissione Giustizia è chiamata ad esaminare gli emendamenti al testo base, elaborato dalla relatrice, on.le Angela Napoli, del disegno di legge che vieta di svolgere attività di propaganda elettorale ai sorvegliati speciali (tra i quali, in particolare, i soggetti sottoposti a tale misura di prevenzione perché ritenuti dediti alla commissione di reati di mafia).
Si tratta di una normativa in discussione da più legislature, destinata a colmare una lacuna nel sistema che attualmente, mentre non riconosce ai sorvegliati speciali l’elettorato attivo e passivo, non inibisce la loro partecipazione alla campagna elettorale a beneficio di terzi.
Sarebbe auspicabile un’accelerazione nell’approvazione del disegno di legge, che in Commissione Giustizia ha trovato sostanziale consenso in tutti i gruppi parlamentari, per consentire la vigenza dei divieti introdotti sin dalle consultazioni elettorali regionali della primavera 2010.
La presenza di sorvegliati speciali, ed in particolare di sorvegliati speciali per reati di mafia, è molto pesante soprattutto nelle regioni meridionali, molte delle quali saranno chiamate nella primavera del 2010 ad eleggere i nuovi Presidenti delle Giunte e i componenti dei Consigli regionali.
Non è un caso che l’idea del divieto di propaganda elettorale ai sorvegliati speciale è nata in Calabria, nell’ambito dell’associazione Centro Studi Lazzati e su impulso del suo Presidente, giudice De Grazia.
L’approvazione in tempo utile del disegno di legge sarebbe un gesto concreto di attenzione per le regioni maggiormente oppresse dalla presenza di una criminalità aggressiva ed invasiva che ha spesso condizionato le scelte elettorali e portato, in particolare, allo scioglimento di decine e decine di consigli comunali.
La Commissione Giustizia e la Presidente Giulia Bongiorno, che si è da subito espressa a favore della nuova normativa, valuti, pertanto, la possibilità di decidere in sede legislativa per consentire l’immediata trasmissione del testo al Senato e rendere così possibile l’approvazione definitiva e l’entrata in vigore della nuova normativa prima della imminente tornata elettorale del marzo 2010.

La novità introdotta dal disegno di legge è duplice. Per un verso, i sorvegliati speciali, che, sulla base di normativa previgente non possono né votare né essere votati, non potranno neanche svolgere attività di propaganda elettorale; per un altro, le conseguenze del mancato rispetto di tale divieto ricadono anche sui beneficiari dell’attività di propaganda che abbiano consapevolmente richiesto o sollecitato il sostegno elettorale.
Sia il comportamento del sorvegliato speciale che del candidato consapevolmente beneficiario dell’attività di propaganda integrano, secondo il testo in discussione, una fattispecie delittuosa. Per il candidato condannato è prevista, inoltre, la pena accessoria della decadenza (in caso di elezione) e dell’ineleggibilità per un periodo di tempo determinato.

Doris Lo Moro – parlamentare PD