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LO MORO (PD) : BOMBA DAVANTI ALLA PROCURA GENERALE DI REGGIO CALABRIA – IL MINISTRO MARONI INTERVENGA SU QUANTO SUCCEDE IN CALABRIA

A Mileto, in provincia di Vibo Valentia, un automezzo utilizzato per la raccolta dei rifiuti, con a bordo due operai, viene bloccato da tre malviventi a volto coperto e armati di pistola; gli operai vengono costretti a scendere dal mezzo e ad allontanarsi e il camion viene cosparso di benzina e dato alle fiamme.
A Locri, in provincia di Reggio Calabria, un revolver calibro 38, perfettamente efficiente e con cinque colpi nel tamburo, viene ritrovato in un cassetto in uno stanzino adibito ad archivio del reparto di medicina generale dell’Ospedale.
Sempre a Locri, il parabrezza e il vano motore dell’Alfa 159 di proprietà dell’assessore comunale Scarfò, avvocato di fiducia di Salvatore Ritorto, condannato all’ergastolo per l’omicidio dell’on.le Fortugno, saltano in aria per lo scoppio di un ordigno rudimentale collocato sul cofano dell’auto. L’esplosione, che passa inizialmente inosservata e confusa con i botti di fine anno, provoca danni, oltre che alla macchina, parcheggiata in una strada in pieno centro, anche alle abitazioni vicine.
Alle 5 di stamani una bomba viene fatta esplodere davanti al portone di accesso alla Procura generale di Reggio Calabria. L’ordigno, una bombola di gas alla quale era stato applicato esplosivo ad alto potenziale, è stato innescato da una miccia. A collocarlo davanti al portone di ingresso della Procura generale sono stati, secondo quanto filmato dalla telecamera di servizio, due uomini con il volto coperto da caschi da motociclista, giunti sul posto a bordo di un motorino.
Così la criminalità ha avviato il nuovo anno in Calabria.
Il Ministro Maroni, che non potrà non occuparsi della Calabria nelle prossime ore, considerata la gravità dell’ultimo episodio che ha come obiettivo i magistrati di una Procura particolarmente impegnata sul fronte del contrasto alla criminalità organizzata, ai quali va espressa solidarietà incondizionata, non può che rendersi conto che la sicurezza in Calabria è messa a rischio da una criminalità radicata ed invasiva che va contrastata con maggiore incisività.
La Calabria non può capire un Governo che vede nell’immigrazione clandestina la maggiore causa dell’insicurezza dei cittadini. Non lo può capire perché è terra di emigrazione e di accoglienza ma anche e soprattutto perché la vita dei calabresi è un percorso ad ostacoli, in cui si registrano giornalmente attentati ad amministratori ed imprese, omicidi anche di giovanissimi, episodi criminali in luoghi destinati alla cura ed in cui l’attività dei magistrati e delle forze dell’ordine richiede più coraggio e più determinazione che altrove.
Qualche mese fa gli operai di una ditta appaltatrice dei lavori dell’autostrada hanno subito un’intimidazione che ricorda molto quella di Mileto, segno in entrambi i casi di una criminalità che non mette più a rischio solo i mezzi delle imprese ma anche i lavoratori. Quell’intimidazione è stata oggetto di un’interpellanza a mia firma su cui non ho ricevuto risposta.
Basterà oggi la bomba davanti alla Procura generale di Reggio a imporre all’attenzione del Governo la situazione calabrese? Io sono sicura che se l’episodio fosse successo in altri luoghi sarebbe stato oggetto di un’informativa del Governo al Parlamento. Cosa succederà per la Calabria?
Su questo presenterò un’interrogazione al Ministro dell’Interno e mi auguro che la risposta possa dare conto di iniziative immediate da assumere nelle prossime ore.
Doris Lo Moro – deputato PD – Commissione Affari Costituzionali