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Lo Moro, “Chiamparino puo pensarla come vuole ma bisognerebbe finirla con gli individualismi”

Partito Democratico – Ufficio Stampa
Area Principale | Comunicato stampa 28 novembre 2010

“Il Pd non è solo il primo partito di opposizione; è anche un partito che ha il dovere di costruire un’alternativa di governo credibile, capace di guidare l’Italia fuori dalla crisi, mantenendola unita e coesa” – lo afferma Doris Lo Moro, parlamentare Pd che mostra di non gradire le esternazioni odierne del Sindaco di Torino che giudica “paradossale” che il Pd non chieda di andare alle urne.

“Chiamparino – aggiunge la Lo Moro – sottovaluta lo sforzo che sta facendo il PD e il suo gruppo parlamentare in un momento di grande crisi economica, in cui la politica ha difficoltà a mantenere il contatto con la gente anche per l’eccesso di divisioni e personalismi che imperano dappertutto. Non tiene conto che, se anche non si invocano le elezioni immediate, il Pd è pronto ad affrontarle senza paura. E sopratutto sottovaluta la necessità che si intervenga in maniera prioritaria sul sistema elettorale e che si facciano prevalere le urgenze di un paese sull’orlo del baratro su esigenze politiche di parte”.

“Il nostro primo obiettivo di oggi – continua la Lo Moro – è la fine del berlusconismo; obiettivo che raggiungeremo con la caduta del governo in carica ma anche con il rigetto, sul piano culturale e politico, delle degenerazioni che un certo modo di fare politica ha prodotto soprattutto nel centrodestra ma anche negli eccessivi individualismi che affliggono il centrosinistra. Le stesse primarie, spesso brandite come una clava, finiscono per tradire lo spirito originario se alimentano individualismi e posizioni personali”.

“A Spineto, in un’occasione resa importante anche dalla presenza di Romano Prodi, il gruppo parlamentare del Pd ha avuto nei giorni scorsi l’occasione di approfondire problemi di merito e di apprezzare la professionalità e la competenza del proprio gruppo dirigente. Mi è sembrato di cogliere – sostiene la parlamentare – un bisogno di unità e un ritrovato senso di appartenenza. Forse è per questo che, davanti ad alcuni atteggiamenti ipercritici, mi sento di affermare che bisogna smetterla con il gioco al massacro in cui l’ultima parola spetta a chi la spara più grossa, per costruire, con spirito innovativo e riformatore ma anche con senso di responsabilità e concretezza, un progetto di governo alternativo e creare le condizioni per attuarlo”.