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LO MORO ALL’ASSOCIAZIONE ANTIRACKET LAMEZIA: Io sono dalla parte della legalità e della verità

“Una classe dirigente, politica, imprenditoriale, professionale, deve dire chiaramente da che parte sta”. E’ l’affermazione, assolutamente condivisibile, contenuta nel comunicato dell’Associazione antiracket Lamezia, in merito alla vicenda delle demolizioni in corso in città, ampiamente riportato oggi sui giornali regionali.
Io accolgo l’invito dell’associazione e dico subito che sto sempre è comunque dalla parte “della legalità, e quindi al fianco di chi vuole rispettare le leggi dello Stato”. Ma aggiungo che sto anche dalla parte della verità e non apprezzo le mistificazioni e le ricostruzioni addomesticate della storia politica di Lamezia Terme, neanche se eventualmente effettuate in buona fede e per fini nobili da parte di un’associazione, come l’ALA che sicuramente svolge un servizio qualificato e meritorio.
Nel comunicato si parla di Lamezia come di “una città che ha subito per ben due volte l’onta dello scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, che ha vissuto quasi con rassegnazione gli omicidi dei due poveri netturbini Tramonte e Cristiano e quello dei coniugi Aversa, che solo da poco e tra mille difficoltà sta cercando di rialzare la testa..”.
Intendo replicare all’ALA come Sindaco che ha governato la città tra i due scioglimenti, dal dicembre 1993 al febbraio 2001, per smentire tali affermazioni e dare atto ai cittadini di Lamezia, prima ancora che al gruppo dirigente, di aver reagito con forza al primo scioglimento e alla morte dei due netturbini e dei coniugi Aversa e di aver con la loro passione civile aiutato una ripresa della città che è durata per anni e che ha portato a traguardi che costituiscono tuttora un vanto per la città.
Non mi stancherò mai di dire che la Multiservizi, soprattutto nella versione originaria, la dobbiamo alla morte dei due netturbini, così come dobbiamo alla reazione allo scioglimento, in cui ha avuto un forte peso la raccolta dei rifiuti, la realizzazione della discarica consortile, l’attivazione del depuratore e l’attenzione generale al’ambiente che ha consentito in quegli anni, ed anche negli anni successivi, di evitare ogni emergenza e di tener lontana la criminalità organizzata dal Municipio.
Voglio aggiungere, per aiutare la memoria di chi da poco ha iniziato la sforzo di costruire e rafforzare la legalità, che in quegli anni il Comune di Lamezia terme è stato tra i soggetti fondatori prima di “Libera” e poi di “Avviso Pubblico” e che il contrasto all’abusivismo è stato portato avanti di pari passo con l’approvazione del primo piano regolatore della Città.
Nella vicende odierna non servono i solchi e chi li crea comunque sbaglia. La storia delle costruzioni abusive non sanate o non sanabili doveva prima o poi arrivare al suo epilogo naturale e non si può non dare atto al Procuratore della Repubblica, al Questore e a tutti i soggetti coinvolti direttamente che stanno lavorando per il ripristino della legalità.
Nei commenti e nella discussione politica, però, serve equilibrio e non bisogna ignorare che il nostro è un territorio che continua ad essere violato dall’abusivismo ancora in corso e da tante altre vicende, come quella denunciata solo ieri, secondo cui per giorni da una cava sotto sequestro di Lamezia è partito indisturbato un convoglio di mezzi pesanti, di una ditta lametina oggetto di indagini antimafia, carico di inerti estratti illegamente e diretto verso un cantiere del vibonese gestito da imprese irregolari.
Lamezia deve ancora rispondere all’interrogativo inquietante, che pure è contenuto, nelle affermazioni dell’ALA di come è stato possibile ricadere in un secondo scioglimento per mafia. Ma per costruire veramente il futuro occorre che ciascuno impari a riconoscere qualcosa agli altri. Se l’ALA parte solo oggi sappia che la città ha già dato ampia prova di reazioni positive e che negarle la depotenzia e la impoverisce.
Quanto alle costruzioni abusive non può stupire la reazione degli interessati. Il Procuratore e le forze dell’Ordine che lo coadiuvano hanno già dimostrato la giusta determinazione nell’affrontare il momento difficile.
Le istituzioni democratiche e la politica devono reagire con equilibrio, senza criminalizzazioni generalizzate per aiutare un percorso di legalità che, per essere riconoscibile, va praticato quotidianamente, all’attualità, per costruire quell’autorevolezza che consente anche di trasmettere credibilmente messaggi difficili e scomodi.
Lunedì mattina parteciperò ad una riunione istituzionale indetta dal Sindaco e cercherò di dare il mio contributo ma già da adesso voglio chiarire che non aderisco ad alcuna speculazione politica perchè il problema è troppo serio ed è destinato, secondo la mia visione, ad un epilogo che non sarà comunque indolore.
Doris Lo Moro – parlamentare PD, ex Sindaco di Lamezia Terme.