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La politica continua a delegare alla magistratura

il Domani – 20 dicembre 2010

Nei Palazzi della politica sarà verosimilmente commentata positivamente la notizia dell’arresto a Livorno, dove era stato trasferito nei mesi scorsi, del Capitano dei Carabinieri Saverio Spadaro Tracuzzi, in servizio a Reggio Calabria fino al mese di giugno 2010 prima presso il Nucleo operativo ecologico e poi presso la Direzione investigativa antimafia.

Spadaro Tracuzzi, che è stato arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Reggio Calabria su richiesta della Dda, è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e di corruzione. E il suo arresto, a prescindere dall’esito della vicenda giudiziaria che lo coinvolge e che avrà il suo corso, dà il senso di una ricerca della verità che non guarda in faccia nessuno.

Ma i palazzi della politica hanno poco di ché essere soddisfatti e dovrebbero spiegare cosa hanno fatto, dopo il coinvolgimento di Spadaro Tracuzzi, che ha ricevuto un avviso di garanzia il 7 ottobre nell’operazione reggina contro il clan Lo Giudice, per fare chiarezza dall’interno e tutelare l’attività e il prestigio dell’Arma dei Carabinieri.

Ho posto il problema ai Ministri dell’interno, dell’ambiente, e della difesa con un’interrogazione depositata l’8 novembre 2010, su cui non ho ottenuto nessuna risposta.

E il problema, visto dalla Calabria, era e rimane particolarmente grave perché, guardando solo agli ultimi mesi, sono stati arrestati altri carabinieri, di cui tre sono rimasti coinvolti in un’operazione del mese di novembre 2010 contro un clan di Rosarno e altri due finiti in carcere a Cosenza qualche giorno fa.

Anche sull’episodio di Rosarno, in cui era coinvolto pure un agente di polizia penitenziaria, ho chiesto con un’interrogazione (ancora inevasa) ai Ministri dell’interno, della difesa e della giustizia, “di avviare un’indagine interna sull’operato dei militari coinvolti nell’attività criminale e verificare cosa non ha funzionato nel contesto ambientale e di lavoro in cui gli stessi erano inseriti”.

E qualcosa non funziona nella presenza dello Stato in Calabria se tanti militari si trovano coinvolti in episodi criminali, al punto da venire arrestati.

Ma cosa fa il governo e cosa hanno fatto i ministeri competenti per intervenire preventivamente a tutela delle istituzioni? Perché si continua a delegare tutto e sempre alla magistratura, attendendo passivamente il suo intervento?

Doris Lo Moro – Parlamentare PD – Commissione Affari Costituzionali