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Intervento del Presidente Anpaca on. Doris Lo Moro – Roma 5 Aprile 2011

Riunione Soggetti Responsabili Patti Territoriali e Responsabili Unici Contratti d’Area

Roma 5 Aprile 2011 – ore 10.30 – sede Anpaca

Grazie a Tutti per aver accolto il nostro invito a partecipare a questo incontro mirato a fare il punto sulle iniziative attivate negli ultimi due mesi da Anpaca ed a definire e condividere un percorso di lavoro per il futuro.

Come a Voi noto, il 10 febbraio scorso, sono stata eletta dal Consiglio Direttivo presidente di Anpaca su proposta del presidente f.f. Armando Spina.
La scelta del Consiglio Direttivo di Anpaca ha valorizzato la mia esperienza sulle tematiche riguardanti gli strumenti della Programmazione Negoziata maturata a metà anni 90’ insieme al CNEL nel ruolo di Sindaco di Lamezia Terme, ed in tale ruolo Soggetto Promotore del Patto Territoriale Lametino approvato nel 1999 e del Patto Territoriale Agrolametino approvato nel 2001, e di Presidente dall’atto della sua costituzione 1997 al 2001 della società consortile per azioni Sviluppo Area ex Sir oggi Lameziaeuropa Spa Soggetto Responsabile dei Patti Territoriali Lametino ed Agrolametino.

Dal 2008 sono parlamentare calabrese e Segretario della 1° Commissione Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni. Dal 2005 al 2008 ho ricoperto il ruolo di consigliere regionale della Calabria ed assessore regionale alla Sanità dal 2005 al 2007.

Ho accettato questo ruolo in Anpaca con entusiasmo perché mi permette di ritornare ad occuparmi delle tematiche dello sviluppo locale, per me molto importanti, in un’ottica prettamente istituzionale e non legata a visioni di schieramento politico.
Sono Comunque consapevole che le sfide vincenti non sono una corsa solitaria e per questo mi sento confortata dalla forte sintonia che ho avvertito con il Segretario Generale ed i componenti del Consiglio Direttivo, a partire dal presidente Spina.

L’obiettivo che da subito ci siamo posti come Consiglio Direttivo, insieme ai Vicepresidenti ed al Segretario Generale, è quello di rilanciare e legittimare istituzionalmente il ruolo di Anpaca, Associazione nazionale che rappresenta e coordina gli oltre 200 Soggetti Responsabili dei Patti Territoriali e Contratti d’Area per lo sviluppo locale presenti in Italia, attraverso una interlocuzione diretta con i Ministeri competenti e le Direzioni Generali finalizzata a perseguire i suoi principali obiettivi istituzionali:
la promozione ed il rilancio dello sviluppo locale attraverso la valorizzazione dell’esperienza della Programmazione Negoziata; la creazione di reti d’impresa; il raccordo con i Ministeri competenti, le Regioni e l’Unione Europea per individuare nuovi ed efficaci strumenti di intervento per lo sviluppo locale; la definizione insieme agli Enti Locali di mirate strategie di sviluppo basate sul produttivo utilizzo delle risorse finanziarie pubbliche, della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica.

Il Lavoro svolto in questi due mesi.

La nostra attività è stata finalizzata a richiedere al Governo il superamento delle criticità attuali legate ai Patti Territoriali ed al ruolo dei Soggetti Responsabili, il rilancio della Programmazione Negoziata anche nell’ambito del Piano per il Sud mediante la riassegnazione delle risorse finanziarie legate alle rimodulazioni rivenienti da revoche e rinunce da anni disponibili, ma allo stato ancora bloccate.

A tal fine siamo riusciti a far inserire nel Decreto Milleproroghe all’art. 2 comma 17 ter la proroga fino al 31 dicembre 2011 del termine per il completamento delle iniziative agevolate finanziate con gli strumenti della programmazione negoziata purchè già realizzate in misura non inferiore al 40% degli investimenti ammessi.

L’inserimento di questa norma ci ha permesso di presentare in data 25 febbraio 2011 alla Camera dei Deputati, nel corso della discussione del decreto legge, un Ordine del giorno che è stato accolto dal Governo e che lo impegna in particolare su tre obiettivi strategici proposti da Anpaca:

1) Predisporre gli interventi necessari per il superamento delle criticità evidenziate in questi anni da Anpaca e riguardanti in particolare gli obiettivi occupazionali ed il tasso di attualizzazione finale degli investimenti al fine di rendere possibile la conclusione positiva delle iniziative finanziate e non disperdere il lavoro svolto in questi anni su tutto il territorio nazionale.
2) Mettere in atto azioni immediate finalizzate alla rassegnazione delle risorse finanziarie rivenienti da rinunce e revoche ed oggetto di istanze di rimodulazione su progetti immediatamente cantierabili, presentate dai soggetti responsabili ai sensi della Legge 99 del 2009 e attualmente in perenzione amministrativa.
A tal fine abbiamo richiesto al Governo il parziale utilizzo delle cosiddette “risorse liberate” legate alla programmazione 2000 – 2006 o nell’ambito del decreto di riforma degli incentivi alle imprese e di quanto previsto nel Piano per il Sud in fase di definizione.
3) Valorizzare, anche nell’ambito della prevista riforma della Programmazione Negoziata il lavoro svolto in questi anni sul territorio nazionale dai Soggetti Responsabili dei Patti Territoriali e dei Contratti d’Area che ha ottenuto importanti risultati anche in termini di coinvolgimento del partenariato locale, crescita sociale, coesione istituzionale tra tutti i soggetti protagonisti dello sviluppo, Enti Locali, Forze sociali, Associazioni imprenditoriali e di categoria.

Nel corso della discussione in Aula su queste tematiche abbiamo già avuto una interlocuzione con il Ministro per gli Affari Regionali con delega al Piano per il Sud on. Raffaele Fitto che porterà a breve ad un incontro operativo a cui parteciperà anche la struttura ministeriale.

Inoltre in data 30 marzo abbiamo richiesto una audizione al sen. Cesare Curzi, presidente della Commissione Industria del Senato.

Per supportare il confronto con i Ministeri competenti abbiamo richiesto al Prof. Alberto Capotosti un parere giuridico sulle questioni concernenti la legislazione sulla Programmazione Negoziata in ordine alla problematica delle richieste di rimodulazione.
Tale parere, trasmesso dal prof. Capotosti ad Anpaca il 9 marzo scorso, evidenzia l’assoluta legittimità delle richieste avanzate dai Soggetti Responsabili in questi anni.

Inoltre stiamo già lavorando, insieme al prof. Capotosti per gli aspetti giuridici ed al prof. Caroli per gli aspetti economici, ad un Progetto di Legge organico da presentare a breve finalizzato ad un riconoscimento normativo dell’attivita dei Soggetti Responsabili dei Patti Territoriali e dei Responsabili Unici dei Contratti d’Area mirato a definirne nuove funzioni e ruoli nell’ambito della nuova legislazione della Programmazione Negoziata e da veicolare anche a livello normativo regionale.

In particolare Anpaca insieme al il Prof. Matteo Caroli, Professore Ordinario di gestione d’impresa alla Università LUISS di Roma, sta già approfondendo la tematica riguardante un’evoluzione positiva del ruolo degli organismi di gestione degli strumenti della Programmazione Negoziata basata sulle capacità gestionali maturate in questi anni, le competenze e le specializzazioni operative acquisite, la reputazione positiva e credibilità istituzionale goduta ancor oggi presso i propri interlocutori pubblici e privati e le forze economiche e sociali del territorio.

E questo aspetto l’ho verificato anche personalmente in Calabria in queste ultime settimane attraverso il riscontro positivo dato dai Focus Group realizzati da Promuovitalia nell’ambito del progetto a livello nazionale promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico per la trasformazione dei Soggetti Responsabili in Agenzie per lo sviluppo locale.

Con questo Progetto di Legge vogliamo valorizzare questo patrimonio di competenze attraverso il riconoscimento degli organismi di gestione dei Patti e Contratti quali attori rilevanti dello sviluppo economico locale con un ruolo di “Anelli Finali” sul territorio della catena di soggetti istituzionali impegnati nelle politiche di sviluppo economico portate avanti dal Governo, dalle Regioni con i Programmi Operativi Regionali, dalle Province e dai Comuni con ad esempio i PISL, Progetti Integrati di Sviluppo Locale, in fase di attuazione.

Tale riconoscimento deve quindi determinare per i Soggetti Responsabili, anche prevedendo meccanismi di premialità per i soggetti che si sono particolarmente distinti in questi anni, la concreta possibilità di essere referenti delle Regioni e degli Enti Locali per l’attuazione di programmi di sviluppo economico previsti da leggi regionali e nazionali, di essere incaricati della diretta attuazione di progetti di sviluppo economico anche attraverso la partecipazione individuale o in collaborazione con altri soggetti a bandi pubblici, di essere inclusi tra i soggetti cui vengono indirizzate le politiche di sviluppo economico territoriale di livello statale con riferimento tra le altre a quella in fase di attuazione legata alla promozione delle reti d’impresa.

Stiamo inoltre lavorando per rafforzare i rapporti di collaborazione tra Anpaca e Promuovitalia e con Enti di Ricerca quali il Censis che ha svolto anche di recente un importante lavoro di approfondimento sull’esperienza dei Patti e dei Contratti d’Area commissionato dal Dipartimento Affari Regionali e per verificare e confrontarci su lavori svolti dal Centro Sudi di Bankitalia che, basandosi su approcci di analisi prettamente econometrici, pervengono a conclusioni non positive sull’esperienza realizzata.

Gli obiettivi di lavoro per il futuro

Richiesta di intervento urgente al Ministero dello Sviluppo Economico per superare questa fase di stallo a livello operativo legata alla mancanza del Direttore Generale, che si prolunga ormai da troppo tempo, per delegare da subito i poteri di firma al fine di dare concrete risposte alle richieste inevase dei soggetti responsabili con particolare riferimento a quanto dovuto per i contributi globali residui già accertati ed allo stato non trasferibili.

Riattivazione del Tavolo Tecnico presso il Ministero con l’obiettivo primario di avere un quadro preciso dell’attività svolta a partire dal 2010 dagli Uffici in merito alla tematica delle rimodulazioni per poter avviare un confronto definitivo con gli organi di rappresentanza politica dei Ministeri competenti ( Sviluppo Economico, Tesoro ed Affari Regionali ) ai fini della riassegnazione in tempi brevi delle risorse spettanti ai Patti e Contratti.

Calendarizzazione ( entro massimo la prima decade di giugno ) di una Iniziativa pubblica promossa da Anpaca a Roma a livello nazionale per un confronto sul futuro della Programmazione Negoziata e per presentare il Progetto di Legge organico promosso da Anpaca per il riconoscimento degli organismi di gestione dei Patti e Contratti quali attori rilevanti dello sviluppo economico locale.

Promozione di iniziative nelle regioni, in collaborazione con l’Unione delle Province Italiane, per rilanciare sui territori le proposte presentate in occasione dell’iniziativa nazionale di Roma.

In conclusione i Patti Territoriali ed i Contratti d’Area hanno costituito i primi concreti esempi sul territorio nazionale di concertazione dal basso delle politiche di sviluppo locale.
Per la prima volta sulle tematiche dello sviluppo si è fatto fronte comune e si è sperimentata la politica della Coesione Istituzionale e si è costruita, soprattutto, una Rete tra istituzioni locali.
Su tale impostazione che possiamo considerare il vero valore aggiunto della Programmazione Negoziata sono state aggregate le imprese proponenti nuove iniziative produttive.
Da questa governance condivisa si è creata una fiducia tra pubblico e privato che ha permesso, nonostante le criticità legate a questi strumenti (normativa farraginosa, tempistica dei collaudi finali, difficoltà di rapporti con Ministero e soggetti istruttori, ecc.) di completare gran parte delle iniziative avviate.

In questa ottica e valorizzando tutto quello che abbiamo creato in questi anni, l’esperienza già consolidata, le buone prassi sperimentate ed applicate nel lavoro quotidiano, dobbiamo ripartire con nuove ambizioni e motivazioni per ritornare ad essere protagonisti anche nell’ambito della nuova riforma della Programmazione Negoziata.
Lavorando insieme con idee chiare e proposte e richieste operative e legislative precise da presentare ai nostri interlocutori istituzionali a livello nazionale, regionale e locale, possiamo raggiungere importanti risultati per lo sviluppo futuro dei nostri territori.