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Interrogazione a risposta scritta – Ministri della salute e dell’ambiente

Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della salute, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Per sapere – premesso che:

con delibera della giunta della regione Calabria del 25 marzo 2010 n. 289 veniva approvato il «Progetto per la realizzazione del Registro tumori della popolazione della Regione Calabria» prevedendo l’istituzione di tre registri così suddivisi: Cosenza-Crotone; Catanzaro-Vibo Valentia, Reggio Calabria;

il registro tumori della provincia di Cosenza è stato presentato pubblicamente nel 2009 nella Sala degli Specchi della provincia alla presenza dei rappresentanti istituzionali della regione e della provincia, il direttore generale dell’Asp di Cosenza e la responsabile dell’unità operativa screening oncologici e registro tumori dell’azienda sanitaria provinciale di Cosenza, che ricopriva il ruolo di coordinatrice dello staff del registro tumori ma da allora non si è saputo più nulla fino alla delibera regionale del 25 marzo 2010, sopra citata;

ad oggi, fatta eccezione per la provincia di Catanzaro, che ha un registro attivo già dal 2003, la delibera regionale è rimasta del tutto inattuata. Come si legge sul sito del Ministero della Salute «La prima funzione dei registri tumori consiste nel descrivere il fenomeno neoplastico e le sue variazioni territoriali e temporali attraverso misure di incidenza e mortalità. I registri tumori producono dati di sopravvivenza per le diverse neoplasie, fornendo così un indicatore fondamentale della qualità dei servizi diagnostici e terapeutici nei diversi territori e del suo evolversi nel tempo. Inoltre, producono dati di prevalenza a livello locale e stime di prevalenza a livello nazionale. La prevalenza è l’indicatore più diretto del carico sanitario dovuto ai tumori in una popolazione ed è particolarmente utile per valutare i bisogni sanitari»;

a questo proposito il comitato civico Natale De Grazia, ricorda che la Calabria a causa degli interramenti illeciti di rifiuti tossici ha visto negli anni la totale compromissione dell’ambiente, delle falde acquifere e dell’intera catena alimentare con gravi conseguenze sulla salute pubblica. Per questo, sottolinea il comitato, sarebbe utile dare attuazione alla delibera regionale per dare finalmente risposte alla cittadinanza e studiare in base alle risultanze epidemiologiche le azioni concrete a tutela del territorio;

il comitato civico Natale De Grazia che da anni chiede la bonifica della Valle Oliva in località Serra D’Ajello (Cosenza) si è rivolto al dottor Stefano Ferretti, segretario nazionale dell’Airtum (Associazione italiana registro tumori) per conoscere lo «stato dell’arte» per il registro di Cosenza;

per questi motivi il Comitato ha inviato lo scorso gennaio una lettera ai sindaci di Amantea, Aiello Calabro, San Pietro in Amantea e Serra d’Aiello (e per conoscenza al presidente della regione Calabria, all’assessore regionale all’ambiente, al presidente della provincia di Cosenza e al direttore sanitario dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza) affinché ognuno per le proprie competenze faccia quanto necessario per avviare a definitiva soluzione la vicenda del fiume Oliva e ricordando che le autorità avevano già destinato ai comuni di Ajello Calabro e Serra d’Ajello un finanziamento di 1,5 milioni di euro per la bonifica dei siti inquinati. «Fondi che fino ad oggi non sono stati impiegati» si legge nella lettera;

inoltre, nella lettera, si legge che una delegazione del comitato De Grazia si è recata presso gli ospedali riuniti di Reggio Calabria per acquisire dati sulle malattie tumorali della zona che hanno colpito anche molti bambini. I medici però non hanno potuto fornire alcun dato in quanto non esistono studi epidemiologici ufficiali, né un registro tumori, tuttavia hanno confermato che tra i ricoveri vi è un picco di bambini provenienti dai comuni di Amantea, San Pietro in Amantea, Ajello Calabro e Serra d’Ajello;

la procura di Paola ha affidato al dottor Giacomo Brancati, dirigente del dipartimento tutela salute e politiche sanitarie regione Calabria, un rapporto sulle malattie tumorali nei comuni ricadenti nella zona dell’Oliva e possibili nessi di casualità tra malattie riscontrate e sostanze inquinanti ritrovate;

nello studio epidemiologico del dottor Brancati, consegnato alla procura di Paola nel maggio del 2009, l’esperto aveva individuato 1.808 casi di malati oncologici nei comuni ricadenti nel distretto sanitario di Amantea di cui ben 191 proprio nell’area di località Foresta. Un’incidenza così elevata da far lanciare un vero e proprio allarme per i cittadini della zona. «Si conferma – scriveva Brancati – l’esistenza di un pericolo attuale per la popolazione residente nei territori dei comuni di Amantea, San Pietro in Amantea e Serra d’Aiello, circostante al letto del fiume Oliva a sud della località Foresta, dovuto alla presenza di contaminanti ambientali capaci di indurre patologie tumorali e non». E ancora. «Occorre rilevare – denunciava il consulente – la suggestiva evidenza di un eccesso di tumori maligni della tiroide nei territori più prossimi ai siti di contaminazione, che, ancorché al di sotto del limite di significatività statistica, concorda con la presenza anomala di cesio 137». Un allarme che, alla luce del nuovo rapporto scaturito dagli ultimi dati esaminati dal tecnico, sembra più che mai attuale -:

se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa;

se il Ministro della salute intenda promuovere iniziative per assicurare la concreta attivazione dei registri tumori su tutto il territorio nazionale e, in particolare, nella regione Calabria;

se il Governo intenda intervenire, per quanto di competenza, per assicurare l’immediata bonifica della Valle Oliva in località Serra d’Aiello (Cosenza);

se si intenda verificare come sono state utilizzate le risorse nazionali stanziate per le bonifiche che il comitato De Grazia denuncia non esser mai partite;

se i Ministri interrogati intendano costituirsi parte civile nei processi in corso presso la procura di Paola per l’inquinamento della Valle dell’Oliva, da anni discarica a cielo aperto;

se e come, i Ministri interrogati, intendano attivarsi per il controllo delle acque, dell’aria, dei prodotti agricoli e degli allevamenti ubicati nella zona sopra identificata.

LO MORO (4-15161)