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INTERROGAZIONE a risposta scritta

Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell’economia e delle finanze.

Per sapere – premesso che:

con decorrenza 10 marzo 2010, Trenitalia spa ha dato seguito alla soppressione di alcuni treni a lunga percorrenza gestiti dalla Divisione passeggeri N/I;
tali decurtazioni sarebbero propedeutiche alla preparazione del contratto di servizio che il Governo deve stipulare con Trenitalia, attraverso il quale sono individuati i treni del segmento della lunga percorrenza;
il territorio calabrese è interessato dalla soppressione dei seguenti treni:
ICN 752 Reggio C.-Milano;
ICN 750 Reggio C.-Lamezia Terme (sezione jonica);
ICN 751 Milano-Reggio C.;
ICN 753 Lamezia-Reggio C. (sezione jonica);
ICN 761 Torino P.N.-Reggio C.;
ICN 763 Lamezia Terme-Reggio Calabria (sezione jonica);
ICN 768 Reggio C.-Torino P.N.;
ICN 766 Reggio C.-Lamezia Terme (sezione jonica);
la soppressione delle cosiddette antenne (sezione jonica) dei treni notte diretti a Milano e Torino ha un grave impatto sociale in quanto limita in maniera significativa il diritto alla mobilità dei residenti della fascia jonica, ai quali non viene garantito nessun collegamento diretto con le relazioni di traffico ferroviario dirette al nord;
i provvedimenti di variazione dell’offerta ferroviaria, per quanto attiene alla Calabria, hanno interessato anche il servizio «auto al seguito». Sono stati, infatti, totalmente soppressi i treni che garantivano tale servizio nella stazione di Lamezia Terme, presso cui peraltro di recente, nell’anno 2009, sono state installate le rampe metalliche ed effettuati i lavori al piazzale della stazione per consentire il carico/scarico delle auto, con un adeguamento strutturale costato circa 60.000 euro;
anche i tagli a tale servizio, di cui peraltro non si capiscono le ragioni, tenuto conto che soltanto nell’anno 2007 sono state movimentate nello scalo lametino 10.000 (arrivi e partenze) auto, hanno una forte ripercussione sociale, considerato che a farne uso sono soprattutto persone (per lo più, calabresi residenti in altre regioni) che vengono in Calabria per brevi periodi ed hanno interesse a raggiungerla in treno ed ad avere in loco la disponibilità di una vettura;
in realtà, considerata la posizione strategica dello scalo lametino (rappresentava un riferimento per le provincie di Cosenza-Vibo Valentia e Crotone e il numero elevato di clienti (10.000), sarebbe stato conveniente per Trenitalia implementare il servizio «auto al seguito» e non smantellare un servizio in attivo;
non è da escludere che tale operazione, non giustificabile sul piano aziendale, possa agevolare l’iniziativa di privati che potrebbero attivare un servizio di trasporto delle vetture, senza garanzie di costo per gli utenti e con lo svantaggio per i viaggiatori di non avere la propria vettura «al seguito»;
gli scenari sopra descritti provocano delle forti ripercussioni sui livelli occupazionali (70 unità lavorative), in particolare sono interessati alcuni settori strategici del gruppo Ferrovie dello Stato:
personale di bordo (capitreno);
personale di macchina (macchinisti);
personale di manovra (stazione di Lamezia Terme);
personale RSI – manutenzione specializzata vagoni letto (ditte esterne a Ferrovie dello Stato);
personale pulizie convogli (ditte esterne a Ferrovie dello Stato);
essendo Trenitalia una Società a capitale pubblico prevalente, le ragioni di bilancio, peraltro non sussistenti per la soppressione del servizio «auto al seguito», non valgono a giustificare provvedimenti fortemente penalizzanti per i cittadini, ed in particolare per le fasce più deboli, che condannano alcune zone della Calabria e complessivamente l’intera regione alla marginalità ed all’isolamento ed hanno forti ripercussioni sul livello occupazionale;
il Governo, e in particolare i Ministri interrogati, ciascuno per le proprie competenze, non possono ignorare lo stato di tensione che percorre in questo momento la Calabria, in cui giornalmente si registrano manifestazioni contro il taglio dei treni, né possono trascurare le richieste dei sindacati che chiedono un confronto con le istituzioni coinvolte e con Trenitalia per cercare una soluzione al problema. Parimenti non possono non tener conto dell’irragionevolezza della soppressione del servizio «auto al seguito» presso la stazione di Lamezia Terme -:
se siano a conoscenza della soppressione dei treni a lunga percorrenza operata da Trenitalia e dei danni che sta provocando sul territorio calabrese;
se siano a conoscenza delle manifestazioni di protesta che si sono svolte in Calabria e delle richieste formulate dai sindacati;
quali siano gli intendimenti del Governo in merito alla vicenda;
se ritengano di dover intervenire sulla scelta di soppressione del servizio «auto al seguito» operata dalla stessa Trenitalia rispetto alla stazione di Lamezia Terme, nonostante gli investimenti recenti effettuati per migliorare il servizio, il rilevante numero di auto movimentate e i disagi provocati dalla dismissione di un servizio in attivo;
se non ritengano necessario attivare un tavolo di confronto, con la presenza dei rappresentanti dei Ministeri competenti, della regione Calabria e di Trenitalia, per discutere e rivedere le scelte che contraddicono finalità sociali che non possono essere estranee ad una azienda alle cui perdite partecipa lo Stato.

LO MORO