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Interrogazione a risposta scritta – Ministro dell’interno

Al Ministro dell’interno, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

Per sapere – premesso che:

nella tarda serata del 29 marzo 2012, ignoti hanno esploso alcuni colpi di arma da fuoco contro la Fiat Panda di proprietà del sindaco di Monasterace, dottoressa Maria Carmela Lanzetta, che si trovava parcheggiata sotto la sua abitazione;

a seguito di tale atto intimidatorio, la Lanzetta, riconfermata sindaco alle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio 2011, ha compiuto la «scelta irrevocabile» di dimettersi che sembra decisa a confermare, nonostante la richiesta di restare al suo posto formulata da più parti e la tanta solidarietà ricevuta;

la scorsa estate allo stesso sindaco, farmacista, era stata incendiata la farmacia, ubicata al piano terra del fabbricato in cui risiede. È stata corale anche in quella circostanza la solidarietà al sindaco per il grave atto intimidatorio che, tra l’altro, le ha causato ingenti danni e i cui autori sono rimasti ignoti;

dall’inizio del 2011 in Calabria si sono registrati oltre quaranta atti intimidatori ad amministratori locali, con un trend di crescita che rischia di aumentare in occasione dell’imminente competizione elettorale per le amministrative. Stando alle notizie di stampa, solo per uno sono stati individuati i responsabili, mentre per tutti gli altri gli autori sono rimasti ignoti;

le dimissioni del sindaco di Monasterace, una professionista seria conosciuta per il suo coraggio, la sua determinazione e la sua passione civile, pongono un interrogativo a cui va data una risposta convincente, anche per poter chiedere alla Lanzetta di revocare le sue dimissioni e per poter più complessivamente rincuorare gli amministratori locali oggetto di continui e spesso reiterati vili attentati;

bisogna chiedersi e capire come è possibile che rimangano ignoti gli autori di attentati in piccoli comuni, come quello di Monasterace, che conta complessivamente 3.426 abitanti e ha una superficie di 15,7 chilometri quadrati;

gran parte dei comuni in cui si verificano attentati ai danni delle amministrazioni pubbliche hanno caratteristiche simili. Ebbene, ci si chiede come sia possibile che non si riesca a tenere sotto controllo neanche i luoghi sensibili e a individuare i responsabili di reati così odiosi neanche dopo il verificarsi dei primi casi e soprattutto come sia possibile che non siano in alcun modo poste in essere garanzie a tutela dell’incolumità e della tranquillità degli amministratori vittime di minacce ed attentati;

davanti al gesto forte del sindaco di Monasterace, lo Stato deve intervenire con misure adeguate per garantire condizioni di normalità e di efficienza nel controllo del territorio che rendano possibile la prosecuzione del mandato amministrativo;

non può poi essere sottovalutato il dato che Monasterace costituisce, nel panorama calabrese, un’anomalia al femminile. Oltre al sindaco Lanzetta, la maggioranza di governo può contare, infatti su quattro donne su otto consiglieri. Con il sindaco le donne sono pertanto in maggioranza. Un dato non trascurabile in sé che risulta eclatante se confrontato con il numero di donne impegnate nelle amministrazioni locali calabresi (su 409 comuni sono 18 le donne sindaco, mentre non vi è neanche una donna tra i 50 consiglieri regionali);

non possono essere sottovalutati i segnali di riscatto che in Calabria vengono dal mondo femminile ed in particolare dalle poche donne sindaco che spesso si distinguono per la loro determinazione e per il loro coraggio in realtà difficili sul piano ambientale, senza la disponibilità di adeguate risorse per la costruzione di idonee politiche di contrasto del disagio sociale;

va valutato con la dovuta attenzione il fatto che la discontinuità che queste amministratrici rappresentano può costituire un elemento ulteriore e specifico di rischio in contesti difficili in cui da tempo prevalgono gli interessi di pochi, e spesso gli interessi delle cosche -:

se sia a conoscenza degli attentati subiti dal sindaco di Monasterace e delle dimissioni dalla stessa presentate e quali iniziative intendano porre in essere, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze;

se e come il Ministro dell’interno intenda affrontare, per quanto di competenza, il problema degli attentati agli amministratori che mette a rischio la convivenza democratica in molti comuni calabresi e rischia di aggravarsi nella fase elettorale;

se, in particolare, non si ritenga necessario un intervento urgente del Ministro dell’interno per garantire condizioni di sicurezza e di tranquillità alla dottoressa Lanzetta e alla sua famiglia.

(4-15573) LO MORO