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INTERROGAZIONE a risposta scritta – Ministro dell’Interno

Al Ministro dell’interno.
- Per sapere – premesso che:

Nardodipace è un piccolo Comune calabrese della provincia di Vibo Valentia che gli istituti di ricerca, per lungo tempo, hanno indicato come il comune più povero d’Italia;

detto comune si trova inserito nel contesto territoriale delle Serre vibonesi che è martoriato dalla presenza di cosche della ‘ndrangheta che controllano appalti e attività economiche e praticano estorsioni, danneggiamenti, furti e omicidi;

nel settembre 2008 il prefetto di Vibo Valentia, dottor Ennio Mario Sodano, ha avviato, d’intesa con il Ministero dell’interno, la procedura d’accesso in tre Comuni del Vibonese: S. Onofrio, Fabrizia e Nardodipace, tutti sospettati di infiltrazioni mafiose;

le commissioni di accesso insediate nei tre comuni hanno ultimato i loro lavori e il prefetto di Vibo Valentia ha trasmesso le relative relazioni al Viminale;

in data 8 gennaio 2009 è stato sciolto il consiglio comunale di Sant’Onofrio e in data 27 luglio 2009 quello di Fabrizia, mentre, alla data odierna, a distanza di oltre un anno dall’insediamento della Commissione d’accesso, nessun provvedimento è stato assunto per il Comune di Nardodipace;

l’attività di accesso in detto comune era stata disposta a seguito di una attività di indagine della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che aveva sollevato «sospetti di condizionamento mafioso» sull’amministrazione comunale eletta nella tornata elettorale del 27 e 28 maggio 2007;

la Commissione, insediatasi nel settembre 2008, ha avviato i suoi lavori scaduti i 90 giorni di tempo vi è stata una proroga di ulteriori 90 giorni. Alla scadenza dei termini la commissione, come riportato dalla stampa locale, ha rassegnato la relazione al prefetto di Vibo il quale, a sua volta, ha inviato al Ministero dell’interno una «inclemente relazione» con la richiesta di scioglimento del consiglio comunale dei Nardodipace per infiltrazioni mafiose;

le verifiche, secondo notizie giornalistiche, mai smentite, si sono concentrate su pratiche adottate dall’amministrazione in carica «ma anche sui profili di alcune figure gravitanti nel palazzo comunale». Al centro della verifica, la figura del Sindaco, Romano Loielo, ex finanziere, incappato in una serie di incidenti disciplinari a causa di «particolari» frequentazioni per «fini politici»;

più volte i giornali regionali hanno dato come imminente il decreto di scioglimento del Consiglio comunale di Nardodipace;

è evidente che tale situazione, in cui si registra un silenzio per gli interroganti, inspiegabile, del Ministero dell’interno, crea disagi notevoli nella comunità che avrebbe bisogno di capire e di avvertire la presenza dello Stato;

la vicenda del comune di Fondi che ha visto assumere al Ministro dell’interno posizioni non condivise dal Consiglio dei ministri aggiunge elementi di tensione ad una situazione precaria che dura da troppo tempo, considerato che, ove – come pare – fossero sussistenti i motivi che hanno determinato l’accesso, un’amministrazione infiltrata, in carica da oltre due anni, starebbe gestendo la cosa pubblica con una prefettura e un ministero consapevoli, ai danni di una comunità impotente ed inerme -:

quali siano i motivi per i quali, ad oggi, non è stato assunto alcun provvedimento conclusivo della procedura di accesso avviata nel settembre 2008 a carico del comune di Nardodipace;

quali siano i motivi per i quali, sussistendone i presupposti, non è stato emesso il provvedimento di scioglimento per infiltrazioni mafiose del consiglio comunale di Nardodipace.

(4-04557) LO MORO, GARAVINI, AMICI, GIOVANELLI, MINNITI e OLIVERIO.