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Interrogazione a risposta scritta – Ministro delle infrastrutture

Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell’economia e delle finanze .

Per sapere – premesso che:

in data 26 luglio 2011 la IX Commissione approvava la risoluzione 8-00139 (potenziamento del porto di Gioia Tauro) sottoscritta dagli onorevoli Meta, Antonino Foti, Amici, Bonavitacola, Garofalo, Vincenzo Antonio Fontana, Laganà Fortugno, Lo Moro, Laratta, Cesare Marini, Minniti, Oliverio, Vico, Villecco Calipari, Zampa;

con tale atto di indirizzo si impegnava il Governo:

«1) a promuovere la completa attuazione dell’accordo di programma quadro stipulato nel settembre 2010 dalla regione Calabria, con l’autorità portuale e i Ministeri dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti che, se interpretato nella sua complessità, rende necessari urgenti interventi di riorganizzazione interna e di integrazione del core business del porto;
2) ad adottare ogni iniziativa utile alla realizzazione, magari con partner da reperire con una gara internazionale, di un’attrezzata piattaforma logistica, che possa fungere da volano per lo sviluppo dell’intero sistema portuale nazionale e di quello delle regioni meridionali coinvolte;
3) a dare il massimo sostegno all’iniziativa legislativa in corso presso il Senato per dare autonomia finanziaria al porto di Gioia Tauro, in modo da poter varare un programma di potenziamento ed adeguamento infrastrutturale sulla base di un quadro certo di risorse attivabili, anche a titolo di cofinanziamento con risorse aggiuntive di operatori privati operanti presso lo scalo;
4) a promuovere o comunque supportare provvedimenti di concreto sostegno normativo e finanziario alla rete dei porti transhipment ubicati nel Mezzogiorno (Gioia Tauro, Taranto, Cagliari) per fronteggiare la crescente concorrenza dei porti nordafricani, anche attraverso misure compensative del mancato introito di risorse venute a mancare per l’abbattimento delle tasse di ancoraggio, attraverso l’utilizzo delle risorse provenienti dalla revoca dei finanziamenti effettuata ai sensi dell’articolo 2, comma 2- nonies , del decreto-legge 29 dicembre 2010, convertito con modificazioni dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10;
5) a valutare la possibilità di incardinare lo sviluppo del retroporto di Gioia nel quadro del Piano nazionale della logistica;
6) a ridefinire la missione del porto di Gioia Tauro, assegnando ad esso funzioni di scalo industriale collegato ad una piattaforma logistica integrata con le reti di trasporto nazionali ed internazionali, funzioni da far interagire con quelle di transhipment rimesse in gioco, valutando la possibilità di ridimensionare l’area in concessione alla Mct, attraverso una manifestazione d’interesse da lanciare in ambito europeo;
7) a promuovere o comunque sostenere l’emanazione di norme semplificate per l’approvazione di varianti ai piani regolatori portuali nelle aree destinate a poli integrati della logistica, connessi agli scali di transhipment, quale il porto di Gioia Tauro;
7) a destinare, mediante apposito accordo di programma Stato-regione Calabria – Autorità portuale di Gioia Tauro, una quota dei fondi PON al potenziamento infrastrutturale e all’ammodernamento del porto di Gioia Tauro;
9) a prevedere l’attivazione degli ammortizzatori sociali nei confronti dei lavoratori della Mct in presenza di un adeguato piano di salvataggio aziendale;
10) a valutare se sia opportuno mantenere un trattamento di favore in favore della società per quanto attiene il regime dei canoni concessori;
11) a valutare l’adozione di iniziative, anche a carattere normativo, compatibili con l’ordinamento comunitario per ridurre la contribuzione sociale e assistenziale nonché le accise sui prodotti energetici utilizzati nei porti, come quello di Gioia Tauro, che movimentano più del 75 per cento del traffico da nave a nave»;

a distanza di circa tre mesi, mentre, in mancanza di qualsiasi intervento di sostegno si aggrava la crisi dello scalo, che ha già portato alla cassa integrazione per oltre 400 dipendenti, il Governo non risulta aver dato alcuna attuazione all’atto di indirizzo parlamentare;

né sembra che si tratti solo di scarsità di risorse e/o di disattenzione. Nei giorni scorsi, infatti, dopo lunghi mesi di attesa, è stato sottoscritto il decreto attuativo del decreto-legge cosiddetto milleproroghe, con il quale al porto di Gioia Tauro viene destinato l’importo di 5 milioni e 200 mila euro, che non è sufficiente per mantenere gli sgravi delle tasse di ancoraggio, per i quali l’Autorità portuale aveva impegnato il maggiore importo di 9 milioni di euro che il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti si era impegnato a restituire;

al di là dell’inadeguatezza della somma, non si può non rilevare che non si è tenuto conto, nella distribuzione delle risorse messe a disposizione per i porti dal decreto-legge cosiddetto milleproroghe, della natura del porto di Gioia Tauro, attualmente destinato solo a transhipment , e dell’importanza della struttura nel sistema portuale italiano ed europeo;

ad avviso dell’interrogante l’atteggiamento del Governo, che, nel confronto con il territorio, appare tiepido e incapace di mantenere gli impegni che assume, denota scarsa consapevolezza della gravità dei problemi e delle conseguenze del perdurare di una colpevole inerzia nell’affrontare una crisi che rischia di tagliare fuori il Mezzogiorno e di incidere nell’economia dell’intero Paese -

se e come si pensi di integrare i finanziamenti al porto di Gioia Tauro per consentire gli sgravi della tassa di ancoraggio;

se e come (in che tempi e con quali azioni di Governo) si intenda dare attuazione alla risoluzione approvata dalla IX Commissione della Camera dei deputati.

(4-13633)

LO MORO