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Interrogazione a risposta scritta – Ministro della salute

Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della salute.

Per sapere – premesso che:

con decreto ministeriale in data 26 aprile 2007 veniva istituito, presso l’istituto superiore della sanità, il Centro nazionale sangue, «struttura finalizzata al raggiungimento degli obiettivi di autosufficienza nazionale ed al supporto per i coordinamento delle attività trasfusionali sul territorio nazionale»;

tale struttura costituisce il fulcro centrale del sistema in rete che gestisce il fabbisogno di sangue e le attività di medicina trasfusionale che sono parte integrante dei livelli essenziali di assistenza garantiti dal Servizio sanitario nazionale;
il Centro nazionale sangue, per il raggiungimento dei suoi obiettivi, è in rapporto di collaborazione permanente con le regioni, oltre che con le istituzioni nazionali coinvolte e con le Associazioni di volontariato, presenti in maniera capillare su tutto il territorio nazionale, che

svolgono un lavoro prezioso per la diffusione della cultura solidale della donazione del sangue;

con la legge regionale n. 24 dell’8 settembre 2011 la regione Calabria ha istituito il centro regionale sangue e regolato le attività trasfusionali, caratterizzate, secondo i dati in possesso del dipartimento sanità regionale, da un quadro disomogeneo con un progressivo aumento della raccolta di sangue in alcune aree e gravi situazioni di carenza in altre, aggravato da un sistema organizzativo che non favorisce la compensazione interaziendale;

secondo notizie di stampa, tale legge, però, sarebbe stata bloccata per mesi da un’impugnativa del governo, che sollevava una questione di costituzionalità, congelando l’operatività della normativa;

nel corso dei lavori del consiglio regionale del 16 gennaio 2012 è poi emerso che il testo del ricorso, attribuito al Ministro per gli affari regionali pro tempore e pubblicato su un sito internet, era completamente falso e che in realtà non c’è stata alcuna impugnativa del governo;

del ricorso non c’è più traccia sul web ma gli intoppi per l’operatività della normativa non sono finiti. Secondo quanto si legge sui giornali regionali, infatti, la maggioranza di centrodestra chiede di congelare l’istituzione del centro regionale sangue, la cui urgenza è invece molto avvertita dagli operatori del settore che rivendicano una migliore organizzazione e programmazione a livello regionale;
la situazione di stallo che si è venuta a creare mette a rischio un settore che rappresenta per la Calabria un’esperienza positiva, con riflessi anche oltre la regione, dal momento che la Calabria riesce a provvedere da sola al bisogno di sangue grazie a tanti cittadini donatori (nel 2011 la raccolta è aumentata di 3mila unità) e fornisce sacche di sangue alle regioni in difficoltà;

il piano di rientro, cui la Calabria è soggetta, non può certo bloccare la programmazione di un’attività rientrante nei LEA, alla quale, a livello nazionale, è assegnato un contributo annuale di euro 2.500.000,00, ai sensi della legge 21 ottobre 2005, n. 219 -:

se il Governo sia a conoscenza della situazione descritta in premessa e se e come si intenda intervenire, nell’ambito delle proprie competenze, per chiarire la vicenda con particolare riferimento alla vicenda, che appare piuttosto singolare, dell’iniziativa del Governo ricordata in premessa e quali iniziative, per quanto di competenza, intenda assumere per favorire una migliore programmazione delle attività trasfusionali in Calabria, in raccordo con le attività delle altre regioni e del Centro nazionale sangue.

LO MORO (4-15481)