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Interrogazione a risposta scritta – Chiarimenti sulla vicenda del controllo dello dello statuto dell’Ateneo di Messina

Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

Per sapere – premesso che:

con interrogazione a risposta in Commissione 5-03167 del 1o luglio 2010, ancora priva di risposta, si faceva riferimento ad una delibera di proroga del mandato del rettore dell’università di Messina e degli altri organi accademici, sollecitando l’intervento del Ministro, «anche alla luce delle disposizioni contenute nel disegno di legge di riordino del sistema universitario promosso dallo stesso Ministro»;

nell’atto, a supporto della richiesta di intervento, si evidenziava «apparendo tali rilievi non trascurabili, che secondo le notizie diffuse dalla stampa, l’attuale rettore, professor Francesco Tomasello, è attualmente sottoposto a giudizio per abuso di ufficio e tentata concussione, pendente davanti al tribunale penale di Messina, per le quali accuse è stato sospeso per due mesi dal GIP. Si aggiungeva che «lo stesso rettore è stato, inoltre, sospeso una seconda volta per due mesi in altro procedimento pendente davanti al giudice dell’udienza preliminare di Messina», sottolineando che «entrambe le vicende hanno destato grande allarme nella comunità universitaria e cittadina messinese»;

nel frattempo la situazione è molto peggiorata;

come emerge da quanto di seguito specificato, si è aggravata la posizione del rettore dell’università di Messina professor Francesco Tomasello, che è personalmente sottoposto a una pluralità di procedimenti penali pervenuti a stadi diversi per fatti che hanno avuto grandissima risonanza sugli organi di informazione nazionali ed hanno costituito anche oggetto di programmi televisivi nazionali di approfondimento, con la ulteriore complicazione che a procedimento penale è sottoposta anche la moglie del rettore, Grasso Carmela, per reati commessi utilizzando la relazione familiare:

a) nel 2007 è stato prima sospeso per due mesi e poi rinviato a giudizio per rispondere dei reati di tentata concussione e abuso d’ufficio perché, secondo l’accusa, avrebbe favorito il figlio del preside del tempo della Facoltà di Veterinaria in un concorso universitario per professore di seconda fascia. Tale processo è in fase di istruttoria dibattimentale e l’Università si è costituita parte civile contro gli imputati; non lo ha fatto contro il rettore, né ha avviato procedimento disciplinare a suo carico, in pendenza del procedimento penale;
b) nel 2008 il professor Tomasello è stato sospeso dell’A.G. dalle funzioni di rettore dell’università di Messina una seconda volta. Sono stati ipotizzati brogli in un altro concorso presso il Policlinico universitario a favore del presidente del consiglio comunale della Città. Il tribunale del riesame, nel confermare la sospensione, parlava di «allarmante ostinazione manifestata dall’indagato nella conduzione clientelare della propria carica», nonché di una «pericolosa quanto diffusa inclinazione alla rimozione assoluta del disvalore morale insito nelle condotte in esame ed alla sua sostituzione con un atteggiamento di compiaciuta, disinvolta ed opportunistica solidarietà rispetto al beneficiario dell’abuso, che poco giova al prestigio e all’autorevolezza dei pubblici uffici coinvolti in simili dinamiche». Per tale seconda ipotesi di reato, la procura della Repubblica di Messina ha notificato da tempo agli indagati l’avviso di conclusione delle indagini;
c) gli organi di informazione locali hanno reso noto che la procura della Repubblica di Reggio Calabria ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini del cosiddetto «Caso Siciliano», dal nome dell’ex procuratore aggiunto della Repubblica di Messina, con delega ai reati contro la pubblica amministrazione, accusato di gravissimi reati contro la pubblica amministrazione, che nel 2009 fu sottoposto ad un lungo periodo di detenzione cautelare. Secondo quanto si apprende dalla stampa, l’avviso di conclusione indagini sarebbe stato notificato anche al rettore dell’università di Messina per i reati di abuso d’ufficio e divulgazione di atti coperti da segreto d’ufficio che sarebbero stati compiuti al fine di favorire il conseguimento di un posto di ricercatore universitario per il figlio del procuratore Siciliano. Dal quadro accusatorio delineato dalla procura di Reggio Calabria emergerebbero gravissime illegalità, segnate da inedite distorsioni e commistioni nell’esercizio del potere accademico e di quello giudiziario;
d) nei giorni scorsi la procura della Repubblica di Messina ha notificato il provvedimento chiusura delle indagini in un procedimento penale che coinvolge ventuno persone, tra la quali la signora Carmela Grasso dipendente dell’università di Messina, indagata per concussione aggravata dalla continuazione, che sarebbe stata compiuta utilizzando la relazione familiare, in quanto moglie del rettore, nella gestione di appalti di servizi resi all’Università;

con riferimento, poi, alla delibera di autoproroga, va rilevato quanto segue:

la citata delibera di autoproroga è stata oggetto di richiesta di riesame con nota a firma del direttore generale dottor Marco Tomasi 29 luglio 2010, n. 2155, con cui si rileva che «il prolungamento dei mandati in corso previsto dall’articolo 57, comma secondo, si configura di fatto come una proroga automatica degli attuali mandati rispetto alla quale non vien data agli elettori la possibilità di esprimersi e, di conseguenza, come suggerito da copiosa giurisprudenza, si pone in contrasto con la necessità di garantire al corpo elettorale il diritto/dovere di verificare in concreto l’oberato dell’eletto alla scadenza del mandato», invitando al riesame della proposta modifica statutaria ai sensi dell’articolo 6, comma 9, della legge;

sulla base della proposta del rettore, il Senato accademico ha approvato il 2 agosto 2010 la proposta di inserire nello statuto d’Ateneo un articolo 57-bis del seguente contenuto: «la modifica statutaria relativa al prolungamento dei mandati elettivi, ai cui all’articolo precedente, non ha effetto ed è perciò salva la loro scadenza ordinaria qualora ne faccia richiesta scritta in tal senso, entro tre mesi dalla pubblicazione della presente modifica di Statuto, la maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto»;
pertanto, con l’ultima modifica statutaria viene introdotto una specie di referendum abrogativo a voto palese, per il quale si richiede una maggioranza addirittura superiore di quella necessaria per eleggere il rettore (cfr. l’articolo 8 dello statuto d’ateneo che prevede la possibilità che il rettore sia eletto anche con la semplice maggioranza dei votanti);

in particolare, gli «aventi diritto al voto» nell’Università di Messina sono oltre 30.000 persone, posto che per eleggere le varie cariche accademiche sono chiamati a votare docenti, personale tecnico-amministrativo e studenti e quindi, per impedire la proroga disposta dal Senato accademico occorrerebbe la «richiesta scritta» di oltre 15.000 persone;

il rettore ha dichiarato che il Miur avrebbe approvato espressamente tale ultima modifica statutaria;

i fatti di cui sopra gettano un gravissimo discredito sul sistema universitario nazionale e sull’università messinese -:
se risponda al vero che il controllo ministeriale sulla modifica dell’articolo 57 dello statuto dell’Ateneo di Messina sia stato esercitato oltre il termine perentorio previsto dall’articolo 6, comma 9, legge n. 168/89;

in caso di risposta affermativa, quali siano le ragioni di tale circostanza e le iniziative che intende assumere il Ministro, anche avuto riguardo alla dichiarata intenzione del rettore di dar corso a tale modifica statutaria nonostante i rilievi ministeriali;

se risponda al vero che il Ministero abbia approvato la delibera concernente l’articolo 57-bis dello statuto d’ateneo, il quale, anziché porre rimedio agli accertati vizi di legittimità e di merito dell’articolo 57, li aggrava palesemente; ed in caso di risposta affermativa, quali siano le ragioni di tale riscontro positivo, pur in presenza dei ricorsi presentati da diversi docenti;

se il Ministero, con le modalità ed i termini di legge, intenda costituirsi parte civile in processi a carico del rettore, a tutela dell’immagine del sistema universitario nazionale già in sede di udienza preliminare;

se intenda emanare il decreto di proroga nella carica del rettore dell’università di Messina, che ha già subito due sospensioni cautelari, che hanno superato il vaglio degli organi giurisdizionali di riesame.

(4-09242)

LO MORO