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INTERROGAZIONE a risposta scritta

Al Ministro dell’interno.

- Per sapere – premesso che:

Isola di Capo Rizzuto è un paese della costa jonica calabrese, in provincia di Crotone, con poco più di quindicimila residenti, il cui territorio è condizionato da tempo dalla presenza di pericolose cosche mafiose, invasive e sanguinarie, che influiscono negativamente sulle condizioni di vita della comunità e sull’economia del luogo (circostanze queste ben note al Ministero dell’interno che, attraverso il sottosegretario Nitto Palma, sarà presente, nella mattinata del 6 luglio, alla sottoscrizione in prefettura del patto antiracket «Io denuncio»;

l’attuale amministrazione comunale di Isola di Capo Rizzuto (insediatasi a seguito delle elezioni del 13 aprile 2008, dopo un lungo periodo di commissariamento, avviato per lo scioglimento di un precedente consiglio comunale per infiltrazioni mafiose e interrotto dall’insediamento di un’amministrazione durata meno di dieci mesi, con conseguente nuovo commissariamento prefettizio), la cui giunta è guidata dal sindaco, dottoressa Carolina Girasole, e composta, tra gli altri, da alcuni liberi professionisti della zona, ha scelto di utilizzare, quale principale metodo di guida della propria azione amministrativa, il rispetto delle regole imposte dalle leggi;

la situazione economico-sociale si presenta disastrata (centinaia di persone di ogni sesso ed età giornalmente bussano alla casa comunale in cerca di sussidi, aiuti economici, lavoro) e la macchina burocratica-amministrativa è completamente in panne (il numero dei dipendenti comunali è, per quantità e qualità, assolutamente insufficiente a garantire ed assicurare anche solo i servizi ordinari minimi ed indispensabili in una comunità civile; la situazione finanziaria è pregiudicata dall’enorme evasione tributaria, rispetto alla quale ogni tentativo di porvi rimedio è inevitabilmente vanificato dalla mancanza di fondi e di personale utile a farvi fronte);

in questo contesto, estremamente critico, sono state avviate delle azioni concrete per ridare alla comunità una prospettiva di legalità e di buona amministrazione. Si richiamano, in particolare:

a) la ferma presa di posizione dell’amministrazione comunale di collaborare con la prefettura di Crotone al progetto di riutilizzo di beni confiscati alla criminalità organizzata (si pensi alla mobilitazione e a quanto organizzato dalla giunta comunale, in collaborazione con la prefettura e l’associazione Libera, per la raccolta dei finocchi e la mietitura dell’orzo sui terreni confiscati alla famiglia Arena dell’omonima cosca);

b) la particolare attenzione posta dalla stessa amministrazione nel pretendere il pieno rispetto di tutte le norme relative alle diverse procedure burocratiche (ci si riferisce a numerosi procedimenti non portati a compimento, quali ad esempio alcune procedure relative all’acquisizione al patrimonio comunale di diversi ettari di terreno lungo la costa, mai acquisiti al patrimonio comunale nonostante apposite convenzioni urbanistiche relative alla lottizzazione Blandino, località Chiantata, in Le Castella; alla lottizzazione Riva dei Turchi, località Seleno, in Capo Rizzuto);

c) la determinazione con la quale la giunta comunale ha deciso di portare avanti la lotta all’abusivismo edilizio, con l’abbattimento di due manufatti abusivi sulla spiaggia di Capo Rizzuto e l’espletamento di apposita gara, purtroppo andata deserta, per l’abbattimento di una costruzione e di altri manufatti realizzati abusivamente sull’arenile fronte stante le località Capo Piccolo e Capo Rizzuto, che comunque nei prossimi giorni saranno abbattuti con la collaborazione della prefettura;

d) la decisione di intervenire direttamente ed in maniera incisiva, stravolgendo assetti d’interessi ormai consolidati da tempo, sul metodo di gestione di alcuni servizi comunali (campo profughi, darsena turistica, pulizia delle spiagge, manutenzione impianto di illuminazione pubblico, e altri);

e) la particolare attenzione dell’amministrazione sul fronte dell’energia alternativa (parchi eolici e fotovoltaici);

f) la grande attenzione posta dalla giunta comunale, al fine di migliorare l’efficienza e la funzionalità della macchina amministrativa, nella riorganizzazione dei settori, dei servizi e degli uffici, con l’avvio di iter procedimentali finalizzati all’espletamento di pubblici concorsi per l’assunzione di nuovo personale (comandante della polizia municipale, due vigili, tre geometri e un amministrativo) e con l’affidamento al personale in servizio di nuove e diverse mansioni e responsabilità;

g) il delicato groviglio di interessi che ruota intorno ai terreni comunali gravati da uso civico e alla relativa procedura di legittimazione ed affrancazione degli stessi;

h) infine, ultimo in ordine di tempo, l’approvazione di un piano triennale delle opere pubbliche che prevede interventi sul territorio per una somma complessiva di oltre 50 milioni di euro diluita nei tre anni;

dopo l’approvazione del bilancio comunale si è immediatamente scatenato un’azione di disturbo all’azione amministrativa dell’attuale giunta e che si sta svolgendo su almeno due fronti, fomentando gli animi contro l’amministrazione, attraverso azioni abbastanza mirate che hanno fatto leva sulle condizioni economico-sociali disagiate e disperate di molti cittadini, e intralciando l’azione amministrativa, attraverso condotte che all’interrogante appaiono dirette a tentare di bloccare l’attività degli uffici comunali;

si è cominciato con una fantomatica raccolta di firme (alcune delle quali si presentano con una grafia molto simile che lascia dubbi sulla loro autenticità) contro il sindaco, e si è continuato con una campagna mediatica fortemente denigratoria nei confronti dell’attuale giunta comunale, additata come portatrice di interessi particolari a scapito della comunità intera;

si è cercato in ogni modo di ostacolare il funzionamento del già debole apparato burocratico, in particolare, da parte di alcuni consiglieri di minoranza, con la scusa di volere svolgere la loro funzione di controllo, attraverso la presentazione di innumerevoli richieste di copie di atti, per esaudire le quali, gli uffici comunali avrebbero dovuto interrompere il loro servizio per mesi (nelle ultime richieste avanzate a giugno del 2010 i consiglieri di minoranza Riillo, Martino, Pullano e Timpa, chiedono al responsabile del settore affari generali, la rendicontazione economica delle attività relative alla gestione del campo profughi di Sant’Anna, per tutti gli anni dal 2001 al 2009 e al comandate della polizia municipale il rilascio di tutte le copie di tutte le pratiche relative a tutti i servizi e le attività svolte dallo stesso comando negli anni dal 2003 al 2010, nonostante il fatto che loro stessi sono stati amministratori di maggioranza nel periodo maggio 2006-marzo 2007);

alcuni di detti consiglieri di minoranza, ed in particolare i signori Antonio Riillo e Raffaele Martino, gli stessi soggetti che solo pochi mesi fa sono finiti sulle pagine dei giornali nazionali per essere stati ritratti in compagnia di alcuni pregiudicati (nel caso del senatore Di Girolamo) hanno richiesto ed ottenuto l’intervento della Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, tanto celermente (la richiesta da parte dei consiglieri è del 31 maggio 2010, la risposta indirizzata al comune da parte della Commissione è datata 9 giugno 2010), quanto stranamente, poiché la normativa di legge richiamata nella stessa risposta (articolo 27, comma 5, legge n. 241 del 1990), non ha nulla a che vedere con il diritto di accesso agli atti amministrativi da parte dei consiglieri di minoranza;

in questo velenoso clima creato ad avviso dell’interrogante per disturbare l’azione amministrativa, attraverso l’esasperazione delle tensioni esistenti sul territorio e l’indiscriminato attacco contro tutti gli atti amministrativi, si inseriscono gli episodi degli ultimi giorni;

in data 29 giugno 2010 una cittadina esagitata dalla disperazione entra nel palazzo comunale e cerca di aggredire fisicamente il sindaco, colpevole di non averle corrisposto un supporto economico preteso, ma non dovuto, dall’amministrazione comunale e accusandolo, per tale motivo, di essere la causa del fatto che l’autorità le porterà via la figlia. Solo la fortuita presenza ed il pronto intervento di alcuni impiegati hanno impedito nell’occasione che l’aggressione fisica venisse portata a compimento;

in data 2 luglio, l’autovettura della moglie del capo settore dell’ufficio urbanistica, dottor Agostino Biondi, parcheggiata nei pressi della sua abitazione, viene incendiata da parte di ignoti malfattori;

nella notte tra il 2 e il 3 luglio, la scena si ripete identica, con l’incendio dell’autoveicolo della moglie del vice sindaco Anselmo Rizzo;

nella notte tra il 4 e il 5 luglio, alle ore 1,30 viene incendiata la macchina in uso al sindaco Girasole (formalmente intestata al padre) -:

se e in che modo si ritenga di intervenire per garantire la sicurezza degli amministratori di Isola Capo Rizzuto;

se e quali iniziative si intendano porre in essere per consentire al sindaco Girasole e alla sua amministrazione di portare avanti in piena sicurezza il progetto di rinascita del comune di Isola Capo Rizzuto che non può continuare ad essere piegato dalla presenza di cosche violente ed invasive che hanno già dimostrato di avere interesse al «controllo» del territorio e delle sue istituzioni.

(4-07909)

LO MORO, OLIVERIO, LARATTA, MARINI