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INTERROGAZIONE a risposta scritta

Al Ministro dell’Interno, on.le Roberto Maroni

Premesso che – Per sapere

Attorno alla mezzanotte di lunedì 21 giugno 2010, Antonio Bisignani, Sindaco di Sant’Agata d’Esaro, usciva dalla casa dei suoi genitori quando, in un vicoletto buio del piccolo centro dell’entroterra cosentino, veniva raggiunto e aggredito da due persone, con un’azione fulminea che non gli consentiva di accorgersi della presenza dei due e di riconoscerli. Il Sindaco riportava una ferita non grave al fianco sinistro, prodotta probabilmente da un’arma impropria (si ipotizza un portachiavi o un punteruolo), e veniva soccorso e trasferito in osservazione presso una casa di cura della zona.

L’episodio appare di particolare gravità perché preceduto da innumerevoli minacce ed atti intimidatori nei confronti dello stesso Sindaco di Sant’Agata d’Esaro e di altri amministratori dello stesso Comune e perché questa volta è stata posta in essere un’aggressione fisica nei confronti del Sindaco, il quale, a commento della violenza subita, ha messo in relazione gli episodi che si sono succeduti a suo danno, compreso l’ultimo, con l’attività politica, sottolineando che “fino ad un anno fa” aveva “una vita tranquilla”.

Antonio Bisignani, dentista quarantunenne, è Sindaco dall’8 giugno 2009 e ha vinto le elezioni comunali candidandosi a capo di un’aggregazione civica. Gli episodi criminosi che di seguito si riepilogano, servendosi del lavoro prezioso di alcune testate regionali (cfr. in particolare l’articolo pubblicato in data 23 giugno dal Quotidiano della Calabria – “Ferito il Sindaco di Sant’Agata” di Francesco Mollo), hanno tutti riguardato il Sindaco direttamente o qualche altro componente della sua maggioranza :

Nel dicembre 2008 nello stabile dove risiede il consigliere Sergio Castellucci e dove Antonio Bisignani esercita la professione di dentista, vengono recapitate due lettere anonime che invitano i due candidati e futuri amministratori “a mettersi da parte … altrimenti saranno guai!”

Nella notte dell’8 maggio 2009, il giorno prima della presentazione delle liste elettorali, ignoti entrano in casa di Antonio Bisignani e danno fuoco a uno sgabuzzino adiacente all’abitazione e comunicante con essa; la famiglia Bisignani è costretta ad evacuare. Nei pressi dello stesso sgabuzzino viene poi rinvenuto un biglietto anonimo riportante la frase “Adeguati al sistema”.

Il 2 giugno 2009, all’alba, ignoti entrano nel garage di casa Bisignani e danno fuoco a un’auto, una Fiat Cinquecento ritenuta di proprietà del Sindaco che in realtà apparteneva alla cognata.

Il 15 giugno 2009, presso l’ufficio dei Vigili Urbani viene recapitata una lettera minatoria anonima, con i nomi di quasi tutti i consiglieri, nella quale si intima di “fare attenzione ai propri figli”; nella parte inferiore del biglietto sono disegnate due bare : una più grande, chiusa con un fiocco, e una bara più piccola, con il coperchio aperto. Successivamente viene ritrovata un’altra lettera anonima con la minaccia “Preparatevi al peggio”.

Altre lettere e sms anonimi e minacciosi sono stati inviati a diversi assessori e consiglieri della nuova amministrazione guidata da Bisignani, con esplicita richiesta di dimissioni.

Il 14 luglio 2009 si verifica un’altra gravissima intrusione nella casa del Sindaco, con gravi danni: vengono bruciati i divani e il portatile; viene distrutto un televisore; con una bomboletta vengono scritte frasi minatorie sui pavimenti e su un secondo televisore; vengono disegnate croci sulle foto dei figli del Bisignani.

Il 27 luglio 2009 ignoti si sono introdotti nell’aula consiliare, prima di un consiglio comunale, ed hanno segnato con una croce il posto del Sindaco e del Vicesindaco, imbrattando i muri con la scritta “No cambio”.

Nello stesso periodo, nei pressi dell’abitazione dell’assessore Ranuino Bruno, contenuto in un sacchetto e appositamente posizionato sull’automobile di famiglia dello stesso amministratore viene rinvenuto il rene di un animale.

Nel mese di ottobre 2009, prima di una riunione di consiglio comunale, nell’aula consiliare viene rinvenuto un biglietto sulla sedia del Sindaco che avverte il primo cittadino di fare attenzione ai genitori; la stessa notte, dopo il consiglio comunale, ignoti entrano a casa dei genitori del Sindaco e appiccano il fuoco a un divano.

Il 24 dicembre 2009, mentre il Sindaco e la figlia sono alla messa della Vigilia di Natale, la macchina del primo cittadino, parcheggiata nel cortile della scuola adiacente alla piazza principale, viene imbrattata di vernice.

Il 22 febbraio 2010, alle ore 23 e 15 circa, il Sindaco si reca a casa dei genitori e parcheggia la macchina nei pressi del centro storico. Poco dopo, al ritorno, il Bisignani ritrova la sua Mercedes completamente in fiamme.

Si aggiunge che anche l’episodio di lunedì scorso, sicuramente il più grave, si è verificato alla vigilia di un importante consiglio comunale.

Le intimidazioni ad amministratori costituiscono oramai da anni una specificità irrisolta della realtà calabrese, oggetto di innumerevoli denunce e di uno specifico rapporto elaborato annualmente da Legautonomie Calabria.

Succede anche che lo stesso amministratore sia soggetto a più intimidazioni. Il caso del Sindaco di Sant’Agata D’Esaro è in tal senso emblematico e di inaudita gravità.

Il fenomeno, di dimensioni vastissime (circa 700 episodi censiti in Calabria), appesantisce il ruolo dei Sindaci e delle amministrazioni comunali che, nella situazione difficile in cui versa la Regione, aggravata dalla grave crisi attuale, finiscono per essere il riferimento più vicino per la cittadinanza ma anche il bersaglio più immediato per soggetti, associati e non, che tendono, con attività criminali, a condizionare la vita delle comunità locali.

Quali iniziative sono state assunte a seguito delle denunce presentate dal Sindaco Bisignani, oggetto, insieme ad altri amministratori della sua stessa maggioranza, di innumerevoli atti di intimidazione e di violenza.

Se e come è stata garantita la sicurezza personale del Bisignani.

Come si pensa di affrontare il problema degli attentati agli amministratori, che in Calabria ha oramai assunto caratteristiche allarmanti, ed appare aggravato dal fatto che nella stragrande parte dei casi non viene individuato alcun responsabile di atti che, oltre a mettere a rischio gli amministratori e le loro famiglie, creano insicurezza nelle comunità amministrata.

LO MORO, MARINI, MINNITI