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INTERPELLANZA URGENTE – Presidente del Consiglio dei Ministri

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministro dell’interno, il Ministro della giustizia, per sapere – premesso che:

il ritrovamento, nei giorni scorsi (12 settembre 2009) di un’imbarcazione di grandi dimensioni apparentemente senza identità, inabissata a meno di 20 miglia dalla costa e a 483 metri di profondità, a largo di Cetraro (Cosenza), in una zona indicata da un pentito di mafia, Francesco Fonti, accredita le denunce portate avanti da anni da Legambiente sulle cosiddette «navi dei veleni» e la ricostruzione fornita dal Fonti che si è dichiarato diretto autore dell’affondamento di tre «navi a perdere», la Cunski, a largo di Cetraro (Cosenza), la Yvonne A a largo di Maratea (Potenza) e la Voriais Sporadais, a largo di Melito Porto Salvo (Reggio Calabria);

secondo notizie di stampa sarebbero oltre trenta le navi con le stive cariche di sostanze tossiche o radioattive mandate a picco sui fondali intorno alla Calabria tra gli anni ‘80 e’90. Sull’unica nave allo stato rinvenuta, grazie al lavoro svolto dalla procura di Paola (Cosenza), sotto la guida del procuratore capo dottor Bruno Giordano, ed alla collaborazione prestata dalla Regione Calabria, dovranno essere effettuati i necessari controlli per stabilire se si tratta effettivamente della Cunski (ufficialmente smantellata il 23 gennaio del 1992) e se, come dichiarato dal pentito, trasportava nella stiva 120 bidoni contenenti scorie radioattive. Le prime foto scattate confermano la presenza di fusti, due dei quali fuoriusciti dalla stiva probabilmente a seguito dell’impatto;

intanto, sempre nell’alto tirreno cosentino, tracce di interramento di sostanze radioattive, da ricondurre, secondo l’ipotesi che si va accreditando, a materiale trasportato sulla motonave Rosso (ex Jolly Rosso), abbandonata il 14 dicembre 1990 a largo di Amantea ed arenatasi sulla spiaggia di Formiciche (Cosenza), sono state rilevate a pochi chilometri dalla predetta spiaggia, sulla strada provinciale 53, che sale verso la collina, nella zona di terreno percorsa dal torrente Olivo. Un’indagine epidemiologica, espletata su incarico della procura di Paola, sulla popolazione dei comuni vicini all’area oggetto di verifica ha accertato un incremento anomalo della mortalità per tumori maligni tra il 1992 ed il 2001;

le dichiarazioni del pentito, ex «santista», affiliato alla cosca Romeo di San Luca, Reggio Calabria, che è stato sentito dall’autorità giudiziaria ed ha anche rilasciato diverse interviste, fanno seguito e fruiscono ulteriori dettagli in ordini al contenuto di un dossier che il pentito avrebbe depositato nel 2003 presso la Direzione nazionale antimafia, in cui avrebbe ricostruito la vicenda delle «navi dei veleni», precisando il ruolo svolto dalla ‘ndrangheta, che sarebbe stata coinvolta dai servizi segreti italiani per l’occultamento di rifiuti tossici e radioattivi;

secondo la ricostruzione del pentito, in particolare, le cosche avevano interesse ad incassare l’elevato compenso (si partiva da 4 miliardi di vecchie lire per un carico e si arrivava anche a 30), ma il contatto per i singoli affari veniva attivato da agenti dei servizi che chiedevano la disponibilità e indicavano la quantità di materiale tossico che bisognava fare sparire. Il pentito, che afferma di aver avuto rapporti diretti anche con politici, riferisce che i soldi pattuiti venivano versati su conti correnti aperti su banche estere, intestati a persone inesistenti, e che più volte si era recato ad effettuare i prelievi con macchine fornite dai servizi, delle quali aveva conservato i numeri di matricola (Fiat Croma blindata con matricola VL 7214 A, CD-11-01; Audi con matricola BG 146-791; Mercedes con matricola BG 454-602 come riportato nell’articolo «Politici e 007 dietro le navi dei veleni» di Riccardo Bocca, pubblicato su L’Espresso n. 38 anno LV del 24 settembre 2009), peraltro annotati nel dossier consegnato alla Direzione nazionale antimafia;

da dichiarazioni rilasciate da magistrati che nel tempo si sono occupati delle cosiddette «navi dei veleni» in Calabria (in particolare a Reggio Calabria e a Paola), trova conferma il possibile coinvolgimento nella vicenda di agenti dei servizi di sicurezza (come risulta dall’articolo «Dai pm un argine al Sismi» di Roberto Galullo, pubblicato su Il Sole 24 ore del 18 settembre 2009). Emerge altresì che i predetti servizi, e in particolare il Sismi, avrebbero collaborato con il sostituto procuratore Franco Neri, primo titolare dell’inchiesta a Reggio Calabria, mentre sarebbero stati invece lasciati volutamente fuori dalle indagini da Alberto Cisterna, allora sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, al quale la collaborazione era stata espressamente offerta, e dal procuratore capo della procura di Paola Bruno Giordano;

dei due casi richiamati in premessa (affondamento motonave Cunski e spiaggiamento motonave Rosso) si sta occupando la procura di Paola, con scarsità di mezzi e di risorse tecniche e umane (alla procura di Paola è assegnato attualmente un solo sostituto) -:

se si sia predisposto quanto necessario per recuperare e smaltire il carico della motonave localizzata a largo di Cetraro in acque territoriali e per intracciare le altre due motonavi di cui ha parlato il pentito;

se in tale operazione e nella bonifica del sito a terra in provincia di Cosenza, risultato contaminato, non sia il caso di coinvolgere i competenti organismi europei;

se sia vero che nel dossier consegnato dal pentito Francesco Fonti alla Direzione nazionale antimafia nel 2003, che peraltro secondo alcune fonti di stampa risulterebbe già pubblicato, si fa riferimento ad agenti dei servizi segreti; in particolare siano note al Governo le persone citate dal Fonti, se davvero appartenessero ai servizi di sicurezza e se appartengano tuttora ai servizi di sicurezza o ad altri apparati pubblici;

se i numeri di matricola indicati dal pentito siano riconducibili a macchine in uso ai servizi o ad altri soggetti pubblici;

se ci siano garanzie in ordini al fatto che lo smaltimento dei rifiuti tossici e radioattivi non continui ad essere espletato illegalmente con lo stesso sistema dell’affondamento di navi e dell’interramento in zone interne sotto il controllo della criminalità organizzata;

se ci siano garanzie in ordine al fatto che attualmente in un tale sistema non siano in alcun modo coinvolti i servizi di sicurezza;

quali iniziative urgenti si intendano adottare per potenziare la procura di Paola e assegnare adeguate risorse economiche e tecniche agli uffici giudiziari competenti sulla vicenda.

(2-00480)
«Lo Moro, Garavini, Amici, Bressa, Zaccaria, Mariani, Cuperlo, Bratti, Oliverio, De Micheli, Graziano, Cuomo, Bernardini, Giachetti, De Biasi, Pollastrini, Corsini, Concia, Codurelli, De Torre, Mastromauro, Ferrari, Piccolo, Carella, Tidei, Picierno, Bossa, Ferranti, Tempestini, Touadi, Fiorio, Cenni, Cirielli, D’Antoni, Laratta, Marchioni, Laganà Fortugno».