torna alla home di dorislomoro.it

www.dorislomoro.it

INTERPELLANZA – Ministro dell’Interno

I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell’interno, per sapere – premesso che:

quattro operai dell’impresa Cossi di Sondrio, tutti meridionali, stavano raggiungendo il luogo di lavoro, uno dei cantieri aperti lungo il tratto calabrese della Salerno-Reggio Calabria, quando, intorno alle 6,30 di giovedì 6 novembre 2008, mentre percorrevano, a bordo di un fuoristrada «Land Rover» di proprietà della ditta, una strada di cantiere, all’altezza di Bagnara Calabra (Reggio Calabria), venivano bloccati da due uomini incappucciati e armati di fucile (di cui uno a canne mozze) che li costringevano a scendere dal mezzo e a stendersi faccia a terra. Uno degli operai veniva anche colpito al volto con il calcio dei fucile da uno dei due malviventi e riportava una ferita che gli veniva poi medicata in Ospedale. I due consegnavano un «messaggio» da riferire ai titolari dell’azienda agli operai, tenendoli sotto il tiro dei fucili puntati alla loro testa; quindi si allontanavano a bordo del fuoristrada dell’impresa che abbandonavano subito dopo per lo scoppio di uno dei pneumatici, dileguandosi a piedi;

l’episodio, su cui prendeva posizione il Presidente della Giunta regionale, Loiero, che sottolineava la rilevanza del ruolo dello Stato «a cui compete garantire sicurezza», veniva riportato in prima pagina nell’edizione del 7 novembre da tutti i giornali locali che nei giorni immediatamente successivi davano conto, in particolare, della convocazione da parte del Prefetto di Reggio Calabria del Comitato per l’ordine e la sicurezza, allargato ai rappresentanti dell’impresa che chiedevano la presenza dell’esercito sui cantieri, e delle iniziative assunte dai sindacati dei lavoratori;

in Calabria si registrano giornalmente minacce ed attentati, rivolti prevalentemente ad amministratori (700 attentati dal 2000, secondo i dati diffusi dalla Legautonomie Calabria) e ad imprese. L’obiettivo perseguito dalla mafia calabrese, cui va ricondotta gran parte di tali episodi, è di assicurarsi il controllo del territorio sia sotto il profilo economico che sotto il profilo sociale. Con la conseguenza che sono oramai numerosi gli enti che subiscono condizionamenti e infiltrazioni mafiose (sono stati sciolti per mafia oltre 34 Comuni e tre aziende sanitarie) e le imprese di cui la mafia si è impadronita o che comunque cadono nelle mani del racket;

l’invasività della pressione criminale ha provocato nei mesi più recenti una presa di posizione delle imprese aggiudicatarie dei lavori di rifacimento della A3 Salerno-Reggio Calabria che si sono dette pronte a lasciare la Regione; circostanza questa denunciata in occasione di un convegno organizzato dalla Confindustria a Catanzaro in data 20 ottobre 2008, alla presenza del ministro Maroni;

in un contesto assai allarmante, in cui la sicurezza delle imprese, ma anche quella degli amministratori e in generale dei cittadini, appare fortemente a rischio, l’episodio del 6 novembre rappresenta una novità e un salto di qualità nell’offensiva criminale che, per intimidire le imprese, non colpisce beni aziendali, secondo le modalità più frequenti, ma sceglie la tecnica terroristica di puntare le armi sugli operai del cantiere;

un precedente drammatico che non consente di sottovalutare l’episodio di Bagnara Calabra è l’agguato mafioso (così definito dalla sentenza che si è occupata del caso) di cui furono vittime due operai a Lamezia Terme (Catanzaro) il 24 maggio 1991. Anche allora l’obiettivo era il controllo del territorio, e più specificamente l’appalto per la gestione della raccolta dei rifiuti solidi urbani» -:

quale sia il giudizio del Governo sui fatti denunciati;

quali iniziative abbia assunto il Governo a tutela della impresa minacciata e capaci di restituire serenità e fiducia ai lavoratori;

come il Governo intenda agire per tutelare chi in Calabria lavora e produce onestamente;

più in particolare come il Governo intenda caratterizzare la propria azione contro la ‘ndrangheta e le organizzazioni mafiose;

quali siano le priorità del Governo nella lotta contro la ‘ndrangheta, quali le risorse a disposizione, quali gli specifici obbiettivi da conseguire ed entro quali termini.

(2-00229)
«Lo Moro, Amici, Giovanelli, Samperi, Bordo, Capodicasa, D’Incecco, Bossa, Bressa».