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Il “modello Rende” non è quello di Reggio

Il deputato del Pd, Doris Lo Moro attacca: per disporre l’accesso e sciogliere un consiglio servono elementi gravi come quelli riscontrati nella città dello Stretto

”Il Pdl chiede l’accesso antimafia al Comune di Rende? Le ritorsioni non aiutano la buona politica”.

A sostenerlo è la deputata del Pd Doris Lo Moro. ”Leggo sulla stampa locale – ha aggiunto – che un gruppo di deputati calabresi del Pdl avrebbe presentato al ministro dell’Interno un’interpellanza urgente per sollecitare l’invio della commissione di accesso al Comune di Rende. Mi attengo a quanto divulgato dagli interessati, non conoscendo il testo dell’interpellanza, che non risulta ancora pubblicata sui resoconti della Camera.

Colpisce innanzitutto che l’iniziativa, a distanza di quasi un anno, sottopone all’attenzione del ministro accertamenti di pg del dicembre 2011 e lo fa solo dopo lo scioglimento del consiglio comunale di Reggio Calabria che tanto scompiglio ha creato nel Pdl, mettendo in crisi un “modello” che solo qualche anno fa era stato presentato come efficiente e vincente e che oggi lascia il campo a gestioni disastrose e a collusioni conclamate.

Come non ricordare, per capire cosa sta succedendo nel Pdl, le dichiarazioni dell’onorevole Cicchitto all’indomani dello scioglimento del consiglio di Reggio? Sostanzialmente sosteneva che non si era volta l’attenzione verso i Comuni “limitrofi” di “segno politico diverso” e si era provveduto solo su Reggio.

Con lo stesso atteggiamento oggi i parlamentari del Pdl cercano di portare l’attenzione sul Comune di Rende. Potrei convenire sul fatto che la ‘ndrangheta è radicata dappertutto e che non ci sono isole felici, anche se, per amor di verità, non può disconoscersi che in alcune zone della Calabria il radicamento è maggiore. Né può preoccupare che i riflettori vengano accessi su Rende.

Per disporre l’accesso e sciogliere un consiglio non basta certo un’interpellanza; servono riscontri e “concreti, univoci e rilevanti elementi” su collegamenti dell’amministrazione in carica con la criminalità organizzata o su condizionamenti tali da interferire o compromettere il buon andamento dell’amministrazione e il regolare funzionamento dei servizi. Servono, in una parola, gli elementi gravi che hanno smantellato il modello Reggio e disvelato la realtà di un Comune in grave disavanzo, in cui regnava la confusione e il disordine e soggetti ed imprese in odore di mafia incassavano soldi pubblici, nell’indifferenza generale”.

”Il modello Rende, come sicuramente sanno i parlamentari del Pdl – ha concluso Doris Lo Moro – è proprio un’altra cosa, è da decenni un consolidato modello di efficienza e di sviluppo che avrebbe fatto bene all’intera Calabria. L’interpellanza avrà una motivata risposta ma, senza entrare nel merito di vicende che sono già all’attenzione della magistratura, mi sento sin d’ora di contrastare gli attacchi ritorsivi del Pdl e di respingere, sul piano culturale prima che politico, l’adagio ‘mal comune, mezzo gaudio”.