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	<title>Doris Lo Moro</title>
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		<title>MAFIA:LO MORO(PD),AGENZIA BENI RESTI FUORI DA CAMPAGNA ELETTORALE</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 16:09:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Catanzaro, 13 mar. &#8211; La parlamentare del Pd Doris Lo Moro, segretaria della Commissione Affari istituzionali della Camera, critica la prevista inaugurazione della sede dell&#8217;Agenzia per i beni confiscati alla mafia, in programma martedi&#8217; prossimo a Reggio Calabria.
&#8220;Giovedi&#8217; scorso &#8211; afferma &#8211; la Camera, a conclusione di un proficuo lavoro, svolto prima nelle Commissioni Affari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro, 13 mar. &#8211; La parlamentare del Pd Doris Lo Moro, segretaria della Commissione Affari istituzionali della Camera, critica la prevista inaugurazione della sede dell&#8217;Agenzia per i beni confiscati alla mafia, in programma martedi&#8217; prossimo a Reggio Calabria.<br />
&#8220;Giovedi&#8217; scorso &#8211; afferma &#8211; la Camera, a conclusione di un proficuo lavoro, svolto prima nelle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia, e poi in Aula, ha votato l&#8217;istituzione dell&#8217;Agenzia nazionale per l&#8217;amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita&#8217; organizzata, con sede a Reggio Calabria, convertendo con significative modificazioni il decreto legge n. 4/2010 emanato dal Consiglio dei Ministri nella seduta straordinaria svoltasi proprio nella citta&#8217; dello Stretto. Le modifiche apportate al testo del decreto sono state frutto di una leale collaborazione tra maggioranza e opposizione, con cui si e&#8217; valorizzato il contributo raccolto dalle Commissioni attraverso l&#8217;audizione dell&#8217;ex Commissario straordinario del Governo per la gestione e la destinazione dei beni confiscati, prefetto Di Pace, di rappresentanti dell&#8217;associazione Libera di don Luigi Ciotti, di magistrati con particolare esperienza in materia, tra cui il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, dr. Pignatone. Lo stesso provvedimento ha anche il merito di includere in maniera esplicita la &#8216;ndrangheta tra i fenomeni associativi descritti dall&#8217;art. 416bis del codice penale. L&#8217;unanimita&#8217; raggiunta sul testo ha consentito di scrivere una pagina positiva in un&#8217;Aula che troppo spesso si sente svuotata e defraudata del proprio ruolo. Apprendo dalle agenzie di stampa che martedi&#8217; il Ministro Maroni inaugurera&#8217; a Reggio Calabria la sede dell&#8217;Agenzia che &#8211; ricordo &#8211; pur dotata di autonomia organizzativa e contabile, e&#8217; posta sotto la vigilanza del Ministero dell&#8217;Interno. So bene che puo&#8217; farlo, essendo vigente il decreto legge che la istituisce, e non mi meraviglio piu&#8217; di tanto che si intenda procedere prima del completamento dell&#8217;iter di approvazione della legge di conversione, che deve ancora essere discussa e votata in Senato&#8221;.<br />
&#8220;Trattandosi di un argomento delicato, su cui ogni errore sarebbe imperdonabile &#8211; prosegue la Lo Moro &#8211; mi sento, pero&#8217;, di comunicare al Ministro Maroni la preoccupazione che la campagna elettorale in corso possa trasformare un evento significativo come questo, al quale, se libera dai lavori d&#8217;Aula, avrei anche voluto partecipare, in una occasione elettorale. In realta&#8217;, il problema della ndrangheta e&#8217; gia&#8217; all&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica ma sotto altro profilo che pure rientra nelle competenze del Ministro. Vi e&#8217;, infatti, un allarme diffuso e motivato sul possibile coinvolgimento della &#8216;ndrangheta nella competizione elettorale calabrese, considerato che vi e&#8217; riscontro di interferenze in pregresse competizioni e che molti dei candidati in campo sono ritenuti vicini o addirittura espressione di cosche criminali. L&#8217;Agenzia, del resto &#8211; sottolinea l&#8217;esponente del Pd &#8211; ha sede in Calabria e a Reggio non per particolari meriti politici ma perche&#8217; la si e&#8217; voluta ubicare, all&#8217;indomani dei gravi intimidazioni verificatisi nella citta&#8217; calabrese nei primi giorni dell&#8217;anno, su un territorio fortemente interessato dalla presenza della criminalita&#8217; organizzata e, conseguentemente, da sequestri e confische di beni. In conclusione, l&#8217;avvio dei lavori dell&#8217;Agenzia va salutato come un fatto positivo, con l&#8217;auspicio che i meccanismi di raccordo con l&#8217;autorita&#8217; giudiziaria e con gli enti locali, messi a punto dalla Camera, si rivelino adeguati a superare le criticita&#8217; da tempo emerse nell&#8217;applicazione della normativa sulla confisca e l&#8217;assegnazione a fini sociali dei beni sequestrati alla criminalita&#8217; organizzata. E&#8217; per questo che al Ministro chiedo di difendere nell&#8217;occasione le prerogative del ruolo che riveste dal tentativo di facili e sconvenienti strumentalizzazioni. Non siamo riusciti a difendere la verita&#8217; rispetto all&#8217;istituzione della citta&#8217; metropolitana di Reggio, su cui l&#8217;attuale Sindaco, che e&#8217; anche candidato alla Presidenza della Regione per la Pdl, ha rivendicato meriti quantomeno eccessivi &#8211; conclude Doris Lo Moro &#8211; non vorremmo dover ricordare allo stesso candidato che la scelta della sede a Reggio e&#8217; stata confermata da tutti i gruppi parlamentari, riconoscendo nella citta&#8217; dello Stretto una centralita&#8217; legata alla presenza delle cosche che tutti dovremmo sentirci mobilitati a combattere, recidendo con convinzione ogni rapporto tra &#8216;ndrangheta e politica&#8221;.<br />
(AGI)</p>
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		<title>Domenica 14 marzo 2010</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 08:27:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>

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		<description><![CDATA[Lamezia Terme (CZ) &#8211; Pullman dei Deputati PD &#8211; con la presenza di Doris Lo Moro &#8211; c.so Numistrano  
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Lamezia Terme (CZ) &#8211; Pullman dei Deputati PD &#8211; con la presenza di Doris Lo Moro &#8211; c.so Numistrano  </p>
]]></content:encoded>
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		<title>INTERROGAZIONE a risposta scritta</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 11:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interpellanze e Interrogazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell&#8217;economia e delle finanze.
Per sapere &#8211; premesso che:
con decorrenza 10 marzo 2010, Trenitalia spa ha dato seguito alla soppressione di alcuni treni a lunga percorrenza gestiti dalla Divisione passeggeri N/I;
tali decurtazioni sarebbero propedeutiche alla preparazione del contratto di servizio che il Governo deve stipulare con Trenitalia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell&#8217;economia e delle finanze.</p>
<p>Per sapere &#8211; premesso che:</p>
<p>con decorrenza 10 marzo 2010, Trenitalia spa ha dato seguito alla soppressione di alcuni treni a lunga percorrenza gestiti dalla Divisione passeggeri N/I;<br />
tali decurtazioni sarebbero propedeutiche alla preparazione del contratto di servizio che il Governo deve stipulare con Trenitalia, attraverso il quale sono individuati i treni del segmento della lunga percorrenza;<br />
il territorio calabrese è interessato dalla soppressione dei seguenti treni:<br />
ICN 752 Reggio C.-Milano;<br />
ICN 750 Reggio C.-Lamezia Terme (sezione jonica);<br />
ICN 751 Milano-Reggio C.;<br />
ICN 753 Lamezia-Reggio C. (sezione jonica);<br />
ICN 761 Torino P.N.-Reggio C.;<br />
ICN 763 Lamezia Terme-Reggio Calabria (sezione jonica);<br />
ICN 768 Reggio C.-Torino P.N.;<br />
ICN 766 Reggio C.-Lamezia Terme (sezione jonica);<br />
la soppressione delle cosiddette antenne (sezione jonica) dei treni notte diretti a Milano e Torino ha un grave impatto sociale in quanto limita in maniera significativa il diritto alla mobilità dei residenti della fascia jonica, ai quali non viene garantito nessun collegamento diretto con le relazioni di traffico ferroviario dirette al nord;<br />
i provvedimenti di variazione dell&#8217;offerta ferroviaria, per quanto attiene alla Calabria, hanno interessato anche il servizio «auto al seguito». Sono stati, infatti, totalmente soppressi i treni che garantivano tale servizio nella stazione di Lamezia Terme, presso cui peraltro di recente, nell&#8217;anno 2009, sono state installate le rampe metalliche ed effettuati i lavori al piazzale della stazione per consentire il carico/scarico delle auto, con un adeguamento strutturale costato circa 60.000 euro;<br />
anche i tagli a tale servizio, di cui peraltro non si capiscono le ragioni, tenuto conto che soltanto nell&#8217;anno 2007 sono state movimentate nello scalo lametino 10.000 (arrivi e partenze) auto, hanno una forte ripercussione sociale, considerato che a farne uso sono soprattutto persone (per lo più, calabresi residenti in altre regioni) che vengono in Calabria per brevi periodi ed hanno interesse a raggiungerla in treno ed ad avere in loco la disponibilità di una vettura;<br />
in realtà, considerata la posizione strategica dello scalo lametino (rappresentava un riferimento per le provincie di Cosenza-Vibo Valentia e Crotone e il numero elevato di clienti (10.000), sarebbe stato conveniente per Trenitalia implementare il servizio «auto al seguito» e non smantellare un servizio in attivo;<br />
non è da escludere che tale operazione, non giustificabile sul piano aziendale, possa agevolare l&#8217;iniziativa di privati che potrebbero attivare un servizio di trasporto delle vetture, senza garanzie di costo per gli utenti e con lo svantaggio per i viaggiatori di non avere la propria vettura «al seguito»;<br />
gli scenari sopra descritti provocano delle forti ripercussioni sui livelli occupazionali (70 unità lavorative), in particolare sono interessati alcuni settori strategici del gruppo Ferrovie dello Stato:<br />
personale di bordo (capitreno);<br />
personale di macchina (macchinisti);<br />
personale di manovra (stazione di Lamezia Terme);<br />
personale RSI &#8211; manutenzione specializzata vagoni letto (ditte esterne a Ferrovie dello Stato);<br />
personale pulizie convogli (ditte esterne a Ferrovie dello Stato);<br />
essendo Trenitalia una Società a capitale pubblico prevalente, le ragioni di bilancio, peraltro non sussistenti per la soppressione del servizio «auto al seguito», non valgono a giustificare provvedimenti fortemente penalizzanti per i cittadini, ed in particolare per le fasce più deboli, che condannano alcune zone della Calabria e complessivamente l&#8217;intera regione alla marginalità ed all&#8217;isolamento ed hanno forti ripercussioni sul livello occupazionale;<br />
il Governo, e in particolare i Ministri interrogati, ciascuno per le proprie competenze, non possono ignorare lo stato di tensione che percorre in questo momento la Calabria, in cui giornalmente si registrano manifestazioni contro il taglio dei treni, né possono trascurare le richieste dei sindacati che chiedono un confronto con le istituzioni coinvolte e con Trenitalia per cercare una soluzione al problema. Parimenti non possono non tener conto dell&#8217;irragionevolezza della soppressione del servizio «auto al seguito» presso la stazione di Lamezia Terme -:<br />
se siano a conoscenza della soppressione dei treni a lunga percorrenza operata da Trenitalia e dei danni che sta provocando sul territorio calabrese;<br />
se siano a conoscenza delle manifestazioni di protesta che si sono svolte in Calabria e delle richieste formulate dai sindacati;<br />
quali siano gli intendimenti del Governo in merito alla vicenda;<br />
se ritengano di dover intervenire sulla scelta di soppressione del servizio «auto al seguito» operata dalla stessa Trenitalia rispetto alla stazione di Lamezia Terme, nonostante gli investimenti recenti effettuati per migliorare il servizio, il rilevante numero di auto movimentate e i disagi provocati dalla dismissione di un servizio in attivo;<br />
se non ritengano necessario attivare un tavolo di confronto, con la presenza dei rappresentanti dei Ministeri competenti, della regione Calabria e di Trenitalia, per discutere e rivedere le scelte che contraddicono finalità sociali che non possono essere estranee ad una azienda alle cui perdite partecipa lo Stato.</p>
<p>LO MORO</p>
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		<title>INTERROGAZIONE a risposta scritta</title>
		<link>http://www.dorislomoro.it/dlm/interrogazione-a-risposta-scritta-2.html</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 10:03:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interpellanze e Interrogazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Al Ministro della giustizia, al Ministro dell&#8217;interno.  
Per sapere &#8211; premesso che:
in data 10 febbraio 2010, a seguito della notizia di gravi minacce ricevute dal procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, dottor Salvatore Vitello, è stata presentata dall&#8217;interrogante l&#8217;interrogazione a risposta scritta 4-06100 alla quale non è stata ancora data risposta;
sul contenuto dell&#8217;interrogazione, divulgato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al Ministro della giustizia, al Ministro dell&#8217;interno.  </p>
<p>Per sapere &#8211; premesso che:</p>
<p>in data 10 febbraio 2010, a seguito della notizia di gravi minacce ricevute dal procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, dottor Salvatore Vitello, è stata presentata dall&#8217;interrogante l&#8217;interrogazione a risposta scritta 4-06100 alla quale non è stata ancora data risposta;<br />
sul contenuto dell&#8217;interrogazione, divulgato sui quotidiani calabresi, è intervenuto il dottor Spadaro, presidente della sezione penale del tribunale di Lamezia Terme, il quale in una articolata lettera aperta ha sottolineato l&#8217;importanza che l&#8217;adeguamento dell&#8217;organico interessi sia la procura che il tribunale di Lamezia Terme;<br />
il Ministro Alfano è stato nei giorni scorsi in città ed ha avuto occasione di acquisire sul luogo elementi di conoscenza diretta sulla carenza che si registra complessivamente negli uffici giudiziari del tribunale di Lamezia Terme;<br />
nell&#8217;interrogazione sopra richiamata, che punta l&#8217;attenzione, in particolare, su minacce e intimidazioni dirette a soggetti istituzionali, veniva sollecitato il rafforzamento della presenza dello Stato, chiedendo la massima tempestività dell&#8217;intervento dei Ministeri competenti al fine di garantire il regolare svolgimento delle elezioni (regionali e comunali) nella città di Lamezia Terme, che ha subito per ben due volte (nel 1991 e nel 2002) lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose;<br />
nel mese trascorso dal deposito dell&#8217;interrogazione il clima non è cambiato ed è continuata la sequela di atti intimidatori nei confronti di privati, di atti vandalici a danno di strutture pubbliche e di minacce ad amministratori;<br />
in particolare, nelle prime ore della mattina del 4 marzo 2010, a campagna elettorale appena avviata, è stato trovato un ordigno inesploso davanti all&#8217;abitazione del candidato a sindaco di Lamezia Terme ed ex assessore provinciale Salvatore Vescio. A trovarlo fuori dalla porta di casa è stato il diretto interessato che, inserito nella lista Scopelliti per la competizione regionale, a sorpresa si è candidato a sindaco con la lista civica «Calabria Domani»;<br />
nella giornata dell&#8217;8 marzo 2010, inoltre, sono stati esplosi tredici colpi di pistola contro i manifesti elettorali di un candidato al consiglio comunale del Pdl, Raffaele Mazzei, consigliere comunale uscente. Poco prima, inoltre, secondo quanto si apprende dalla stampa locale, sette manifesti dello stesso Mazzei erano stati affissi accanto a manifesti funebri;<br />
i due ultimi episodi, considerato il contesto in cui sono inseriti e le pressioni che si sono registrate in città in precedenti competizioni elettorali, non possono in alcun modo essere sottovalutati -:<br />
se non ritengano necessario mettere a disposizione della magistratura lametina nel suo complesso risorse umane ed economiche che consentano un rafforzamento dell&#8217;attività di giustizia;<br />
se non ritengano di dover potenziare l&#8217;organico delle forze investigative presenti nella città di Lamezia Terme, garantendo mezzi e risorse adeguate in una zona caratterizzata da un&#8217;attività criminale particolarmente pericolosa;<br />
quali iniziative si intendano assumere per garantire il libero svolgimento a Lamezia Terme delle elezioni regionali e comunali.</p>
<p>LO MORO</p>
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		<title>Lunedì 8 marzo 2010</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 10:59:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[San Marco Argentano (CS) &#8211; &#8220;I diritti delle donne&#8221; &#8211; Iniziativa per l&#8217;8 marzo &#8211; partecipa Doris Lo Moro &#8211; sala consiliare &#8211; ore 17,00
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			<content:encoded><![CDATA[<p>San Marco Argentano (CS) &#8211; &#8220;I diritti delle donne&#8221; &#8211; Iniziativa per l&#8217;8 marzo &#8211; partecipa Doris Lo Moro &#8211; sala consiliare &#8211; ore 17,00</p>
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		<title>SUD: LO MORO (PD), NAPOLITANO ESPRIME MERIDIONALISMO MODERNO</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 17:25:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Catanzaro, 3 mar. &#8211; &#8220;Le parole del presidente Napolitano, che esprimono l&#8217;esigenza di mantenere l&#8217;intervento comunitario nelle regioni del Sud , sono da accogliere come uno stimolo per la classe dirigente italiana, chiamata ad impiegare al meglio risorse preziose, di cui il nostro Mezzogiorno ha ancora bisogno. Il presidente Napolitano, ancora una volta, ha legato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro, 3 mar. &#8211; &#8220;Le parole del presidente Napolitano, che esprimono l&#8217;esigenza di mantenere l&#8217;intervento comunitario nelle regioni del Sud , sono da accogliere come uno stimolo per la classe dirigente italiana, chiamata ad impiegare al meglio risorse preziose, di cui il nostro Mezzogiorno ha ancora bisogno. Il presidente Napolitano, ancora una volta, ha legato la sua posizione di garante dell&#8217;unita&#8217; del Paese, che egli esprime per ruolo e per convinzione, ad una visione piu&#8217; larga dei problemi, da convinto europeista e da interprete di un moderno meridionalismo. Dobbiamo essere tutti piu&#8217; consapevoli del fatto che le regioni meridionali hanno bisogno di una spesa pubblica ben orientata, che abbia come obiettivo soprattutto quello di ampliare le possibilita&#8217; delle donne e dei giovani di questa parte d&#8217;Italia di rimanere nelle loro regioni se questa e&#8217; la loro scelta, indirizzando risorse sui settori innovativi e sulla ricerca&#8221;.<br />
Lo afferma Doris Lo Moro, deputata del Pd e segretaria della commissione Affari Costituzionali della Camera. &#8220;Il richiamo del Capo dello Stato &#8211; aggiunge &#8211; merita un doveroso impegno da parte delle classi dirigenti locali, chiamate ad un impiego rigoroso dei fondi; ma anche da parte del governo nazionale in carica che ha gia&#8217; ridotto, destinandole altrove, le risorse destinate al Meridione nonostante la normativa europea continui ad includere molte regioni del Sud nell&#8217;obiettivo 1. Chi ha la responsabilita&#8217; politica di guidare il Paese &#8211; dice Lo Moro &#8211; continua a mancare di una visione globale delle politiche di spesa, recependo il problema del riequilibrio finanziario di alcune citta&#8217; e zone del Paese, al di fuori di un disegno organico di risanamento delle finanze. Si continua purtroppo a prendere atto dell&#8217;esistenza di un divario fra il Nord ed il Sud del Paese come di un fatto ineluttabile, e mancano progetti di intervento strategici; si propongono invece opere pubbliche dal forte impatto mediatico, come il ponte sullo stretto di Messina e si sceglie la via della riduzione dei servizi come nel caso &#8211; conclude la parlamentare &#8211; del taglio dei collegamenti ferroviari da e per la Calabria a cui assistiamo in questi giorni&#8221;. </p>
<p>AGI</p>
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		<title>Martedì 2 marzo 2010</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 08:09:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>

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		<description><![CDATA[Radio Radicale &#8211; Intervista a Doris lo Moro &#8211; ore 10,45
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Radio Radicale &#8211; Intervista a Doris lo Moro &#8211; ore 10,45</p>
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		<title>Intervista a Doris Lo Moro sul provvedimento che vieta ai sorvegliati speciali di prendere parte alle campagne elettorali</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 08:05:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
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Radio Radicale &#8211; Giovanna Reanda
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<p>Radio Radicale &#8211; Giovanna Reanda</p>
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		<title>Sabato 27 febbraio 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 20:28:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Catanzaro &#8211; Convegno &#8220;Magistratura &#038; Poteri&#8221; &#8211; partecipa Doris Lo Moro &#8211; Casa delle culture &#8211; ore 16,00
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Catanzaro &#8211; Convegno &#8220;Magistratura &#038; Poteri&#8221; &#8211; partecipa Doris Lo Moro &#8211; Casa delle culture &#8211; ore 16,00</p>
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		<title>Sì della Camera al ddl Lazzati</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 16:11:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[De Grazia: dedico questo giorno a mia figlia. Lo Moro: siamo stati tutti compatti 
Gazzetta del Sud on-line &#8211; Vinicio Leonetti
Mancavano due minuti alle 19 quando ieri sera è arrivata l&#8217;approvazione della Camera del disegno di legge Lazzati (vedi articolo a pagina 2). Subito dopo una telefonata al cellulare di Romano De Grazia da Roma. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>De Grazia: dedico questo giorno a mia figlia. Lo Moro: siamo stati tutti compatti </strong></p>
<p>Gazzetta del Sud on-line &#8211; Vinicio Leonetti</p>
<p>Mancavano due minuti alle 19 quando ieri sera è arrivata l&#8217;approvazione della Camera del disegno di legge Lazzati (vedi articolo a pagina 2). Subito dopo una telefonata al cellulare di Romano De Grazia da Roma. Commozione e contentezza negli occhi del magistrato che 16 anni fa ideò una misura forte contro la mafia: il divieto di fare propaganda elettorale ai sorvegliati speciali di pubblica sicurezza. Quei loschi figuri che s&#8217;aggirano tra le segreterie di certi personaggi politici calabresi non potranno più stare lì a contrattare i loro voti con altri favori: appalti, posti di lavoro, posizioni di potere a teste di legno.<br />
«Dedico questa giornata a mia figlia Rosangela e a mio nipote Francesco morti prematuramente», ha detto Romano De Grazia che ieri ha seguito in tv i lavori dell&#8217;aula sul canale satellitare della Camera dei deputati. Perchè quella proposta di legge su cui ieri i parlamentari hanno discusso per almeno quattro ore è nata in città, nella sede del Centro studi Lazzati, di recente trasferita a Falerna.<br />
Grande soddisfazione anche da Doris Lo Moro, parlamentare del Pd, che ha seguito nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia il provvedimento, ed è intervenuta nel dibattito in aula.<br />
«Si tratta di un risultato importante», ha spiegato la deputata lametina, «conseguito superando non pochi problemi. È stato svolto un buon lavoro nelle commissioni, e sono molto soddisfatta per la compattezza dimostrata dalle forze politiche d&#8217;opposizione e dal gruppo del Pd in particolare, fin dall&#8217;inizio dell&#8217;iter del provvedimento».<br />
«Voglio sottolineare», ha aggiunto, «l&#8217;impegno dei parlamentari calabresi d&#8217;opposizione, aggiunge la deputata del Pd, «siamo stati attenti e vigili davanti alla possibile trasformazione del testo attraverso modifiche inaccettabili. Va inoltre evidenziato il ruolo svolto in commissione Giustizia dalla presidente Giulia Bongiorno e dall&#8217;onorevole Angela Napoli. Si tratta di un provvedimento molto importate per la regolarità del voto nelle regioni del Mezzogiorno ed in Calabria in particolare, più esposte al rischio d&#8217;inquinamento mafioso del processo elettorale».<br />
Lo Moro ha continuato riferendosi al primo estensore della proposta: «Penso che di questo risultato possa essere soddisfatto il giudice Romano De Grazia, che ha perseguito questo risultato con costanza e perseveranza. Mi auguro che il provvedimento abbia lo stesso consenso in Senato, anche attraverso una rapida calendarizzazione del disegno di legge».<br />
Nell&#8217;aula di Montecitorio tutti i parlamentari calabresi presentatori della proposta hanno fatto muro, ed in modo trasversale: da Angela Napoli del Pdl a Roberto Occhiuto e Mario Tassone dell&#8217;Udc, da Doris Lo Moro a Nicodemo Oliverio e a Jole Santelli. Ma determinante è stato certamente il sostegno al ddl Lazzati da parte dell&#8217;onorevole Giulia Bongiorno, che dopo gli interventi contrari di alcuni colleghi del Pdl che hanno tentato di fare slittare ad altra data la votazione, rimandandola indietro alle commissioni dove c&#8217;era stato invece parere favorevole.<br />
A favore della proposta che tende a bloccare i rapporti tra mafia e politica sempre più stretti è stata anche la Lega Nord attraverso il suo rappresentante Fulvio Follegot, eletto a Treviso e componente della commissione Giustizia. Perchè, ha detto nel suo intervento, «questo intreccio perverso tende ad espandersi anche in aree che fino a poco tempo fa erano considerate delle isole felici». Anche un leghista padano legato a doppio filo col centrodestra ha sottolineato che «in questo modo il sorvegliato speciale verrà a perdere quel potere contrattuale sul politico per la raccolta di voti».<br />
Sono stati 354 i parlamentari che hanno votato a favore, pochi contrari (solo 7) e ben 35 astenuti. Segno chiarissimo che per il ddl Lazzati non è finita la corsa ad ostacoli quando entrerà a Palazzo Madama per l&#8217;esame da parte del Senato. Solo là il Lazzati potrà diventare legge. </p>
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