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Discussione in Commissione Trasporti della risoluzione per il porto di Gioia Tauro

IX COMMISSIONE – Trasporti, poste e telecomunicazioni

Martedì 5 luglio 2011

Risoluzione: Iniziative per lo sviluppo e il potenziamento infrastrutturale del porto di Gioia Tauro (7-00600 Meta e altri)

Discussione della Risoluzione

Doris LO MORO (PD), in qualità di cofirmataria della risoluzione, nell’illustrarla fa presente che il porto di Gioia Tauro sta attraversando un periodo di grave difficoltà, dal momento che è in corso una sospensione dell’operatività dei traffici portuali per assenza di navi, dovuta anche alla decisione della società Maersk di abbandonare questo scalo per i propri traffici.
Nel ricordare che la situazione ha assunto una gravità tale da portare la convocazione di un tavolo di discussione, cui partecipano i Ministeri delle infrastrutture e dei trasporti, dell’economia e delle finanze e del lavoro, il presidente della giunta regionale della Calabria e i sindaci dei tre comuni territorialmente coinvolti – Rosarno, San Ferdinando e Gioia Tauro – ricorda che la società Maerks è anche socio di minoranza della società terminalista Medcenter, che ha l’esclusiva del porto di Gioia Tauro, ed esprime grande preoccupazione per la prospettiva di inevitabile diminuzione di traffici che si verificherà in seguito all’abbandono del porto da parte della società.
Nel rilevare che in seguito a tale evento la società terminalista si vedrà costretta ad una riduzione considerevole del personale, sottolinea che un eventuale declassamento del porto di Gioia Tauro porterebbe ad una svalutazione della posizione dell’Italia nel Mediterraneo, con conseguenze immediate sull’economia nazionale e del Mezzogiorno in particolare, determinando l’allargamento
del gap esistente tra nord e sud Italia.
Nel ricordare che il 30 giugno scorso si è tenuto un incontro promosso dai sindaci del territorio, cui hanno preso parte alcuni esponenti del gruppo del Partito democratico, giudica opportuno che la Commissione svolga un’approfondita attività istruttoria sulla risoluzione in discussione, prevedendo, se necessario, un ciclo di audizioni, al fine di esaminare la situazione del porto e scongiurarne il progressivo declino.

Mario VALDUCCI, presidente, nel fare presente che anche il gruppo del Popolo della libertà ha preannunciato la presentazione di una risoluzione di contenuto analogo, ritiene positiva la costituzione del tavolo di confronto tra le varie istituzioni coinvolte nella risoluzione dell’emergenza che sta attraversando il porto di Gioia Tauro.

Il sottosegretario Aurelio Salvatore MISITI fa presente di aver anch’egli partecipato nella giornata odierna al tavolo cui si faceva riferimento nel dibattito, nel quale si stanno affrontando diversi aspetti della crisi dello scalo calabrese, tra cui quello relativo alle misure sociali nei confronti dei lavoratori che la società terminalista si vedrà costretta a licenziare, nel momento in cui, a partire dalla metà di luglio, diminuiranno sostanzialmente i volumi di traffico a causa dell’abbandono dello scalo da parte della società Maerks.
Nel condividere in linea generale le premesse della risoluzione, in merito al primo degli impegni in essa contenuti, osserva che l’autonomia finanziaria delle autorità portuali costituisce il fulcro del disegno di legge di riforma della legge n. 84 del 1994, attualmente all’esame del Senato, che prevede infatti che essa sia basata non su assegnazioni periodiche, ma che venga attuata una riforma strutturale che consenta di destinare all’infrastruttura portuale risorse derivanti da una percentuale dell’IVA e delle
accise sui prodotti che transitano nei porti. In ordine al secondo degli impegni contenuti nella risoluzione, nel ricordare che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è impegnato nella definizione di iniziative volte a sostenere i porti di transhipment nazionali – Taranto, Cagliari e Gioia Tauro – come ad esempio la riduzione al minimo del pagamento della tassa di ormeggio, al fine di consentire loro di far fronte alla forte concorrenza da parte dei porti del Nord Africa, osserva che il porto di Gioia Tauro risente di una posizione di vantaggio anche rispetto ad altri porti italiani, come ad esempio Genova o Trieste, perché dà la possibilità alle società di trasporto di movimentare i container verso il nord Europa via terra, facendo risparmiare una notevole quantità di tempo. In ordine all’impegno di ridefinire la missione del porto di Gioia Tauro all’interno del piano nazionale della logistica, rileva che tale richiesta potrebbe essere percorribile alla luce di un nuovo sviluppo degli interporti e delle relative piattaforme logistiche. Per quanto riguarda invece l’impegno di promuovere norme volte a semplificare l’approvazione di varianti ai piani regolatori portuali, nel ricordare che il citato disegno di legge di riforma della legge n. 84 del 1994 prevede un sistema più snello al riguardo, che permetterà di evitare situazioni di stallo rilevabili oggi in differenti realtà territoriali, fa presente che il piano regolatore del porto di Gioia Tauro, diversamente da come accade in altre situazioni, non è legato a quello della città, e che è già allo studio la possibilità di un forte ampliamento territoriale, che prevederà la presenza di 150 aziende rispetto alle 37 attualmente operative nel porto.

Michele Pompeo META (PD), nell’apprezzare l’impegno dimostrato dal sottosegretario Misiti per pervenire alla soluzione delle questioni oggetto della risoluzione, ritiene che debbano tuttavia essere adottate iniziative urgenti, dal momento che la situazione del porto di Gioia Tauro in poche settimane potrebbe peggiorare in modo irreversibile. Nel ricordare che il disegno di legge cui faceva riferimento il
rappresentante del Governo giace all’esame del Senato da circa tre anni, giudica opportuno che non si affidi la soluzione delle questioni oggetto della risoluzione all’approvazione di tale provvedimento, ma che si intervenga tempestivamente per dare una risposta all’emergenza del porto e alla crisi dell’economia del mare – che permetta ai porti nazionali di far fronte alla concorrenza imperfetta che si sta strutturando nel Mediterraneo – anche attraverso un emendamento alla manovra finanziaria, che sarà presentata al Parlamento nei prossimi giorni, che potrebbe essere sottoscritto dal Presidente della Commissione e da tutti i gruppi parlamentari.

Carlo MONAI (IdV), nel ringraziare il sottosegretario Misiti per il suo intervento, giudica opportuno che il tema della portualità sia affrontato anche in relazione al più vasto tema della logistica, che è centrale per lo sviluppo del Paese. Fa presente che anche il porto di Trieste – recentemente individuato dal presidente Barroso come snodo centrale del corridoio adriatico – sta attraversando un periodo di crisi e ritiene opportuno che la questione del porto di Gioia Tauro venga affrontata in un’ottica di sistema e non mettendo in competizione i porti nazionali.

Mario VALDUCCI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito della discussione ad altra seduta.