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CORRUZIONE: LO MORO (PD), TRASPARENZA COME LIVELLO ESSENZIALE DI PRESTAZIONI

Roma, 06 giu – Il gruppo del Partito Democratico voterà in modo molto convinto a favore di questo articolo intitolato “Trasparenza dell’attività amministrativa”. Non c’è chi non veda quanto uso e abuso si faccia della parola trasparenza come della parola legalità, quasi fossero principi senza sostanza”.

Così Doris Lo Moro del Pd ha espresso le intenzioni di voto durante la discussione in Aula a Montecitorio sull’art. 2 del Disegno di legge sulla Corruzione.
”In questo momento, con riferimento ovviamente all’attività amministrativa, noi diamo concretezza al concetto di trasparenza che è stato già definito dal decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, laddove si dice che va intesa come accessibilità totale agli atti della pubblica amministrazione, ma che ancor di più oggi viene definitivamente e concretamente ad essere inserito tra i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che debbono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, di cui alla lettera m) dell’articolo 117, secondo comma, della Costituzione.

Quindi, la trasparenza non più soltanto come principio e come valore – che è grande cosa – ma come livello essenzialedelle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garanti e che, quindi, devono essere innanzitutto disciplinati e normati. Ricordo a tutti che il Comitato per la legislazione su questo punto ci aveva richiamato alla concretezza, perché il provvedimento, così come ci era stato trasmesso dal Senato, nonostante fosse già un buon passo avanti, mancava dell’elemento della concretezza. Ebbene, oggi non è più così, perché, per esempio, per quanto riguarda le informazioni che devono essere rese pubbliche dalla pubblica amministrazione, con gli emendamenti delle Commissioni e ancor più con quelli del Governo, si è sancito il principio dell’accessibilità degli atti e il dovere della pubblica amministrazione di pubblicare tutta una serie di atti, a partire dai bilanci, nei siti istituzionali della pubblica amministrazione.

Si è data concretezza, anche attraverso il lavoro delle Commissioni, in cui tutti noi, ma soprattutto il collega Giovanelli, per il nostro gruppo, ha svolto un lavoro assolutamente encomiabile. Si è introdotto il concetto che le disposizioni di cui stiamo discutendo, che rendono concreta la trasparenza, si applicano anche ai procedimenti in deroga alle procedure ordinarie. Tutti noi siamo in grado di capire quanto tutto questo sia importante, che le procedure in deroga rispondano agli stessi criteri di trasparenza. Si è sancito anche il principio che le informazioni pubblicate devono essere trasmesse in via telematica alla Civit, ma soprattutto, con un emendamento di cui siamo grati al Governo, si è sancito il principio, con l’articolo 9-bis, che le disposizioni in materia di trasparenza non si applicano soltanto alle amministrazioni pubbliche in senso stretto, ma anche agli enti pubblici nazionali, nonché alle società partecipate dalle amministrazioni pubbliche, limitatamente ovviamente alla loro attività di pubblico interesse, disciplinata dal diritto nazionale o comunitario.

Potrei ancora enumerare altre qualità che questo provvedimento ha acquisito con gli emendamenti del Governo, ma rimando, per poter parlare di altre cose che mi stanno a cuore, all’articolo 9-quater, introdotto sempre su richiesta del Ministro che oggi ci ascolta. In questa parte finale della nostra discussione, vorrei richiamare alcuni emendamenti che sono stati introdotti per volontà del Partito Democratico: in primis, quello che riguarda la possibilità che le stazioni appaltanti introducano nelle clausole i contenuti del protocollo di legalità.

Le pubbliche amministrazioni vanno sottoscrivendo tanti protocolli di legalità, ma a cosa servono se poi non si dà concretezza e non si è conseguenti”.

(AGENPARL)