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Conferenza nazionale del PD per il Mezzogiorno

Lamezia Terme, 29/30 settembre 2012

Con il Sud ricostruiamo l’Italia – Sintesi dei lavori del forum Legalità

LA LEGALITA’ VERA PRIORITA’ PER IL MEZZOGIORNO

I dati relativi alla disoccupazione, all’emigrazione giovanile, al mancato sviluppo del Sud, alle carenze delle infrastrutture materiali, se se ne indagano le cause vecchie e nuove, attestano un dato oramai ineludibile : la colpevole sottovalutazione del fenomeno criminale ch ha consentito alla criminalità organizzata un controllo pressoché incontrastato del Sud.

Crediamo che si debba guardare al fenomeno della pervasività delle mafie nele strutture pubbliche come la conseguenza dell’indebolimento di queste ultime, della crisi dei meccanismi di selezione delle classi dirigenti, della difficoltà dei corpi intermedi a svolgere una funzione di sintesi e rappresentanza degli interessi; insomma, c’è un vuoto conseguente alla crisi della dimensione pubblica che le mafie hanno progressivamente riempito. La prima risposta è dunque quella della ricostruzione di uno Stato efficiente nerlel sue articolazioni e di una politica che recuperi la sua dimensione collettiva. Dobbiamo recuperare la dimensione politica della lotta ala criminalità organizzata superando la sostanziale delega alle forze dell’Ordine a e alla Magistratura di questi anni. Per questo la lotta alle mafie richiede una piena attuazione delle indicazioni legislative attraverso investimenti in personale e risorse che consentano un effettivo funzionamento dell’architettura disegnata nel corso degli anno che ha trovato pieno compimento con l’istituzione dell’Agenzia dei beni confiscati, struttura che proprio per tali ragioni stenta a svolgere le sue funzioni.

Occorre soprattutto uma mobilitazione e una responsabilizzazione dei soggetti sociali, delle Istituzioni, delle agenzie formative. I fenomeni degenerativi di malcostume e corruzione che hanno segnato questa fase rappresentano un colpo durissimo alla credibilità delle Istituzioni da cui le mafie possono trarre indubbio vantaggio. Pertanto è necessario riflettere anche sui limiti della nostra azione ed individuare immediatamente segnali in controtendenza.

Bisogna innanzitutto pretendere l’approvazione del ddl sull’anticorruzione che costituisce un segnale importante all’opinione pubblica e agli investitori internazionali e attesta la volontà della politica italiana di contrastare efficacemente il fenomeno. Chiediamo per questo che il Governo ponga la questione di fiducia per rompere l’asse tra Lega e Pdl che ha impedito fino ad oggi l’approvazione del provvedimento.

Sappiamo che si tratta di una normativa incompleta che pur costituendo un passo avanti che contiene alcune lacune che ci impegniamo a colmare con l’azione di governo, a partire dal reato di autoriciclaggio, uno strumento fondamentale per contrastare il passaggio di risorse dall’economia illegale a quella legale, fenomeno che ha avuto anche a causa della crisi economica un’esplosione nel corso di questi anni, producendo verti e propri fenomeni di dominio sulle economie d molte aree del Mezzogiorno, oltre che la conquiste di importanti piazze di altre regioni italiane.

Occorre un efficace intervento di riforma della giustizia civile,le cui inefficienze costituiscono una delle cause della perdita di competitività del Paese e di credibilità delle Istituzioni. E’ evidente che in aree ad alta densità mafiosa la soluzione di controversie in tempi biblici consente alle organizzazioni criminali di sostituirsi alo Stato nel dirimere i conflitti, con effettivi sociali ed economici devastanti.

A questo problema è legato un’altra emergenza particolarmente avvertita nerl Sud. I dati statistici confermano che il costo del credito è maggiore nelle Regioni meridionali dove troppo spesso viene rixonosciuto merito creditizio a soggetti e imprese in odore di mafia mentre viene negato ogni supporti ad imprese sane che non riescono o comunque fanno fatica a restare sul mercato.

Riprendere il controllo del territorio significa rafforzare le esperienze degli amministratori locali messe a dura prova dai tagli e dale pressioni della criminalità organizzata. Oltre 1.000 atti intimidatori negli ultimi dieci anni, solo a danno di Amministratori locali in Calabria, sono un’evidente rappresentazione della pressione della criminalità sui governi locali del Mezzogiorno. Ad essi occorre aggiungere lo scioglimento per infiltrazioni mafiose di oltre 200 comuni meridionali, alcuni per più volte consecutivamente.

La reazione dello Stato a queste aggressioni si deve fondare soprattutto sulla capacità di intervenire e di portare a compimento le procedure di accesso previste dalla legge. in questo senso assumono un valore politico e simbolico fondamentale le decisioni attese sul Comune di Reggio Calabria, realtà nella quale si è determinato un intreccio tra malaffare, criminalità e pubblica amministrazione che ha costituito un prototipo purtroppo esportato nel più ampio contesto regionale.

Gli strumenti di prevenzione, contrasto e indagini progressivamente elaborati dal legislatore su impulso della magistratura (intercettazioni, 41 bis in particolare) non possono essere messi in discussione. sarebbe inoltre un segnale sbagliato qualunque provvedimento generalizzato di clemenza. Serve invece un intervento strutturale sulle cause del sovraffollamento carcerario a partire dell’abolizione della cd. ex Cirielli, così come è necessaria un’azione sistematica di depenalizzazione che consenta di decongestionare il processo penale e renderlo accettabile nella sua durata.

Una particolare attenzione va rivolta ai testimoni di giustizia. Va anche valorizzato e capito il fenomeno delle giovani donne che sempre più numerose hanno scelto di recidere i vincoli familiari e di collaborare con gli inquirenti, accusando fratelli, genitori, mariti. Le donne di mafia sono sempre più protagoniste nel Sud nell’azione criminale, anche in assenza e in supporto di familiari detenuti. Non può però ignorarsi che, a fronte di tale maggiore protagonismi., si è andato delineando un fenomeno capace di scardinare un sistema fondato su vincoli familistici ed omertà.

In definitiva, se la legalità è la nostra vera priorità, bisogna poter dire con chiarezza che, su tale fronte, non sono sufficienti i momenti commemorativi e gli atteggiamenti di circostanza. Bisogna dare concretezza e continuità alle azioni di contrasto. Pretendere e testimoniare valori di legalità e trasparenza con strumenti adeguati (dal bilancio sociale a ogni altro strumento che aiuti la conoscenza e la partecipazione). Basta con la legalità e l’antimafia di facciata!

Abbiamo fatto cenno al tema dei corpi intermedi che ci coinvolge come partito politico. Il Pd è l’unico partito che, in mancanza di una legge attuativa dell’art. 49 della Costituzione, si pone in maniera concreta questo problema. Da questa conferenza deve partire però una richiesta importante al Pd : il Sud non può essere più luogo per il reclutamento di truppe per il correntismo nazionale. Non sono rari i casi in cui ci si è comportati così, magari senza andare troppo per il sottile. Ecco, il messaggio è che il Sud va rispettato e che ognuno deve fare la sua parte, a partire dal nostro partito.