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	<title>Doris Lo Moro &#187; Notizie</title>
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		<title>Mercoledì 11 gennaio 2012</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 15:58:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Roma &#8211; Incontro con Sindaci calabresi sulla sanità &#8211; palazzo S. Macuto &#8211; ore 15,00 &#8211; partecipa Doris Lo Moro
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma &#8211; Incontro con Sindaci calabresi sulla sanità &#8211; palazzo S. Macuto &#8211; ore 15,00 &#8211; partecipa Doris Lo Moro</p>
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		<title>Presentazione del catalogo delle opere di F.Antonio Caporale</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 20:46:52 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[
Lamezia Terme &#8211; 30 settembre 2011
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dorislomoro.it/dlm/wp-content/uploads/2011/09/invito1.jpg"><img src="http://www.dorislomoro.it/dlm/wp-content/uploads/2011/09/invito1-300x142.jpg" alt="" title="Stampa" width="400" height="193" class="aligncenter size-medium wp-image-1720" /></a><br />
Lamezia Terme &#8211; 30 settembre 2011</p>
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		<title>Lamezia Terme fortino delle cosche</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 21:13:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[di Roberto Galullo
Il Sole 24ore, 24 giugno 2011
Loro uccidono e noi gli diamo la caccia. Loro incendiano e noi gli facciamo terra bruciata intorno. Loro taglieggiano e noi sensibilizziamo i cittadini. Loro investono denaro sporco e noi gli abbattiamo gli immobili.
Sembra il ritornello di un disco rotto quello che ripete il capo della Procura di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Roberto Galullo</p>
<p><em>Il Sole 24ore, 24 giugno 2011</em></p>
<p>Loro uccidono e noi gli diamo la caccia. Loro incendiano e noi gli facciamo terra bruciata intorno. Loro taglieggiano e noi sensibilizziamo i cittadini. Loro investono denaro sporco e noi gli abbattiamo gli immobili.<br />
Sembra il ritornello di un disco rotto quello che ripete il capo della Procura di Lamezia Terme, Salvatore Vitello, che due giorni fa, con il suo staff, ha incontrato il capo della Procura nazionale antimafia, Piero Grasso, per aggiornarlo su una situazione ormai insostenibile.</p>
<p>&#8220;Loro&#8221; sono le cosche che uccidono e continuano a terrorizzare la città, con taglieggiamenti, pizzo e roghi. Grazie a &#8220;loro&#8221; la libertà d&#8217;impresa e di commercio, in questa capitale mancata della Calabria, ricca di infrastrutture sottoutilizzate – porto, aeroporto e autostrada &#8211; e capitali, è una chimera. Non c&#8217;è un centesimo pubblico da investire che non passi dal filtro delle cosche.</p>
<p>&#8220;Noi&#8221;, invece, è un plurale maiestatis, perché indica il baluardo antimafia in questa città di 71mila abitanti sdraiata nella piana: la Procura.<br />
Gli &#8216;ndranghetisti sono almeno 3mila, ci sono famiglie mafiose con almeno 200 consanguinei. Secondo queste stime della Procura vanno aggiunte 10mila persone organiche alla cosiddetta zona grigia: professionisti, amministratori e funzionari pubblici collusi e imprenditori o commercianti prestanome. In poche parole circa il 18% dei residenti vive direttamente o indirettamente a braccetto delle cosche e magari alimenta le 14 banche e le 40 società finanziarie della Piana lametina.</p>
<p>Vitello, giunto nel luglio 2009 dopo anni trascorsi a Roma dove aveva condotto le inchieste sull&#8217;immobiliarista Stefano Ricucci e sugli investimenti della &#8216;ndrangheta nella capitale, fin dal suo insediamento ha tirato fuori dai cassetti quel che era rimasto lì dal 2007 e che sarebbe stato di competenza del Comune: le ordinanze di abbattimento degli immobili abusivi. Case, edifici e capannoni da distruggere – molti dei quali riconducibili a famiglie mafiose – erano 400, poi ridotte a 250, in una città che è in gran parte abusiva. Negli uffici comunali fino a due anni fa pendevano 12mila domande di condono. In media una ogni sei lametini.</p>
<p>Il fenomeno dell&#8217;abusivismo continua a imperversare come se nulla fosse, «collegato sia a dinamiche speculative che alle iniziative di singoli», afferma il procuratore Vitello. I numeri lo dimostrano: tra il 1° luglio 2009 e il 30 giugno 2010 i procedimenti avviati sono stati 229. Nello stesso periodo dell&#8217;anno precedente erano 207.<br />
Su questo terreno si gioca tra le famiglie mafiose una guerra senza esclusione di colpi. Senza autorizzazione dei boss le imprese edili neppure si muovono. </p>
<p>L&#8217;ex sindaco di Lamezia Terme, Doris Lo Moro, padre e fratello uccisi dalle cosche 26 anni fa, ex magistrato antimafia, attualmente deputato del Pd, denuncia: «Il Comune di Lamezia Terme è da anni assegnatario di un terreno confiscato per mafia in località Carrà-Marchese-Mazzei su cui è stata progettata la costruzione di alloggi da destinare a famiglie rom residenti. Per la realizzazione dell&#8217;opera è previsto l&#8217;utilizzo di un finanziamento regionale di oltre 3,2 milioni, ottenuto dal Comune nel &#8216;96 proprio per l&#8217;eliminazione delle baracche e la costruzione di nuovi alloggi. L&#8217;opera non è stata completata e le ditte interpellate dal Comune si sono tutte rifiutate di proseguirli. Non è estranea la circostanza che il terreno è stato confiscato a una potente cosca».</p>
<p>Un gesto, quello degli abbattimenti portato avanti dal Genio militare di Palermo, che nel 2009 distruggevano gli scheletri al grido di &#8220;mafiosi e cornuti&#8221; che, letto due anni dopo, spiega una buona parte della recrudescenza mafiosa nell&#8217;area che ha lasciato tre morti a terra nell&#8217;ultimo mese dopo una pax mafiosa durata sei mesi.<br />
Un gesto, quello degli abbattimenti, che, visto a distanza di due anni, spiega in parte le continue minacce di morte a Vitello per il quale, su facebook, è persino sorto un Comitato di scorta civica.</p>
<p>L&#8217;altra metà del risveglio criminale si spiega, come dice Angela Napoli della Commissione parlamentare antimafia, «con i soldi a palate, tra investimenti comunitari, statali e regionali, che qui piovono da sempre e che hanno dato vita a un numero spropositato di cattedrali nel deserto». Non è un caso che qui, nel 2007, sia nata l&#8217;inchiesta Why Not, che al di là degli aspetti giudiziari ha scoperchiato il modo di vivere di una Calabria senza scrupoli e ritegno.</p>
<p>Sembra quasi che le iniziative messe in campo dal Comune, con il sindaco Gianni Speranza che ha trovato il partner ideale nel siciliano Tano Grasso, presidente onorario della Federazione italiana antiracket e assessore alla Cultura, scivolino come l&#8217;olio. Fu Grasso a sostenere Comune, prefettura e Procura in uno storico processo: quello che vide l&#8217;imprenditore Rocco Mangiardi puntare il dito nel gennaio 2009 contro la cosca che gli imponeva un pizzo di 500 euro mensili. Un caso rimasto isolato: nessuna riscossa civile dopo quel gesto che oggi Mangiardi paga con una scorta che lo segue ovunque.</p>
<p>E Vitello, che continua ad arrestare, sequestrare beni ai mafiosi e abbattere senza guardare in faccia a nessuno è il primo a rimanerne sorpreso: «Le denunce – dice – non ci sono nonostante facciamo di tutto per dimostrare che l&#8217;unica strada da percorrere è quella della legalità. Capisco che sia difficile in un&#8217;area in cui un cittadino su cinque, direttamente o indirettamente, ha a che fare con le cosche».</p>
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		<title>Martedì 10 maggio 2011</title>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2011 08:05:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Filadelfia (CZ) &#8211; Ass. &#8220;Nuova Zeffiria&#8221; &#8211; festa della mamma &#8211; Auditorium &#8211; ore 18,00 &#8211; interviene Doris Lo Moro
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Filadelfia (CZ) &#8211; Ass. &#8220;Nuova Zeffiria&#8221; &#8211; festa della mamma &#8211; Auditorium &#8211; ore 18,00 &#8211; interviene Doris Lo Moro</p>
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		<title>Commissione errori sanitari &#8211; Visita al carcere di Lamezia Terme del 1 aprile 2011</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Apr 2011 13:57:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[LAMEZIA TERME carcere
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		<title>Rosarno, si insediano il sindaco, Elisabetta Tripodi, e il Consiglio Comunale</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 21:53:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Il video dell’insediamento di Elisabetta Tripodi con le Video interviste a Doris Lo Moro e alla stessa Elisabetta Tripodi
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="640" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ED2gSzoXER4&#038;rel=0&#038;hl=it_IT&#038;feature=player_embedded&#038;version=3"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowScriptAccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/ED2gSzoXER4&#038;rel=0&#038;hl=it_IT&#038;feature=player_embedded&#038;version=3" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowScriptAccess="always" width="640" height="390"></embed></object></p>
<p>Il video dell’insediamento di Elisabetta Tripodi con le Video interviste a Doris Lo Moro e alla stessa Elisabetta Tripodi</p>
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		<title>La politica continua a delegare alla magistratura</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Dec 2010 11:07:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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		<description><![CDATA[il Domani  &#8211; 20 dicembre 2010
Nei Palazzi della politica sarà verosimilmente commentata positivamente la notizia dell’arresto a Livorno, dove era stato trasferito nei mesi scorsi, del Capitano dei Carabinieri Saverio Spadaro Tracuzzi, in servizio a Reggio Calabria fino al mese di giugno 2010 prima presso il Nucleo operativo ecologico e poi presso la Direzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>il</em> <strong>Domani</strong>  &#8211; 20 dicembre 2010</p>
<p>Nei Palazzi della politica sarà verosimilmente commentata positivamente la notizia dell’arresto a Livorno, dove era stato trasferito nei mesi scorsi, del Capitano dei Carabinieri Saverio Spadaro Tracuzzi, in servizio a Reggio Calabria fino al mese di giugno 2010 prima presso il Nucleo operativo ecologico e poi presso la Direzione investigativa antimafia.</p>
<p>Spadaro Tracuzzi, che è stato arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Reggio Calabria su richiesta della Dda, è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e di corruzione.  E il suo arresto, a prescindere dall’esito della vicenda giudiziaria che lo coinvolge e che avrà il suo corso, dà il senso di una ricerca della verità che non guarda in faccia nessuno. </p>
<p>Ma i palazzi della politica hanno poco di ché  essere soddisfatti e dovrebbero spiegare cosa hanno fatto, dopo il coinvolgimento di Spadaro Tracuzzi, che ha ricevuto un avviso di garanzia il 7 ottobre nell’operazione reggina contro il clan Lo Giudice, per fare chiarezza dall’interno e tutelare l’attività e il prestigio dell’Arma dei Carabinieri.</p>
<p>Ho posto il problema ai Ministri dell’interno, dell’ambiente, e della difesa con un’interrogazione depositata l’8 novembre 2010, su cui non ho ottenuto nessuna risposta.</p>
<p>E il problema, visto dalla Calabria, era e rimane particolarmente grave perché, guardando solo agli ultimi mesi, sono stati arrestati altri carabinieri, di cui tre sono rimasti coinvolti in un’operazione del mese di novembre 2010 contro un clan di Rosarno e altri due finiti in carcere a Cosenza qualche giorno fa.</p>
<p>Anche sull’episodio di Rosarno, in cui era coinvolto pure un agente di polizia penitenziaria, ho chiesto con  un’interrogazione (ancora inevasa) ai Ministri dell’interno, della difesa e della giustizia, “di avviare un&#8217;indagine interna sull&#8217;operato dei militari coinvolti nell&#8217;attività criminale e verificare cosa non ha funzionato nel contesto ambientale e di lavoro in cui gli stessi erano inseriti”.</p>
<p>E qualcosa non funziona nella presenza dello Stato in Calabria se tanti militari si trovano coinvolti in episodi criminali, al punto da venire arrestati.</p>
<p>Ma cosa fa il governo e cosa hanno fatto i ministeri competenti per intervenire preventivamente a tutela delle istituzioni?  Perché si continua a delegare tutto e sempre alla magistratura, attendendo passivamente il suo intervento? </p>
<p>Doris Lo Moro – Parlamentare PD &#8211; Commissione Affari Costituzionali</p>
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		<title>Liu Xiaobo: &#8220;Non ho nemici e non provo odio&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Dec 2010 20:06:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Oslo &#8211; Cerimonia di consegna del Nobel della Pace a Liu Xiaobo &#8211; 10 dicembre 2010 
Testo del discorso di Liu Xiaobo, letto da Liv Ullman in assenza dell&#8217;autore, durante la cerimonia ufficiale.
« Giugno 1989 è stato un momento di svolta nella mia vita. La carriera universitaria ha seguito un corso normale; dopo la laurea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oslo &#8211; Cerimonia di consegna del Nobel della Pace a Liu Xiaobo &#8211; 10 dicembre 2010 </p>
<p><em>Testo del discorso di Liu Xiaobo, letto da Liv Ullman in assenza dell&#8217;autore, durante la cerimonia ufficiale.</em></p>
<p>« Giugno 1989 è stato un momento di svolta nella mia vita. La carriera universitaria ha seguito un corso normale; dopo la laurea sono rimasto all&#8217;università di Pechino.</p>
<p>In cattedra, ero un insegnate benvoluto ed ero un intellettuale pubblico. Negli anni Ottanta, ho pubblicato articoli e libri, sono stato invitato a conferenze e corsi anche in America e Europa. La mia regola di vita era di comportarmi con onestà, senso di responsabilità e dignità.</p>
<p>Poi, tornato in Cina per prendere parte al movimento dell&#8217;89, fui imprigionato per &#8220;propaganda controrivoluzionaria e incitazione al crimine&#8221;. Non avrei più potuto pubblicare o fare conferenze in Cina. Per aver espresso opinioni politiche diverse e aver preso parte a un movimento pacifico e democratico, un insegnante perde la cattedra, uno scrittore perde il diritto di pubblicare e un intellettuale la possibilità di parlare in pubblico: questo è triste, non solo per me, ma per la Cina, dopo trent&#8217;anni di riforme.<br />
Le esperienze più drammatiche della mia vita dopo il 4 giugno hanno a che fare con i tribunali. Le due occasioni che ho avuto di esprimermi in pubblico mi sono state fornite dal tribunale di Pechino, una nel gennaio 1991 e una ora. Capi d&#8217;accusa identici: reati d&#8217;opinione.</p>
<p>Le anime del 4 giugno non riposano ancora in pace. Dopo essere uscito dalla prigione di Qincheng nel 1991, ho perso il diritto di parola nel mio paese e mi sono potuto esprimere solo coi media stranieri. Sono stato agli arresti domiciliari (maggio 1995-gennaio 1996), mandato in un campo di rieducazione attraverso il lavoro (ottobre 1996-ottobre 1999) e oggi sono processato dai miei nemici.</p>
<p>Ripeto quanto avevo detto venti anni fa nella &#8220;Dichiarazione per il secondo sciopero della fame del 2 giugno&#8221;: non ho nemici, non provo odio. Nessuno dei poliziotti che mi hanno tenuto sotto sorveglianza, arrestato, interrogato, nessuno dei procuratori che mi hanno perseguito, nessuno dei giudici che mi hanno condannato è un mio nemico. Anche se non posso accettare i vostri arresti e le vostre condanne, rispetto le vostre professioni e personalità.</p>
<p>L&#8217;odio corrode la saggezza e la coscienza, la &#8220;mentalità del nemico&#8221; avvelena lo spirito di una nazione, incita a lotte mortali, distrugge la tolleranza e l&#8217;umanità di una società, blocca lo sviluppo verso democrazia e libertà. Spero di trascendere le mie vicende in una comprensione dello sviluppo dello stato e dei cambiamenti della società, contrastare l&#8217;ostilità del potere con le mie migliori intenzioni, sostituire l&#8217;odio con l&#8217;amore.</p>
<p>La politica delle riforme ha portato allo sviluppo dello stato e alla trasformazione della società. Le riforme sono cominciate quando è stato abbandonato il principio della lotta di classe. Ci siamo dedicati allo sviluppo economico e all&#8217;armonia sociale. Il processo di abbandono della filosofia della lotta equivaleva allo stemperamento della mentalità del nemico, all&#8217;eliminazione della psicologia dell&#8217;odio e all&#8217;eliminazione del &#8220;latte della lupa&#8221; nel quale i cinesi erano stati immersi. Questo processo ha consentito la nascita di un ambiente più sereno per le riforme, per ristabilire l&#8217;amore fra le persone, per offrire un terreno più favorevole alla coesistenza pacifica di valori e interessi diversi. Così sono esplosi la creatività e il ritorno a un sentimento di umanità. L&#8217;orientamento dell&#8217;economia al mercato, il pluralismo culturale, l&#8217;evoluzione di uno stato di diritto hanno tratto profitto dall&#8217;indebolimento della mentalità del nemico. Anche in campo politico, dove i progressi sono stati più lenti, il potere è diventato più tollerante delle diversità sociali, è calata la persecuzione dei dissidenti.</p>
<p>L&#8217;indebolimento della mentalità del nemico ha portato il potere ad accettare l&#8217;universalità dei diritti dell&#8217;uomo. Nel 1998, il governo si è impegnato a sottoscrivere le due convenzioni internazionali sui diritti umani dell&#8217;Onu. Nel 2004, l&#8217;Assemblea del popolo ha iscritto per la prima volta nella Costituzione che &#8220;lo stato rispetta e garantisce i diritti umani&#8221;. Il potere politico ha annunciato di voler mettere &#8220;l&#8217;uomo al centro&#8221; e di voler creare una &#8220;società armoniosa&#8221;. Questi cambiamenti li ho sperimentati dopo il mio ultimo arresto.</p>
<p>Anche se mi professo innocente, ho conosciuto due prigioni, quattro uffici di polizia, tre procuratori e due giudici. Nel mio caso, non mi hanno mai mancato di rispetto. Il 23 giugno 2009 sono stato trasferito dal mio domicilio sorvegliato all&#8217;Ufficio di pubblica sicurezza di Pechino, noto come Beikan. Nei sei mesi che ho passato lì ho visto i progressi intervenuti nella gestione delle carceri.</p>
<p>Sono convinto che in Cina il progresso politico non si fermerà: nessuna forza può bloccare l&#8217;aspirazione dell&#8217;uomo alla libertà. Un giorno la Cina diventerà uno stato di diritto rispettoso dei diritti umani. Spero che un tale progresso potrà riflettersi sul mio caso.</p>
<p>L&#8217;esperienza più fortunata di questi vent&#8217;anni è l&#8217;amore incondizionato di mia moglie Liu Xia. Oggi non può essere presente al processo, ma voglio dirti, amore mio, che sono sicuro che il tuo amore per me non cambierà. Nella mia vita non libera, il nostro amore ha conosciuto l&#8217;amarezza imposta dall&#8217;ambiente esterno, ma quando ci penso lo considero un amore senza confini. Sono stato condannato a una prigione visibile, mentre tu aspetti in una prigione invisibile. Il tuo amore è la luce che supera i muri di recinzione e le sbarre alle finestre, che carezza la mia pelle, che mi consente di mantenere la mia calma interiore, la mia magnanimità e la mia lucentezza, rendendo significativo ogni minuto che trascorro in prigione. Ma il mio amore per te è pieno di colpe e rimpianti, tanto che rende pesanti i miei passi. Sono come una pietra in una landa desolata, ma il mio amore è solido. Anche se venissi ridotto in polvere, ti abbraccerei con le mie ceneri. </p>
<p>Spero che un giorno il mio paese sarà una terra dove ci si potrà esprimere liberamente; dove valori, fedi, opinioni diverse potranno convivere. Spero in un paese dove le opinioni politiche diverse da quelle di chi detiene il potere saranno rispettate e protette; dove tutti i cittadini potranno esprimere le loro opinioni politiche senza paura e le voci dissenzienti non saranno perseguitate. Spero di essere l&#8217;ultima vittima dell&#8217;immarcescibile inquisizione e che dopo di me nessun altro venga incarcerato per quello che ha detto.</p>
<p>La libertà di espressione è la base dei diritti umani, la radice dell&#8217;umanità, la madre della verità. Impedire la libertà di parola significa calpestare i diritti umani, schiacciare la verità. Non mi sento colpevole di aver utilizzato il diritto alla libertà di parola sancito dalla Costituzione.</p>
<p>Io sono innocente, e anche se vengo condannato per questo, non me ne cruccio. Grazie. » </p>
<p><strong>Liu Xiaobo</strong></p>
<p><em>Discorso di difesa pronunciato da Liu Xiaobo il 23 dicembre 2009 nel corso del processo in Cina che si è concluso con la sua condanna a 11 anni di detenzione.</em></p>
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		<title>Lo Moro, &#8220;Chiamparino puo pensarla come vuole ma bisognerebbe finirla con gli individualismi&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Nov 2010 12:14:59 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Partito Democratico </strong> &#8211;  Ufficio Stampa<br />
<em>Area Principale | Comunicato stampa 28 novembre 2010 </em></p>
<p>“Il Pd non è solo il primo partito di opposizione; è anche un partito che ha il dovere di costruire un’alternativa di governo credibile, capace di guidare l’Italia fuori dalla crisi, mantenendola unita e coesa” – lo afferma Doris Lo Moro, parlamentare Pd che mostra di non gradire le esternazioni odierne del Sindaco di Torino che giudica “paradossale” che il Pd non chieda di andare alle urne.</p>
<p>“Chiamparino – aggiunge la Lo Moro – sottovaluta lo sforzo che sta facendo il PD e il suo gruppo parlamentare in un momento di grande crisi economica, in cui la politica ha difficoltà a mantenere il contatto con la gente anche per l’eccesso di divisioni e personalismi che imperano dappertutto. Non tiene conto che, se anche non si invocano le elezioni immediate, il Pd è pronto ad affrontarle senza paura. E sopratutto sottovaluta la necessità che si intervenga in maniera prioritaria sul sistema elettorale e che si facciano prevalere le urgenze di un paese sull’orlo del baratro su esigenze politiche di parte”.</p>
<p>“Il nostro primo obiettivo di oggi – continua la Lo Moro &#8211; è la fine del berlusconismo; obiettivo che raggiungeremo con la caduta del governo in carica ma anche con il rigetto, sul piano culturale e politico, delle degenerazioni che un certo modo di fare politica ha prodotto soprattutto nel centrodestra ma anche negli eccessivi individualismi che affliggono il centrosinistra. Le stesse primarie, spesso brandite come una clava, finiscono per tradire lo spirito originario se alimentano individualismi e posizioni personali”.</p>
<p>“A Spineto, in un’occasione resa importante anche dalla presenza di Romano Prodi, il gruppo parlamentare del Pd ha avuto nei giorni scorsi l’occasione di approfondire problemi di merito e di apprezzare la professionalità e la competenza del proprio gruppo dirigente. Mi è sembrato di cogliere – sostiene la parlamentare &#8211; un bisogno di unità e un ritrovato senso di appartenenza. Forse è per questo che, davanti ad alcuni atteggiamenti ipercritici, mi sento di affermare che bisogna smetterla con il gioco al massacro in cui l’ultima parola spetta a chi la spara più grossa, per costruire, con spirito innovativo e riformatore ma anche con senso di responsabilità e concretezza, un progetto di governo alternativo e creare le condizioni per attuarlo”. </p>
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		<title>Seminario del gruppo parlamentare del PD. Intervento di Romano Prodi</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 21:38:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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Radio Radicale
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<p>Radio Radicale</p>
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