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	<title>Doris Lo Moro &#187; Interviste</title>
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		<title>«Sull’innovazione tecnologica i ritardi sono del centrodestra»</title>
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		<pubDate>Sun, 01 May 2011 19:35:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[il Quotidiano &#8211; 1 maggio 2011 &#8211; Intervista di Adriano Mollo
Doris Lo Moro chiarisce sui fondi della sanità
«Ho seguito con interesse la vicenda relativa al riparto del fondo sanitario per il 2011, sostenendo &#8211; ovviamente &#8211; le ragioni delle regioni meridionali ed in particolare della Calabria. Devo dire però che il risultato ottenuto limita solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>il Quotidiano &#8211; 1 maggio 2011 &#8211; Intervista di Adriano Mollo</p>
<p><em>Doris Lo Moro chiarisce sui fondi della sanità</em></p>
<p>«Ho seguito con interesse la vicenda relativa al riparto del fondo sanitario per il 2011, sostenendo &#8211; ovviamente &#8211; le ragioni delle regioni meridionali ed in particolare della Calabria. Devo dire però che il risultato ottenuto limita solo i danni».</p>
<p>Doris Lo Moro, oggi parlamentare del Pd, ma dal 2005 al 2007 assessore regionale alla sanità si guarda bene dall&#8217;unirsi al coro dei tanti politici calabresi che nelle ultime settimane hanno esaltato il risultato raggiunto dalla Calabria nel confronto con le altre Regioni nella Conferenza della Regioni per il riparto del fondo sanitario. Dati alla mano ricostruisce quanto è accaduto nella scorsa legislatura su questo punto.</p>
<p>Onorevole perché dice che si sono “limitati solo i danni”?</p>
<p>«Perché pur migliorando sia pure di poco la proposta del Ministero, la quota assegnata alla Calabria è lontana dagli obiettivi raggiunti negli anni 2007/2008 in cui la giunta di centrosinistra calabrese si confrontava con il governo Prodi ed in particolare con il ministro Turco».</p>
<p>Lei dice che negli anni scorsi la Calabria ha avuto di più?</p>
<p>«Per il 2011 la quota di fondo assegnata alla Calabria è pari a 3.435.931.958 euro, cui corrisponde una quota pro capite di 1.710 euro, inferiore di 20 euro rispetto alla quota nazionale che è pari a 1.730 euro per abitante. Nel 2007 la quota di fondo assegnata era pari a 3.208.000.000 euro , con una quota capitaria di 1.606 euro, maggiore di 18 punti rispetto al valore nazionale (1.588 per abitante); nel 2008 la quota di fondo assegnata era pari a 3.273.506.000, con una quota capitaria di 1.639 euro, inferiore di poco meno di un punto rispetto al valore nazionale,1.638 per abitante».</p>
<p>E tutto questo cosa ha comportato?</p>
<p>«Gli incrementi ottenuti negli anni pregressi sono stati via via tesaurizzati, incidendo positivamente nella trattativa degli anni successivi, in cui si è partiti, come base, dalla quota di riparto dell&#8217;anno precedente. Ne discende, per esempio, che l&#8217;incremento registrato nel 2007, pari a 130 milioni di euro, con una quota capitaria che per la prima volta superava il valore medio nazionale, ha inciso sull&#8217;economia dell&#8217;anno di riferimento ma è stato al tempo stesso tesaurizzato negli anni successivi, compreso quello corrente».</p>
<p>Perché lei tira fuori questi dati?</p>
<p>«Per una sana riflessione e per aiutare a ristabilire la verità e soprattutto a rafforzare la Calabria nella battaglia esterna che con il federalismo regionale nella versione voluta dall&#8217;attuale maggioranza sarà ancora più difficile da condurre ».</p>
<p>Lei di recente ha posto la questione dei fondi dell&#8217;ex articolo 20 con un&#8217;interrogazione per chiedere un&#8217;accelerazione, che ora c&#8217;è stata.</p>
<p>«Dare atto al presidente Scopelliti di aver attivato le procedure per dell&#8217;ex art.20, non vuol dire che non possiamo sindacare su come questi fondi vengono spesi».</p>
<p>E cosa non và?</p>
<p>«Colgo l&#8217;occasione, per dire che si tratta di fondi rilevanti che sono stati assegnati alla Calabria con delibera CIPE n. 52 del 1998, colpevolmente non speso per molti anni. Il primo accordo di programma che impegnava la somma di 64.301.646,72 euro, di cui 61.086.564,38 euro a carico dello Stato risale, infatti, al 2004. La giunta di centrosinistra trovò in giacenza, a maggio del 2005, la somma di 349.662.653,06, con cui, considerato l&#8217;intervento finanziario previsto a carico della Regione, era possibile finanziare interventi per un costo totale di 368.065.950,59 euro».</p>
<p>E cosa è stato fatto in quegli anni?</p>
<p>«Nell&#8217;ottobre 2006, con delibera di Giunta Regionale n. 669, successivamente assentita dal Consiglio Regionale, venne programmata la spesa dell&#8217;intero importo. Con l&#8217;accordo di programma siglato nel dicembre 2007, inoltre, venne finanziata la realizzazione di quattro nuovi ospedali per un costo di 285.589.141,77 euro, di cui 178.615.153,06 a carico dello Stato ex art. 20 L. 67/1988 e 17.527.667,99 a carico sempre dello Stato ex art. 71 L. 448/1998. Nell&#8217;accordo si precisava che nella disponibilità della Regione, tenuto conto di una ulteriore somma assegnata con delibera CIPE n. 65/2002, restavano da utilizzare per la sottoscrizione di ulteriori accordi risorse per euro 171.047.500,00».</p>
<p>Torniamo a quell&#8217;interrogazione, perché l&#8217;ha promossa?</p>
<p>«Considerato l&#8217;intervenuto commissariamento della sanità calabrese, chiedevo, in particolare, al Ministro della salute di favorire la stipula di un nuovo accordo di programma per la somma residua ex articolo 20 della legge n. 67 del 1988 destinata alla Calabria. Oggi prendo atto del programma d&#8217;interventi presentato dal Presidente Scopelliti, per i quali è previsto l&#8217;intervento dello Stato per 107.491.258,35 euro sui 171.047.500,00 disponibili. Ma, nel registrare un elemento di dinamismo che è in sè positivo, non posso non formulare alcune osservazioni».</p>
<p>Quali?</p>
<p>«Non c&#8217;è corrispondenza tra la spesa oggi prevista per i tre ospedali regionali (Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria) e quella programmata nell&#8217;ottobre 2006. Dobbiamo dedurne che si è dato corso ad una nuova programmazione? E considerato che la programmazione complessiva cui si è fatto riferimento aveva tenuto conto del territorio e del numero di abitanti, dobbiamo ipotizzare che si sacrifichi qualche territorio&#8230; »</p>
<p>Ci fa un esempio?</p>
<p>«Quello di Crotone, di Castrovillari o di Lamezia Terme dove era previsto un trauma center. Mi chiedo se non era il caso di occuparsene insieme agli altri interventi di rilevanza regionale. A parte questi interrogativi, magari risolti in atti commissariali che ci saranno comunicati in futuro, resta il punto che il ritardo che si colmerà quanto si realizzeranno i quattro nuovi ospedali e si impiegheranno in concreto le altre somme disponibili, è un ritardo che la Calabria deve rimproverare a tutto il ceto dirigente, a partire dal centrodestra che Scopelliti rappresenta».</p>
<p>Perché?</p>
<p>«I ritardi, come si vede, partono da lontano, dal 2000».</p>
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		<title>Il governo che non c&#8217;è, la &#8216;ndrangheta e la Calabria</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Dec 2010 08:31:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Conversazione con Doris Lo Moro di Pino Gullà
E’ appena tornata da Roma. Sono a casa sua ma la vedo meno pimpante del solito. Sono curioso di sapere le “ultime” dalla capitale, del voto sulla mozione di sfiducia. Immagino sia quello il problema dei problemi.
Ma allora, credevate veramente di far cadere il governo?
Non è certo compito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Conversazione con Doris Lo Moro di Pino Gullà</strong></p>
<p>E’ appena tornata da Roma. Sono a casa sua ma la vedo meno pimpante del solito. Sono curioso di sapere le “ultime” dalla capitale, del voto sulla mozione di sfiducia. Immagino sia quello il problema dei problemi.</p>
<p>Ma allora, credevate veramente di far cadere il governo?</p>
<p><em>Non è certo compito dell&#8217;opposizione quello di tenere in vita un governo che nei fatti non c&#8217;è. La novità degli ultimi tempi che ci ha convinto a presentare una mozione di sfiducia è che il centrodestra è imploso e che dopo la costituzione del gruppo di Futuro e Libertà il governo è andato sotto ogni volta che i finiani hanno espresso un disaccordo. Non solo, con questo pezzo di centrodestra c&#8217;è stata una convergenza di vedute anche su questioni squisitamente politiche, come ad esempio sul caso Cosentino e sulla sfiducia a Brancher. Non è un caso che sia l&#8217;uno che l&#8217;altro si siano dimessi da sottosegretario e da ministro prima che si discutesse la mozione presentata per sfiduciarli. In queste condizioni, con una maggioranza a pezzi non c&#8217;era che da provare a fare cadere il governo. E non ci abbiamo creduto solo noi del PD e di IDV. Una mozione di sfiducia è stata presentata anche dal cd. Terzo polo e da parlamentari di gruppi minori.</em></p>
<p>Ma qualcosa non è andato nel verso giusto se alla fine Berlusconi ha ottenuto la fiducia, sia pure per qualche voto.</p>
<p><em>All&#8217;inizio della legislatura alla Camera dei deputati i numeri della maggioranza erano impressionanti, potevano contare su oltre settanta parlamentari in più. Via via lo spazio di manovra si è ridotto e alla fine la sfiducia ha ottenuto 311 voti contro i 314 che hanno votato contro, confermando la fiducia a Berlusconi. Lo scandalo però non è nei numeri ma nelle persone che ci sono dietro. A determinare la differenza sono stati gli ultimi tre voti, quello di Razzi, di Scilipoti e di Calearo che hanno tutti votato in seconda battuta, quasi a voler sottolineare quanto siano stati decisivi. Si tratta di due parlamentari eletti (o nominati?) nelle liste di IDV e del capolista del PD nella regione Veneto che da tempo ha lasciato il PD. Come e perché abbiano compiuto un passo di questo genere è la domanda che ciascuno si pone. Aldilà delle congetture (che io tra l&#8217;altro ritengo fondate) c&#8217;è un punto di riflessione ineludibile in questa vicenda: il comportamento dei politici si allontana ogni giorno di più dal senso comune e dall&#8217;etica. So bene che il trasformismo non è nato certo oggi ma che un governo nato con una maggioranza poderosa rimanga in vita sul voto di tre transfughi è quanto meno discutibile. Un altro elemento non trascurabile, poi, è che non ha retto il gruppo finiano. Qualcuno era assente, qualcun altro ha votato con il Pdl. Insomma se Berlusconi nella sostanza non ha vinto, Fini ha perso certamente.</em></p>
<p>Il gruppo del PD è rimasto comunque soddisfatto &#8230;</p>
<p><em>Noi attualmente siamo in 206 e siamo stati tutti presenti, votando compatti la sfiducia. E&#8217; stata presente persino l&#8217;on.le Mogherini che diventerà mamma da un momento all&#8217;altro. Non solo, la manifestazione dell&#8217;11 in piazza San Giovanni dice una cosa precisa: il popolo del PD ha sfiduciato il governo con la sua presenza massiccia in piazza. E queste sono cose che contano per un partito popolare come il PD.</em></p>
<p>Per la verità le manifestazioni di piazza sono continuate anche dopo il voto &#8230;</p>
<p><em>La giornata del 14 dicembre, aldilà del risultato raggiunto in Parlamento, ha dimostrato che c&#8217;è un dissenso molto forte fuori dal palazzo con cui sarà difficile non fare i conti. Inoltre c’è stato un’inquietante riemergere di un clima di scontro violento che sembra rievocare nelle modalità quella strategia della tensione che non abbiamo mai dimenticato.</em>  </p>
<p>Nella stessa giornata del 14 dicembre in Calabria ci sono stati arresti e avvisi di garanzia per fatti di mafia che hanno coinvolto la politica regionale. Come dire che se a Roma le cose non vanno bene in Calabria non c&#8217;è da stare allegri.</p>
<p><em>La vicenda giudiziaria che ha coinvolto pesantemente l&#8217;ex Sindaco di Siderno avrà il suo corso. C&#8217;è un fatto però su cui bisognerebbe riflettere. In questo caso sono stati coinvolti, in misura diversa, due candidati alla regione del centrosinistra e un candidato del centrodestra. Nei mesi scorsi erano già emersi episodi inquietanti che hanno coinvolto altri candidati e addirittura un consigliere eletto nel centrodestra. Sto facendo riferimento ai casi in cui si è parlato di contiguità con la mafia e di rapporti e frequentazioni con cosche. Sarebbe un errore non guardare a questi fatti senza una visione d’insieme. La politica calabrese non deve rincorrere i pacchetti di voti se vuole recidere ogni rapporto di contiguità con la ‘ndrangheta. Il primo salto di qualità è questo, altrimenti tutto il resto diventa velleitario. E non va trascurato che una Calabria ‘ndranghetista e collusa conviene solo a quanti intendono continuare a mantenerla subordinata e prona, nell&#8217;interesse delle regioni economicamente più forti.</em> </p>
<p>Beh, qualche cosa di buono sarà pure successo in questo periodo&#8230;</p>
<p><em>Il 12 e 13 dicembre a Rosarno c&#8217;è stato il ballottaggio per l&#8217;elezione del nuovo Sindaco e ha vinto Elisabetta Tripodi, una donna capace e competente che saprà ridare serenità alla sua comunità. A Rosarno, dopo due scioglimenti del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose e lo scontro con gli immigrati dell&#8217;anno scorso, bisognerà ripartire e il nuovo Sindaco sarà una guida affidabile. Ho partecipato attivamente alla sua campagna elettorale e ho subito capito che avrebbe convinto i suoi concittadini. In un&#8217;occasione è venuta a Rosarno con me anche il Sindaco di Isola Capo Rizzuto, Carla Girasole, un&#8217;altra donna capace che sta operando bene nella sua città. Si è creata una bella solidarietà femminile che ha coinvolto anche altre parlamentari, in particolare Livia Turco. A Rosarno candidare una donna competente ha fatto la differenza.</em></p>
<p>Ma come è andata la campagna elettorale? Qualcuno aveva persino chiesto che fossero revocate le elezioni.</p>
<p><em>Anch&#8217;io sono intervenuta preventivamente sull&#8217;argomento, a seguito dell&#8217;arresto di due carabinieri e di un agente di polizia penitenziaria nell&#8217;operazione “All Inside2” contro la cosca Pelle di Rosarno, ma per chiedere al Ministero dell&#8217;Interno di garantire la regolarità del voto. Bloccare le elezioni sarebbe stata una resa, visto che c&#8217;erano candidati e liste che non presentavano problemi. I candidati a sindaco erano tre e quello del PDL non è arrivato al ballottaggio. Alla fine i cittadini hanno dovuto scegliere tra un ex sindaco di centrodestra e la nostra candidata e hanno scelto lei.  Quello che è utile sottolineare è che a Rosarno, come in tanti altri paesi della Calabria a forte densità mafiosa, anche se ci sono cosche potenti e radicate c&#8217;è tanta gente onesta che ha bisogno di normalità e di serenità.</em></p>
<p>Questo discorso mi ha fatto ricordare l’estate trascorsa in giro per i paesi all’interno della nostra Regione. Ho preso parte anch&#8217;io a molti dei tuoi appuntamenti sul territorio.  Ho notato tanta partecipazione, senso della comunità, sensibilità spiccata verso la legalità. </p>
<p><em>Per capire la complessità ed anche la ricchezza della nostra regione bisogna conoscerla, conoscere i luoghi e la gente. In giro si incontra tanta gente che discute della propria comunità con lo stesso interesse con cui discute della propria famiglia. La gente dei piccoli centri, come quella dei quartieri periferici dei centri più grossi, è più genuina. Sconta la marginalità territoriale con un surplus di impegno civile. Certo non è tutta così ma quella che si presenta in piazza o comunque nei luoghi delle discussioni è quasi sempre ben disposta. Esce di casa per entrare in relazione con gli altri e con gli ospiti è gentile e generosa. Nei centri più grossi le cose si complicano. Spesso chi partecipa alle iniziative lo fa in maniera routinaria e disincantata. Ciò non toglie che il contatto con gli altri è sempre fondamentale.</em></p>
<p>In alcuni di questi incontri si illustrava la legge “Lazzati”, una legge lametina e calabrese doc per la legalità in Italia. Vedo che le iniziative continuano e la legge viene recepita bene. Non me l’aspettavo … </p>
<p><em>Intorno a questa legge si è creato un certo entusiasmo proprio perché l&#8217;idea è nata sul nostro territorio. Il fatto che con legge sia stato sancito il divieto di propaganda elettorale per i sorvegliati speciali e che sia stata prevista come reato sia l&#8217;inosservanza del divieto che il comportamento del politico che si avvale della collaborazione dei mafiosi è recepito come un fatto positivo, chiarificatore. Ora poi si sta passando alla fase operativa. A Rosarno si sono svolte le prime elezioni dopo la sua entrata in vigore e anche questo può avere avuto il suo peso.</em>  </p>
<p>Con la paternità della legge “Lazzati” ci siamo presi una rivincita. Per contrasto, poi, ci sono le bombe di Reggio Calabria al Tribunale, alle abitazioni di magistrati e le centinaia di attentati verso gli amministratori calabresi, messi quotidianamente in difficoltà … </p>
<p><em>Gli enti locali, tra minacce agli amministratori, tagli economici e tentativi di infiltrazioni della criminalità organizzata sono in difficoltà ma costituiscono comunque il luogo da cui ripartire per riprendersi il controllo del territorio e per costruire progetti democratici. L&#8217;importante sarebbe mantenere un&#8217;interlocuzione con la comunità che le amministrazioni, spesso proprio perché schiacciate dalle difficoltà, finiscono per non coltivare a sufficienza. Quanto alla magistratura calabrese, bisogna ammettere che negli anni che ci lasciamo alle spalle non si è distinta per la sua incisività. Qualcosa sembra cambiare e gli esempi positivi non mancano ma i magistrati calabresi attenti solo all&#8217;avvio dei processi sono tanti mentre quello che conta è il risultato finale. Le assoluzioni, sia quando riguardano uomini di &#8216;ndrangheta sia quando riguardano politici, più che attestare l&#8217;innocenza degli inquisiti dimostrano le difficoltà nella fase della raccolta delle prove. Un fenomeno nuovo è poi quello degli attentati ai giornalisti &#8230;</em></p>
<p>E&#8217; stato scritto più di un libro sull&#8217;argomento &#8230;</p>
<p><em>E&#8217; un argomento che è stato ben studiato. La novità che ha fatto scattare il meccanismo delle minacce è che molti cronisti hanno cominciato a raccontare i fatti per come si svolgono smettendola di guardare alla &#8216;ndrangheta come ad un fenomeno circoscritto e chiamando le cose con il loro nome. La reazione dà ragione a Saviano che non perde occasione per sottolineare la forza della parola.</em></p>
<p>A proposito di Saviano, nella trasmissione “Vieni via con me” di qualche settimana fa è stato ospite don Giacomo Panizza. Mi pare che abbia trasmesso un&#8217;immagine positiva.</p>
<p><em>Mi è molto piaciuto l&#8217;elenco letto da don Giacomo che in fondo ha proiettato una luce positiva anche su Lamezia, considerato che vive da noi da tantissimi anni e che, insieme alla sua comunità, è molto radicato sul territorio. E’ stato opportuno il riferimento agli attentati subiti da alcuni componenti del suo gruppo. Si tratta di un episodio di gravità inaudita che è stato probabilmente sottovalutato in città e su cui a suo tempo ho anche presentato un&#8217;interrogazione parlamentare. Pensiamo cosa significa sabotare i freni di una macchina guidata da una persona in carrozzina che per immettersi sulla strada deve percorrere una ripida discesa.</em>  </p>
<p>Un&#8217;occasione positiva, che in qualche modo ha richiamato la reazione dei giovani dopo l&#8217;omicidio Fortugno, è stata la manifestazione regionale organizzata a Reggio Calabria immediatamente dopo le bombe di Reggio. Ma anche lì le contraddizioni calabresi erano richiamate da uno striscione su cui c&#8217;era scritta una frase inquietante: “La ‘ndrangheta sta sfilando insieme a noi”.</p>
<p><em>Ho visto lo striscione. Il punto è che la pratica abbastanza frequente di associare l&#8217;antimafia alle parole anziché ai fatti e ai comportamenti concreti consente a chiunque di proporsi in maniera autoreferenziale come un testimone dell&#8217;antimafia. La conseguenza è che partecipare alle manifestazioni può essere imbarazzante, soprattutto per quanti non sono abituati a non vedere e a non capire.</em>    </p>
<p>Concludiamo con il grave incidente di Lamezia in cui sono morti sette ciclisti e tre loro compagni sono rimasti feriti, uno gravemente.</p>
<p><em>La mattina di domenica 5 dicembre 2010 la dimenticheremo difficilmente. Quella che ha colpito la nostra città è una tragedia immane, senza precedenti. Il dolore per la morte dei sette ciclisti, tutti molto conosciuti e apprezzati in città, è stato così intenso da trasformare il lutto delle sette famiglie in un lutto collettivo. Del resto è proprio per questo che è stato giusto proclamare il lutto cittadino. Mi ha molto colpito la compostezza e la dignità delle famiglie coinvolte, tutte famiglie perbene, un pezzo importante della Lamezia migliore. Al funerale, poi, c&#8217;erano migliaia di persone. Nessun errore di comportamento, nessun eccesso. L&#8217;immagine che ne è uscita è stata di una città dolente ma dignitosa e civile. Questa Lamezia, che ho avuto tante occasioni, anche liete, per conoscere io continuo ad amarla profondamente. E&#8217; che spesso nella mediocrità della vita quotidiana non la ritrovo.</em>  </p>
<p>Avremmo potuto parlare del PD lametino e del perché non ha rappresentanti in giunta, della sanità ed in particolare delle condizioni in cui versa l&#8217;Ospedale che tra l&#8217;altro hai visitato proprio in questi giorni, dell&#8217;iniziativa sulla giustizia che si è tenuta nel mese di novembre a Palazzo Nicotera, in cui si è visto un uditorio attento e partecipe, del libro “Terroni” di Pino Aprile che hai presentato a Roma all&#8217;Hotel Nazionale e di cui abbiamo tanto discusso in privato &#8230; </p>
<p><em>Vorrà dire che continueremo la conversazione in un&#8217;altra occasione. Intanto, approfitto dell&#8217;ospitalità sul giornale che cade a ridosso del periodo natalizio per esprimere il mio affetto e la mia vicinanza a tutti i lametini, e soprattutto a quelli che vivono condizioni di maggiori difficoltà e sofferenza. So quanto è importante non sentirsi soli e vorrei poter compiere per tutti un gesto che colmi le distanze e faccia sentire la vicinanza. E&#8217; con questi sentimenti che tanti anni fa nacque il cenone del Capodanno in piazza, per offrire a tutti un luogo dove attendere il nuovo anno mettendo insieme i progetti e le speranze. Lamezia è nel mio cuore come allora.</em></p>
<p>il Lametino &#8211; 18 dicembre 2010</p>
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		<title>Intervista a Doris Lo Moro sui bandi di gara per il rinnovo della convenzione con le banche per l&#8217;assegnazione del servizio di tesoreria del Comune di Gioia Tauro</title>
		<link>http://www.dorislomoro.it/dlm/intervista-a-doris-lo-moro-sui-bandi-di-gara-per-il-rinnovo-della-convenzione-con-le-banche-per-lassegnazione-del-servizio-di-tesoreria-del-comune-di-gioia-tauro.html</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 13:22:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Comune di Gioia Tauro, già sciolto due volte per infiltrazione mafiosa, è alle prese con problemi finanziari perché nessuna banca è disposta a fare anticipazioni di cassa
ROMA, 23 novembre 2010 &#8211;  di Giovanna Reanda 
 
Radio Radicale
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comune di Gioia Tauro, già sciolto due volte per infiltrazione mafiosa, è alle prese con problemi finanziari perché nessuna banca è disposta a fare anticipazioni di cassa</p>
<p>ROMA, 23 novembre 2010 &#8211;  di Giovanna Reanda </p>
<p> <object width="400" height="24" data="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&#038;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/316466?30105" type="application/x-shockwave-flash"><param name="movie" value="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&#038;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/316466?30105" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /></object></p>
<p>Radio Radicale</p>
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		<title>Il ddl Lazzati è legge dopo 17 anni</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Oct 2010 20:38:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Radio24 &#8211; &#8220;Sotto tiro &#8211; storie di mafia e antimafia&#8221; di Roberto Galullo
Radio24
Lo scorso 6 Ottobre il Senato ha approvato all’unanimità con 252 voti favorevoli e uno solo astenuto il ddl “Lazzati”, che impone il divieto di propaganda elettorale per le persone sottoposte a misura di prevenzione per reati di mafia. Una battaglia lunga e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Radio24 &#8211; &#8220;Sotto tiro &#8211; storie di mafia e antimafia&#8221; di Roberto Galullo</p>
<p><a href='http://www.dorislomoro.it/dlm/wp-content/uploads/2010/10/Radio24.wma'>Radio24</a></p>
<p>Lo scorso 6 Ottobre il Senato ha approvato all’unanimità con 252 voti favorevoli e uno solo astenuto il ddl “Lazzati”, che impone il divieto di propaganda elettorale per le persone sottoposte a misura di prevenzione per reati di mafia. Una battaglia lunga e tortuosa, durata ben 17 anni, quella della legge Lazzati, promossa e voluta dal “Centro Studi Lazzati” e dal suo fondatore, il giudice calabrese Romano De Grazia, ex magistrato della Suprema Corte di Cassazione. Ospite della puntata il magistrato Doris Lo Moro, già assessore alla sanità in Calabria e oggi deputata Pd. </p>
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		<title>Intervista Calabria TV &#8211; &#8220;Calabria allo specchio&#8221;di Sarah Incamicia</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Oct 2010 09:17:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Calabria TV &#8211; &#8220;Calabria allo specchio&#8221;di Sarah Incamicia &#8211; 15 ottobre 2010
http://www.calabriatv.net/programmi/dettaglio.asp?id=528
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Calabria TV &#8211; &#8220;Calabria allo specchio&#8221;di Sarah Incamicia &#8211; 15 ottobre 2010</p>
<p><a href="http://www.calabriatv.net/programmi/dettaglio.asp?id=528">http://www.calabriatv.net/programmi/dettaglio.asp?id=528</a></p>
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		<title>«Politici e boss, e Maroni?»</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Oct 2010 21:49:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ultimi Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[IlQuotidiano &#8211; sabato 9 ottobre 2010
La Lo Moro chiede al Ministro ragione sull’incontro di Zappalà e Cesareo dai Pelle
Intervista di Andreana Illiano 
La deputata: «Analizziamo anche il voto di Condofuri alle regionali»
«Analizziamo i voti, quelli regionali,quelli di Condofuri, il Comune sciolto da poco per mafia. La politica sia severa, severissima, con la mafia. Teniamo conto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>IlQuotidiano &#8211; sabato 9 ottobre 2010</p>
<p><em>La Lo Moro chiede al Ministro ragione sull’incontro di Zappalà e Cesareo dai Pelle</em></p>
<p>Intervista di Andreana Illiano </p>
<p><em>La deputata: «Analizziamo anche il voto di Condofuri alle regionali»</em></p>
<p>«Analizziamo i voti, quelli regionali,quelli di Condofuri, il Comune sciolto da poco per mafia. La politica sia severa, severissima, con la mafia. Teniamo conto dei politici che vanno dai capimafia». A parlare è Doris Lo Moro, deputata del Pd che scende in campo a difesa di Angela Napoli, deputata del Fli che alla trasmissione“Anno zero” ha avuto un confronto, diciamo serrato, duro, con la sottosegretaria, Daniela Santachè.</p>
<p>La Lo Moro va oltre la polemica in sé. Non fa un riferimento esplicito,ma è chiaro lo scalpore, oggi, sulla vicenda del consigliere regionale Santi Zappalà (Pdl) e Vincenzo Cesareo, candidato non eletto alle regionali, che, in momenti, diversi, secondo una relazione dei Ros, fecero visita al capomafia di San Luca, Giuseppe Pelle.<br />
Per ipolitici non c’è avviso di garanzia. Non sono indagati. Il verbale dei Ros parla di un solo episodio a testa, a ridosso della campagna elettorale. Entrambi i politici non hanno voluto rilasciare dichiarazioni. </p>
<p>Ma il dibattito politico è aperto. La Lo Moro lo apre proprio in relazione alla nuova legge, la Lazzati, approvata da qualche giorno.<br />
E stavolta ci sono regole precise da rispettare.«Con la nuova normativa in vigore – afferma la Lo Moro &#8211; non si risolve tutto, ma se il voto di scambio era difficile da dimostrare, adesso ci troviamo di fronte ad una legge che considera imputabile di reato il politico che si fa aiutare in campagna elettorale da un mafioso. Siamo cauti, tutto questo va dimostrato, ma adesso la Lazzati c’è. E se fosse vero che un candidato si fa aiutare da un sorvegliato speciale, nei suoi confronti si ipotizzerebbe appunto un reato».</p>
<p>Fa di più la Lo Moro lancia una provocazione, un invito alla riflessione:«Io analizzo numeri,vede a Condofuri, Comune sciolto per mafia, alle ultime regionali Scopelliti ha ottenuto 1804 voti, Loiero 786 e Callipo 105. Alle precedenti elezioni il voto, per coalizioni, era invertito. Non è un segno da analizzare?».</p>
<p>Inoltre la Lo Moro aggiunge: «Sa il Ministro dell’Interno che vi è riscontro di visite di candidati e consiglieri regionali del PDL a Giuseppe Pelle, il capomafia di San Luca?<br />
Sa il Ministro dell’Interno che sono emersi contatti e frequentazioni tra &#8216;ndranghetisti e un ufficiale della Direzione investigativa antimafia, nell’ambito dei quali sarebbe stata valutata persino la possibilità di individuare il nascondiglio di latitanti di altri clan per farli arrestare?<br />
O si pensa che non rispondere a domande precise, come il Governo ha già fatto altre volte, per esempio in risposta ad una interpellanza urgente sulla nave dei veleni,possa rinviare sine die un problema, quasi che saperne di più su Giovanni Zumbo e su personaggi dello stesso genere sia una curiosità e non una necessità?<br />
Ha ragione Angela Napoli quando dice che rispetto ad alcune questioni, come il contrasto alla criminalità organizzata e la richiesta di attenzione sull&#8217;emergenza criminale in Calabria, non dovrebbero valere i vincoli di appartenenza. Inoltre la Santanchè rappresenta molto male le parlamentari del Pdl. Ricorderanno del resto l&#8217;interpellanza con cui da parlamentari donne del PD abbiamo chiesto inutilmente che venisse dimissionata in occasioni di sue vergognose affermazioni.</p>
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		<title>Donne, abbattiamo il maschilismo</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Oct 2010 08:28:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Intervista Lo Moro
Mezzoeuro &#8211; intervista di Francesca Gabriele a Doris Lo Moro 
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://www.dorislomoro.it/dlm/wp-content/uploads/2010/10/Intervista-Lo-Moro.pdf'>Intervista Lo Moro</a></p>
<p>Mezzoeuro &#8211; intervista di Francesca Gabriele a Doris Lo Moro </p>
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		<title>Perfidia Web &#8211; Incontro con Doris Lo Moro</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 22:11:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Antonella Grippo

Chiacchierata tra due amiche schiette e disinvolte, la quarta puntata di Perfidia Web. Antonella Grippo incontra la raffinata Doris Lo Moro, in un’inconsueta atmosfera gioviale che sembra riuscire a stemperare anche gli inferi di Perfidia. Ma è solo una percezione “ambientale”. I toni pacati dell’ospite, il suo modo di parlare posato e attento, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Antonella Grippo</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/WkXwQEzAD_M&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/WkXwQEzAD_M&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p>Chiacchierata tra due amiche schiette e disinvolte, la quarta puntata di Perfidia Web. Antonella Grippo incontra la raffinata Doris Lo Moro, in un’inconsueta atmosfera gioviale che sembra riuscire a stemperare anche gli inferi di Perfidia. Ma è solo una percezione “ambientale”. I toni pacati dell’ospite, il suo modo di parlare posato e attento, veicolano dichiarazioni risolute e sferzanti.<br />
La deputata del Pd non esita ad assecondare la sarcastica Grippo e risponde a tono alle considerazioni provocatorie della giornalista: «Ma non te l’hanno ancora tolta la bicicletta dal Pd?» «Se non me l’hanno tolta in quindici anni, ormai non accadrà. Piuttosto sono io che potrei togliere qualche strumento a qualcun altro». Lo strumento cui allude &#8211; spiega &#8211; sono i pacchetti di tessere, da togliere ai tanti che li ostentano senza curarsi dell’evidente paradosso della loro numerosità, ovvero la speculazione sul bisogno del cittadino. Insomma, più tessere di iscritti uguale più cittadini scontenti dello stato attuale della politica.<br />
Le parole di Doris Lo Moro non celano l’amarezza per i meccanismi malsani della pratica governativa, della quale si sente parte critica, da un lato, ma orgogliosa rappresentante dall’altro. Ex assessore regionale alla Sanità, oggi deputata della Repubblica, la più votata in Calabria durante il governo Loiero: «Nonostante i vari Nicola Adamo, Peppe Bova e tanti altri». È una bandiera da far sventolare la benevolenza dei cittadini, unica risposta civile – e in linea con la correttezza che confà alla Lo Moro – a tutti i suoi detrattori. Tuttavia, dopo i primi minuti di conversazione, forse ispirata dall’ambientazione infernale di Perfidia Web, l’ospite comincia ad allinearsi allo spirito della trasmissione: «Oggi io sono un deputato del Parlamento nazionale e i miei avversari sono consiglieri regionali. Per chi ha una mente nobile è chiara l’equivalenza dei due ruoli, ma per chi è greve e sta attento solo alle ‘patacche’, il Parlamento nazionale conta qualcosa di più». Dopo una simile dichiarazione, la stessa Perfidia si sente di dover concedere il primo posto per crudeltà alla Lo Moro, auto-declassandosi a seconda sul podio. Naturalmente, la Grippo non si lascia scappare l’occasione di incalzare quella crudeltà e stuzzica l’ospite chiedendo di fare il nome di chi secondo lei è «il meno attrezzato del Pd» o di dedicare una «cattiveria a una donna del suo partito». Doris Lo Moro non si tira indietro e fa i nomi di Bova, Eva Catizione («Ma che ne sa lei della sanità»), riconosce a Nicola Adamo l’intelligenza di chi si sa adattare ai tempi, ma immediatamente ne sottolinea la pericolosità.<br />
Perfidia introduce la questione delle donne nella politica, e lo fa attraverso l’equazione brunettiana: “Fighe a destra, cozze a sinistra”: «In sostanza tu abiti impropriamente il Pd, perché sei una gran figa» domanda Perfidia. «Sì, ma sarà perché dopo i cinquanta non ci badano più», risponde l’ex sindaco di Lamezia Terme. «Insomma, puoi pure essere una bella donna, ma tanto sei vecchia». La Lo Moro, però, abbraccia solo per un momento il lato ironico della discussione e immediatamente mette sul piatto la sua vera opinione: «Non capisco perché noi donne non siamo solidali tra noi. Dovremmo fare invece una piccola rivoluzione, per non essere più solo le madri, le figlie o le mogli di qualcuno a cui intestare proprietà scomode».<br />
Anche questa volta il salotto infernale di Perfidia Web ha svelato il lato più oscuro – ma per questo, il più trasparente – degli ospiti che accoglie. La Lo Moro, poi, ha aggiunto quel tocco di raffinata crudeltà, che sa scuotere gli animi (e le menti) senza alzare di un solo decibel in più il tono della voce. </p>
<p>ilquotidianoweb.it</p>
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		<title>Intervista a Doris Lo Moro &#8211; Mezzoeuro 8 maggio 2010</title>
		<link>http://www.dorislomoro.it/dlm/intervista-a-doris-lo-moro-mezzoeuro-8-maggio-2010.html</link>
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		<pubDate>Sat, 08 May 2010 21:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Faccio mio l’allarme di Guccione
Il deputato Doris Lo Moro rientra a pieno titolo nel Pd calabrese. «Bersani non può rimanere estraneo al declino del partito in Calabria. Costi quel che costi bisogna ripartire. Io sono disposta ad esserci»
di Francesca Gabriele
Militare in un partito presuppone anche l’essere dotati di senso di responsabilità che sembra proprio non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Faccio mio l’allarme di Guccione</strong></p>
<p><em>Il deputato Doris Lo Moro rientra a pieno titolo nel Pd calabrese. «Bersani non può rimanere estraneo al declino del partito in Calabria. Costi quel che costi bisogna ripartire. Io sono disposta ad esserci»</em></p>
<p>di Francesca Gabriele</p>
<p>Militare in un partito presuppone anche l’essere dotati di senso di responsabilità che sembra proprio non mancare al deputato Doris Lo Moro, la quale, subito dopo la pubblicazione della lettera inviata dal segretario regionale del Pd, Carlo Guccione al segretario nazionale, Pierluigi Bersani, ha annunciato il suo ritorno attivo nel partito, dopo l’autosospensione, Guccione, lo ricordiamo, all’interno della missiva ha sollecitato l’apertura di una nuova fase politica chiedendo che si ponga definitivamente la parola fine a quelle che nero su bianco ha definito «vecchie pratiche intrise di tatticismi e di furbizie». Parole, quelle del segretario regionale, che si sono trovate in sintonia perfetta con il pensiero della Lo Moro che non ha dubbi: «Occorre ripartire per rilanciare il Pd in Calabria tagliando definitivamente i ponti con il partito delle tessere e dei tatticismi». </p>
<p>Della fase critica che sta attraversando il Partito democratico calabrese, delle posizioni discutibili di Bova, Adamo e dello stesso Loiero, dell’assenza di Minniti e di tanto altro, noi di Mezzoeuro, abbiamo voluto parlarne con il deputato Lo Moro.</p>
<p>Onorevole, c’è chi minaccia di lasciare il Pd e c’è chi come lei decide di porre fine all’autosospensione. Cos’ è cambiato nelle ultime ore?<br />
&#8220;Personalmente, non ho mai pensato di andare via dal Pd. Mi sono autosospesa dal partito calabrese rimanendo parte integrante del gruppo parlamentare ed intensificando il lavoro, tanto che in questi mesi, ho sostenuto in aula provvedimenti molto importanti: dalla mozione sull’immigrazione, al decreto legge salvaliste. Questo è il segno tangibile che non ho mai abbondato il Pd.&#8221; </p>
<p>Lei, non ha condiviso il modo con il quale è stata affrontata la questione elezioni regionali. Perché?<br />
&#8220;La competizione elettorale si è rivelata una catastrofe. Il risultato è sotto gli occhi di tutti.&#8221;</p>
<p>Una catastrofe figlia di chi?<br />
&#8220;In parte viene da lontano ed è anche il frutto di come si è lavorato. Di come si è arrivati alla ricandidatura di Loiero, per non parlare delle deroghe che sono state accordate. Quella appena trascorsa non poteva essere la mia campagna elettorale. Un tutto contro tutti che ha portato alla sconfitta. Il tutto contro tutti avviene sempre tra un gruppo oligarchico. In Calabria, dopo un iniziale momento che sembrava essere positivo, in cui si era detto: fuori le statue di sale, i pacchetti delle tessere, i capibastone (il riferimento è all’epoca veltroniana, ndr), si è finito per decidere tutto sulla base di equilibri provati tra i vari capicorrente. Se tutto contro tutti significa: Bova contro Loiero, Adamo contro Loiero, e tutto questo si svolge all’interno del teatrino della politica, non mi preoccupo.&#8221;</p>
<p>Come fa a non preoccuparsi?<br />
&#8220;Questi personaggi rischiano di spegnere la passione dei militanti. La denuncia che ha fatto ieri Guccione va interpretata.&#8221; </p>
<p>Lei come l’ha interpretata?<br />
&#8220;Questo è il momento di testimoniare che esiste un altro modo di fare politica che non è quello di trovare un equilibrio tra i gruppi<br />
di potere, ma cominciare a parlare dei problemi che interessano le persone. Problemi che non sono riconducibili ai ruoli di Tizio e di Caio, bensì alla capacità di affrontare temi politici importanti. La mia non è una guerra di posizione. Non ho nulla da chiedere o da ottenere. Voglio solo aiutare il Pd a radicarsi tra la gente.&#8221; </p>
<p>Il primo anno dell’esecutivo Loiero doveva essere quello della svolta. Sono, invece, partiti degli attacchi feroci nei suoi confronti che, in quella fase, ricopriva il ruolo di assessore con delega alla salute. La guerra tra bande ha avuto luogo nel periodo appena citato?<br />
&#8220;La composizione degli equilibri era soprattutto tra presidente e vice. Purtroppo dobbiamo parlare sempre delle stesse persone nei confronti delle quali, lo sottolineo, non nutro astio. Contesto solo il loro modo di fare politica. Per quanto riguarda la fase alla quale fa riferimento nella sua domanda, è stato contrassegnata dall’omicidio Fortugno. I contrasti nei miei confronti hanno avuto luogo subito dopo, nel corso del secondo anno di amministrazione, quando iniziavano ad arrivare a compimento gli atti di riforma sui quali lavoravo.&#8221;</p>
<p>Si è data una spiegazione sul perché Nicola Adamo l’ha attaccata quando ricopriva il ruolo di assessore alla salute?<br />
&#8220;Apprezzo l’intelligenza di Nicola Adamo. C’è, però, da dire che, quando lui e il gruppo che decide per lui, si orientano su azioni di contrasto nei confronti di qualcuno, non ha eguali. So bene di essere stato un obiettivo del gruppo dirigente dell’epoca (il riferimento è agli ex Ds, ndr). La logica di questa oligarchia di partito era quella di non consentire che altri crescessero. In quegli anni le soddisfazioni che raccoglievo non potevano che dare loro fastidio. C’era da spazzare via il consolidamento di una leadership che in quel momento io potevo rappresentare.&#8221;</p>
<p>Bova e Adamo sono stati parte dell’esecutivo Loiero fino all’ultimo giorno. Possono oggi chiamarsi fuori addossando la responsabilità a chi gestisce da pochi mesi questo partito?<br />
&#8220;No. Questa è una sciocchezza. Le responsabilità sono parte di tutti, compresa me medesima e Guccione. Ci sono stati momenti in cui potevamo parlare e non l’abbiamo fatto. Certo, c’è chi responsabilità ne ha di più, chi meno. Non c’è dubbio che Loiero, Bova e Adamo dall’inizio di questa storia rappresentano la faccia della stessa medaglia. Litigano, ma poi compongono il tutto. Serve un colpo di spugna.&#8221;</p>
<p>In tutto questo Minniti ha avuto un ruolo?<br />
&#8220;Il limite di Minniti è quello di aver dovuto poggiare il ruolo di segretario sempre su qualcuno dei soggetti citati prima. Non ha lavorato per costruire un seguito personale. La sua solidarietà nei miei confronti è rimasta sempre nel privato. Non è mai diventata una battaglia politica. In questo momento anche lui sta pagando un prezzo. Non c’è in questa discussione perché non ha gli strumenti per dire la sua ed essere decisivo. Minniti ha le sue responsabilità.&#8221;</p>
<p>La minaccia di uscire dal partito. Gli attacchi al segretario regionale. Cosa temono i potenti del Pd?<br />
&#8220;Le minacce non m’impressionano. Sono convinta che se alle prossime elezioni ci presenteremo senza i soliti nominativi creceremo. Mi chiede cosa temono. Temono di rimanere fuori dai giochi del futuro. Il loro è un virus: non sono mai grati a nessuno. Non sono mai soddisfatti di nulla.&#8221;</p>
<p>Dove vuole arrivare Loiero?<br />
&#8220;Uno che perde in questo modo dovrebbe avere il coraggio di ridimensionare le sue aspettative e pensare che ha avuto tanto dalla politica.&#8221;</p>
<p>E Bova e Adamo?<br />
&#8220;Vale lo stesso discorso. A preoccuparmi sono le difficoltà che incontrano i giovani ad entrare nella politica occupata dai settantenni.&#8221;</p>
<p>Dove porterà la strada intrapresa da Carlo Guccione?<br />
&#8220;L’augurio che mi faccio è che il segretario regionale riesca ad allertare l’attenzione del Nazionale sulla questione calabrese. Bersani non può rimanere estraneo al declino del partito in Calabria. Costi quel che costi bisogna ripartire. Io sono disposta ad esserci.&#8221;</p>
<p>Condivide l’allarme di Guccione?<br />
&#8220;Oggi condivido l’allarme di Guccione e mi trovo nella sua stessa posizione: quella di chi non ha nulla da chiedere, ma qualcosa da offrire, in primis, l’impegno per la costruzione di un partito che sappia far crescere nuove leadership e che guardi in avanti.&#8221;</p>
<p>Si parla di commissariamento. Del Pd?<br />
&#8220;Questa strada, leggendo la lettera inviata da Guccione a Bersani, la vedo aperta. Non ho paura del commissariamento se questo significa fare tutti un passo indietro per costruire un partito plurale.&#8221;</p>
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		<title>Intervista a Doris Lo Moro &#8211; CalabriaOra 3 maggio 2010</title>
		<link>http://www.dorislomoro.it/dlm/il-ciclone-doris-sul-pd-basta-con-i-soliti-potenti.html</link>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 10:37:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ciclone Doris sul Pd: basta con i soliti potenti.
La Lo Moro ribadisce la sua autosospensione e attacca: «Loiero, Bova, Adamo e Guccione litigano per le poltrone». Doris Lo Moro è un fiume in piena. 
Conferma la volontà di autosospendersi dal Pd e attacca i vertici del partito: in Calabria pare non accorgersi nessuno che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il ciclone Doris sul Pd: basta con i soliti potenti.</strong><br />
<em>La Lo Moro ribadisce la sua autosospensione e attacca: «Loiero, Bova, Adamo e Guccione litigano per le poltrone»</em>. Doris Lo Moro è un fiume in piena. </p>
<p>Conferma la volontà di autosospendersi dal Pd e attacca i vertici del partito: in Calabria pare non accorgersi nessuno che abbiamo perso le elezioni. La Lo Moro evidenzia inoltre come in consiglio regionale siano stati «riconfermati soggetti che hanno le maggiori responsabilità della nostra sconfitta» </p>
<p><strong>«In Consiglio eletti i responsabili della sconfitta»</strong><br />
<em>Lo Moro attacca: «Loiero, Bova, Adamo e Guccione pensano solo alle poltrone»</em></p>
<p>Doris Lo Moro non fa passi indietro e conferma la decisione di autosospendersi dal Pd calabrese: «Resta un dissenso netto rispetto alle decisioni prese dai vertici del partito». E’ un fiume in piena, la parlamentare lametina dei democrat.</p>
<p>Si potrebbe obiettare che le battaglie si fanno dall’interno dei partiti e non restando fuori.<br />
«Non sono d’accordo. Non sono andata alla direzione del Pd calabrese (si è riunita venerdì scorso ndr) per evidenziare la rottura che c’è tra me e i vari colonnelli calabresi. Da quanto emerso, appare chiaro che ancora mancano le condizioni per ripartire».</p>
<p>E quali sarebbero queste condizioni?<br />
«Prendere atto, in maniera seria, che abbiamo perso le elezioni. In Calabria pare non accorgersene nessuno. Tra l’altro non bisogna sottovalutare un altro dato: in consiglio regionale sono stati riconfermati alcuni soggetti che hanno le maggiori responsabilità della nostra sconfitta».</p>
<p>A chi si riferisce?<br />
«Ai “potenti” di turno. Penso a Loiero, Bova, Adamo e Guccione che adesso litigano per spartirsi quelle poche poltrone rimaste a disposizione ».</p>
<p>Accuse pesanti, senza dubbio. Ma lei poteva spendersi un po’ di più nell’ultima campagna elettorale. Non le pare?<br />
«Il mio disimpegno alle regionali non è presunto. Lo scriva chiaramente: non mi sono spesa per la coalizione perché alla fine hanno prevalso vecchie logiche che non mi appartengono».</p>
<p>Quali sarebbero queste vecchie logiche?<br />
«Penso a tutte le discussioni che hanno interessato la fase di definizione delle candidature».</p>
<p>Quella di Agazio Loiero è stata decretata dalle primarie indette dal suo partito.<br />
«Facciamo un passo indietro. Le primarie per legge sono state prima sospese e poi annullate con una decisione notturna e con l’avallo dei vari Loiero, Bova e Guccione».</p>
<p>Resta il fatto che il Pd calabrese le sue primarie le ha organizzate comunque.<br />
«Secondo lei dovrei accettare il responso di quella consultazione? Lo sanno tutti che si è trattato di primarie falsate nei risultati e nella partecipazione. Basta guardare a ciò che è successo in molti centri calabresi dove i votanti alle primarie sono stati superiori ai voti raccolti dal Pd alle regionali. Possiamo credere che tutto è stato regolare? Suvvia, siamo seri e guardiamo in faccia alla realtà».</p>
<p>A proposito di realtà: il centrodestra ha stravinto in Calabria. Il governatore Peppe Scopelliti parla di uno tsunami che ha travolto il loierismo.<br />
«Nulla da obiettare, la sconfitta è stata nettissima. Non si poteva pensare di guadagnare il consenso dei calabresi dopo mesi di divisioni e di liturgie inutili».</p>
<p>Lei parla quasi come se certe cose non la riguardassero.<br />
«Ma quale credibilità abbiamo se fino al giorno prima della riunione di Capo Suvero abbiamo attaccato Loiero e il suo governo e dopo lo abbiamo incoronato come il candidato che poteva assicurarci la vittoria. Tutto un po’ strano, a mio avviso».</p>
<p>Loiero, nel corso dell’ultima direzione regionale del Pd, non le ha certo riservato toni morbidi a proposito della gestione della sanità calabrese.<br />
«Non sono sorpresa per l’atteggiamento dell’ex governatore ma delusa perché Loiero tenta di scaricare sugli altri le proprie responsabilità. Mettere le mani nella sanità di questa regione non fu un’operazione facile. Tutt’altro. Basta pensare al fatto che i conti sono a tutt’oggi “ballerini”. E poi non bisogna dimenticare l’omicidio di Franco Fortugno che frenò, in maniera evidente, tutta la nostra azione riformatrice».</p>
<p>Torniamo alle vicende interne del Pd. Lei ha confermato la sua autosospensione dal partito calabrese. Questo significa che a Montecitorio non andrà via dal gruppo del Pd?<br />
«Significa che mantengo un’interlocuzione proficua con i livelli nazionali. Anzi a Bersani e agli altri maggiorenti chiedo di intervenire in maniera decisa sul partito calabrese. L’azzeramento della classe dirigente non basta se ad esso non si accompagna un lavoro di selezione dei futuri quadri dirigenti del partito».</p>
<p>Romano Prodi sostiene che i democratici vanno organizzati regione per regione. Tutto il potere ai venti segretari locali, ai quali deve essere affidato anche il compito di eleggere il capo del partito. Lei come la pensa sul punto?<br />
«Non sono d’accordo. Il Pd, come ha ripetuto Bersani, deve essere un partito dei territori. Sono convinta che ci sono le potenzialità per poter risalire la china. Per questo ho deciso di restare nel Partito democratico e di contribuire al suo rilancio».</p>
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