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	<title>Doris Lo Moro &#187; Interpellanze e Interrogazioni</title>
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		<title>INTERROGAZIONE a risposta scritta</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 14:16:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interpellanze e Interrogazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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		<description><![CDATA[Al Ministro dell&#8217;interno.
- Per sapere &#8211; premesso che: 
Isola di Capo Rizzuto è un paese della costa jonica calabrese, in provincia di Crotone, con poco più di quindicimila residenti, il cui territorio è condizionato da tempo dalla presenza di pericolose cosche mafiose, invasive e sanguinarie, che influiscono negativamente sulle condizioni di vita della comunità e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al Ministro dell&#8217;interno.</p>
<p>- Per sapere &#8211; premesso che: </p>
<p>Isola di Capo Rizzuto è un paese della costa jonica calabrese, in provincia di Crotone, con poco più di quindicimila residenti, il cui territorio è condizionato da tempo dalla presenza di pericolose cosche mafiose, invasive e sanguinarie, che influiscono negativamente sulle condizioni di vita della comunità e sull&#8217;economia del luogo (circostanze queste ben note al Ministero dell&#8217;interno che, attraverso il sottosegretario Nitto Palma, sarà presente, nella mattinata del 6 luglio, alla sottoscrizione in prefettura del patto antiracket «Io denuncio»; </p>
<p>l&#8217;attuale amministrazione comunale di Isola di Capo Rizzuto (insediatasi a seguito delle elezioni del 13 aprile 2008, dopo un lungo periodo di commissariamento, avviato per lo scioglimento di un precedente consiglio comunale per infiltrazioni mafiose e interrotto dall&#8217;insediamento di un&#8217;amministrazione durata meno di dieci mesi, con conseguente nuovo commissariamento prefettizio), la cui giunta è guidata dal sindaco, dottoressa Carolina Girasole, e composta, tra gli altri, da alcuni liberi professionisti della zona, ha scelto di utilizzare, quale principale metodo di guida della propria azione amministrativa, il rispetto delle regole imposte dalle leggi; </p>
<p>la situazione economico-sociale si presenta disastrata (centinaia di persone di ogni sesso ed età giornalmente bussano alla casa comunale in cerca di sussidi, aiuti economici, lavoro) e la macchina burocratica-amministrativa è completamente in panne (il numero dei dipendenti comunali è, per quantità e qualità, assolutamente insufficiente a garantire ed assicurare anche solo i servizi ordinari minimi ed indispensabili in una comunità civile; la situazione finanziaria è pregiudicata dall&#8217;enorme evasione tributaria, rispetto alla quale ogni tentativo di porvi rimedio è inevitabilmente vanificato dalla mancanza di fondi e di personale utile a farvi fronte); </p>
<p>in questo contesto, estremamente critico, sono state avviate delle azioni concrete per ridare alla comunità una prospettiva di legalità e di buona amministrazione. Si richiamano, in particolare: </p>
<p>a) la ferma presa di posizione dell&#8217;amministrazione comunale di collaborare con la prefettura di Crotone al progetto di riutilizzo di beni confiscati alla criminalità organizzata (si pensi alla mobilitazione e a quanto organizzato dalla giunta comunale, in collaborazione con la prefettura e l&#8217;associazione Libera, per la raccolta dei finocchi e la mietitura dell&#8217;orzo sui terreni confiscati alla famiglia Arena dell&#8217;omonima cosca); </p>
<p>b) la particolare attenzione posta dalla stessa amministrazione nel pretendere il pieno rispetto di tutte le norme relative alle diverse procedure burocratiche (ci si riferisce a numerosi procedimenti non portati a compimento, quali ad esempio alcune procedure relative all&#8217;acquisizione al patrimonio comunale di diversi ettari di terreno lungo la costa, mai acquisiti al patrimonio comunale nonostante apposite convenzioni urbanistiche relative alla lottizzazione Blandino, località Chiantata, in Le Castella; alla lottizzazione Riva dei Turchi, località Seleno, in Capo Rizzuto); </p>
<p>c) la determinazione con la quale la giunta comunale ha deciso di portare avanti la lotta all&#8217;abusivismo edilizio, con l&#8217;abbattimento di due manufatti abusivi sulla spiaggia di Capo Rizzuto e l&#8217;espletamento di apposita gara, purtroppo andata deserta, per l&#8217;abbattimento di una costruzione e di altri manufatti realizzati abusivamente sull&#8217;arenile fronte stante le località Capo Piccolo e Capo Rizzuto, che comunque nei prossimi giorni saranno abbattuti con la collaborazione della prefettura; </p>
<p>d) la decisione di intervenire direttamente ed in maniera incisiva, stravolgendo assetti d&#8217;interessi ormai consolidati da tempo, sul metodo di gestione di alcuni servizi comunali (campo profughi, darsena turistica, pulizia delle spiagge, manutenzione impianto di illuminazione pubblico, e altri); </p>
<p>e) la particolare attenzione dell&#8217;amministrazione sul fronte dell&#8217;energia alternativa (parchi eolici e fotovoltaici); </p>
<p>f) la grande attenzione posta dalla giunta comunale, al fine di migliorare l&#8217;efficienza e la funzionalità della macchina amministrativa, nella riorganizzazione dei settori, dei servizi e degli uffici, con l&#8217;avvio di iter procedimentali finalizzati all&#8217;espletamento di pubblici concorsi per l&#8217;assunzione di nuovo personale (comandante della polizia municipale, due vigili, tre geometri e un amministrativo) e con l&#8217;affidamento al personale in servizio di nuove e diverse mansioni e responsabilità; </p>
<p>g) il delicato groviglio di interessi che ruota intorno ai terreni comunali gravati da uso civico e alla relativa procedura di legittimazione ed affrancazione degli stessi; </p>
<p>h) infine, ultimo in ordine di tempo, l&#8217;approvazione di un piano triennale delle opere pubbliche che prevede interventi sul territorio per una somma complessiva di oltre 50 milioni di euro diluita nei tre anni; </p>
<p>dopo l&#8217;approvazione del bilancio comunale si è immediatamente scatenato un&#8217;azione di disturbo all&#8217;azione amministrativa dell&#8217;attuale giunta e che si sta svolgendo su almeno due fronti, fomentando gli animi contro l&#8217;amministrazione, attraverso azioni abbastanza mirate che hanno fatto leva sulle condizioni economico-sociali disagiate e disperate di molti cittadini, e intralciando l&#8217;azione amministrativa, attraverso condotte che all&#8217;interrogante appaiono dirette a tentare di bloccare l&#8217;attività degli uffici comunali; </p>
<p>si è cominciato con una fantomatica raccolta di firme (alcune delle quali si presentano con una grafia molto simile che lascia dubbi sulla loro autenticità) contro il sindaco, e si è continuato con una campagna mediatica fortemente denigratoria nei confronti dell&#8217;attuale giunta comunale, additata come portatrice di interessi particolari a scapito della comunità intera; </p>
<p>si è cercato in ogni modo di ostacolare il funzionamento del già debole apparato burocratico, in particolare, da parte di alcuni consiglieri di minoranza, con la scusa di volere svolgere la loro funzione di controllo, attraverso la presentazione di innumerevoli richieste di copie di atti, per esaudire le quali, gli uffici comunali avrebbero dovuto interrompere il loro servizio per mesi (nelle ultime richieste avanzate a giugno del 2010 i consiglieri di minoranza Riillo, Martino, Pullano e Timpa, chiedono al responsabile del settore affari generali, la rendicontazione economica delle attività relative alla gestione del campo profughi di Sant&#8217;Anna, per tutti gli anni dal 2001 al 2009 e al comandate della polizia municipale il rilascio di tutte le copie di tutte le pratiche relative a tutti i servizi e le attività svolte dallo stesso comando negli anni dal 2003 al 2010, nonostante il fatto che loro stessi sono stati amministratori di maggioranza nel periodo maggio 2006-marzo 2007); </p>
<p>alcuni di detti consiglieri di minoranza, ed in particolare i signori Antonio Riillo e Raffaele Martino, gli stessi soggetti che solo pochi mesi fa sono finiti sulle pagine dei giornali nazionali per essere stati ritratti in compagnia di alcuni pregiudicati (nel caso del senatore Di Girolamo) hanno richiesto ed ottenuto l&#8217;intervento della Commissione per l&#8217;accesso ai documenti amministrativi presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, tanto celermente (la richiesta da parte dei consiglieri è del 31 maggio 2010, la risposta indirizzata al comune da parte della Commissione è datata 9 giugno 2010), quanto stranamente, poiché la normativa di legge richiamata nella stessa risposta (articolo 27, comma 5, legge n. 241 del 1990), non ha nulla a che vedere con il diritto di accesso agli atti amministrativi da parte dei consiglieri di minoranza; </p>
<p>in questo velenoso clima creato ad avviso dell&#8217;interrogante per disturbare l&#8217;azione amministrativa, attraverso l&#8217;esasperazione delle tensioni esistenti sul territorio e l&#8217;indiscriminato attacco contro tutti gli atti amministrativi, si inseriscono gli episodi degli ultimi giorni; </p>
<p>in data 29 giugno 2010 una cittadina esagitata dalla disperazione entra nel palazzo comunale e cerca di aggredire fisicamente il sindaco, colpevole di non averle corrisposto un supporto economico preteso, ma non dovuto, dall&#8217;amministrazione comunale e accusandolo, per tale motivo, di essere la causa del fatto che l&#8217;autorità le porterà via la figlia. Solo la fortuita presenza ed il pronto intervento di alcuni impiegati hanno impedito nell&#8217;occasione che l&#8217;aggressione fisica venisse portata a compimento; </p>
<p>in data 2 luglio, l&#8217;autovettura della moglie del capo settore dell&#8217;ufficio urbanistica, dottor Agostino Biondi, parcheggiata nei pressi della sua abitazione, viene incendiata da parte di ignoti malfattori; </p>
<p>nella notte tra il 2 e il 3 luglio, la scena si ripete identica, con l&#8217;incendio dell&#8217;autoveicolo della moglie del vice sindaco Anselmo Rizzo; </p>
<p>nella notte tra il 4 e il 5 luglio, alle ore 1,30 viene incendiata la macchina in uso al sindaco Girasole (formalmente intestata al padre) -: </p>
<p>se e in che modo si ritenga di intervenire per garantire la sicurezza degli amministratori di Isola Capo Rizzuto; </p>
<p>se e quali iniziative si intendano porre in essere per consentire al sindaco Girasole e alla sua amministrazione di portare avanti in piena sicurezza il progetto di rinascita del comune di Isola Capo Rizzuto che non può continuare ad essere piegato dalla presenza di cosche violente ed invasive che hanno già dimostrato di avere interesse al «controllo» del territorio e delle sue istituzioni. </p>
<p>(4-07909)</p>
<p>LO MORO, OLIVERIO, LARATTA, MARINI </p>
]]></content:encoded>
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		<title>INTERROGAZIONE a risposta in commissione</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 07:14:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interpellanze e Interrogazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Al Ministro dell&#8217;istruzione, dell&#8217;università e della ricerca.
- Per sapere &#8211; premesso che: 
con deliberazione adottata dal senato accademico dell&#8217;università di Messina nella seduta del 17 maggio 2010, preceduta da delibera del medesimo senato accademico del 30 aprile 2010 e del consiglio di amministrazione dell&#8217;università della stessa data, viene, in particolare, modificato l&#8217;articolo 57 dello statuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al Ministro dell&#8217;istruzione, dell&#8217;università e della ricerca.</p>
<p>- Per sapere &#8211; premesso che: </p>
<p>con deliberazione adottata dal senato accademico dell&#8217;università di Messina nella seduta del 17 maggio 2010, preceduta da delibera del medesimo senato accademico del 30 aprile 2010 e del consiglio di amministrazione dell&#8217;università della stessa data, viene, in particolare, modificato l&#8217;articolo 57 dello statuto d&#8217;ateneo in modo da determinare la proroga di un anno del mandato del rettore e di tutti gli organi accademici; </p>
<p>tale iniziativa ha destato grande opposizione nella comunità accademica messinese, testimoniata dai ricorsi in opposizione, sottoscritti da numerosi docenti anche in rappresentanza di altri colleghi, già depositati presso il Ministero, nonché dai documenti contrari votati dalla facoltà di giurisprudenza e dai dipartimenti; </p>
<p>le ragioni dell&#8217;opposizione dei docenti contrari alla proroga appaiono condivisibili; </p>
<p>in vero, lo statuto dell&#8217;ateneo di Messina reca una norma sulla durata delle cariche accademiche. Le principali cariche accademiche, di durata originariamente triennale, hanno adesso durata quadriennale (a seguito della modifica apportata nel 2007, subito prima delle elezioni accademiche avvenute in quell&#8217;anno); </p>
<p>in generale, è prevista la possibilità di essere immediatamente rieletti nella stessa carica accademica una sola volta (per il rettore, l&#8217;articolo 8, comma 2; per i componenti il senato accademico, l&#8217;articolo 9; per i componenti il consiglio di amministrazione, l&#8217;articolo 10; per i presidi, l&#8217;articolo 16); </p>
<p>ad oggi, in particolare, il rettore (professor Francesco Tomasello) e la maggior parte dei presidi (economia: professor Luigi Ferlazzo Natoli; giurisprudenza: professor Salvatore Berlingò; ingegneria: professor Signorino Galvagno; lettere e filosofia: professor Vincenzo Fera; medicina e chirurgia: professor Emanuele Scribano; scienze della formazione: professor Antonino Pennisi; scienze matematiche e finanziarie: professor Mario Gattuso; scienze politiche: professor Andrea Romano) si approssimano alla scadenza del loro secondo mandato, essendo stati eletti una prima volta nel 2004 (per un triennio) e poi riconfermati nel 2007 (per un quadriennio). Non sono, pertanto, più rieleggibili; </p>
<p>nel novembre del 2009, furono iscritte all&#8217;ordine del giorno del senato accademico alcune proposte di modifiche statutarie tra le quali anche una concernente la proroga del mandato in corso di esaurimento del rettore e dei presidi. Si registrarono, ancor prima che il senato deliberasse, dure prese di posizione di alcuni dipartimenti, di facoltà, di docenti ed associazioni varie, tant&#8217;è che lo stesso rettore ritirò la proposta; </p>
<p>del tutto inaspettatamente, pertanto, il 30 aprile 2010 il senato accademico, investito nuovamente di una specifica proposta del rettore, approvava la modifica dell&#8217;articolo 57 dello statuto d&#8217;ateneo, in modo da determinare la proroga di un anno a favore di tutte le cariche accademiche in corso. In particolare, la modifica prevede l&#8217;inserimento in calce al vigente articolo 57 dello statuto d&#8217;ateneo della seguente formula: «In vista di una riforma organica del presente Statuto ed allo scopo di far fronte ai gravosi impegni richiesti dalla sua attuazione, i mandati in corso degli organi elettivi, compresi il Collegio dei revisori dei conti ed il Nucleo di valutazione di Ateneo, sono prolungati di un anno»; </p>
<p>tale provvedimento veniva approvato a maggioranza, con il voto contrario dei presidi della facoltà di medicina e chirurgia e di scienze matematiche e finanziarie (sono le due facoltà nelle quali opera circa il 65 per cento di tutto il corpo docente dell&#8217;ateneo), del rappresentante dei ricercatori, professor Santa Micali, e l&#8217;astensione del preside della facoltà di giurisprudenza, nonché di due rappresentati degli studenti; </p>
<p>nei giorni successivi si sono registrate varie prese di posizione e pronunciamenti contrari a quanto deliberato con documenti del dipartimento di diritto privato, di alcuni docenti, di associazioni e sindacati di docenti universitari, nonché della facoltà di giurisprudenza. Quest&#8217;ultima, con una mozione approvata all&#8217;unanimità nella seduta del 10 maggio 2010, alla quale interveniva anche il rettore, concludeva affermando che: «1. valuta positivamente il voto di astensione del Preside nella riunione del Senato Accademico del 30 aprile 2010 ritenendolo in linea con la delibera di Facoltà del 19 novembre 2009, assunta con il voto unanime dei presenti in quella seduta; 2. auspica che il Senato Accademico favorisca un ampio dibattito nelle Facoltà e nei Dipartimenti in ordine alle modifiche statutarie proposte; 3. sollecita il Senato Accademico a riconsiderare la delibera assunta in ordine alla proroga dei mandati elettivi» (http://www.giurisprudenza.unime.it); </p>
<p>anche i locali organi di stampa registravano varie prese di posizione critiche verso quanto deliberato; </p>
<p>nonostante ciò, secondo quanto risulta, la modifica statutaria sarebbe stata trasmessa al Ministero per il controllo di rito; </p>
<p>i docenti contrari alla delibera di proroga hanno così motivato il loro dissenso: </p>
<p>«1. Preliminarmente si deve evidenziare l&#8217;illegittimità del provvedimento in parola per violazione degli articoli 51 del codice di procedura civile e 6 decreto del Presidente della Repubblica-Dipartimento Funzione Pubblica 28 novembre 2000.<br />
Con la modifica statutaria in discussione, infatti, sono state prorogate tutte le cariche accademiche in corso di svolgimento tra le quali, in particolare, quelle del Rettore, dei Presidi di Facoltà e di tutti i componenti del Senato accademico e del Consiglio di Amministrazione che, de lege lata, sarebbero venute definitivamente a scadere secondo il naturale spirare dei rispettivi mandati (la maggior parte, il 31 ottobre 2011, senza possibilità di rielezione).<br />
La copertura di un ufficio pubblico, ed in particolare per quanto qui ci occupa, di una carica elettiva accademica, comporta un oggettivo interesse del titolare per l&#8217;indubbio prestigio che esso procura nel contesto accademico e sociale di riferimento, nella comunità scientifica, nonché per la diretta gestione delle vicende di governo degli interessi pubblici di competenza dei vari organi.<br />
Non va neppure sottaciuto che a norma dell&#8217;articolo 55 dello Statuto d&#8217;Ateneo è prevista un&#8217;indennità di carica per il Magnifico Rettore, per i pro-rettori e per i Presidi, ed un gettone di presenza per i componenti il Senato ed il Consiglio di Amministrazione.<br />
Ebbene, tutti i componenti del Senato accademico e del Consiglio di Amministrazione che, rispettivamente, hanno approvato e reso parere sulla proposta di modifica dell&#8217;articolo 57 dello Statuto (melius, di auto-proroga dei rispettivi mandati), avrebbero dovuto astenersi dal deliberare perché in oggettivo e palese conflitto d&#8217;interessi a norma degli articoli 6 decreto del Presidente della Repubblica 28 novembre 2000 e 51 del codice di procedura civile secondo il quale ha l&#8217;obbligo di astenersi colui che &#8220;ha interesse nella causa o in altra vertente su identica questione di diritto&#8221;.<br />
Tale ultima norma, com&#8217;è noto, è direttamente riferita all&#8217;obbligo di astensione del giudice, ma, per ultra-pacifica giurisprudenza, esprime un principio di ordine generale applicabile anche ai collegi deliberanti amministrativi derivante dal principio di imparzialità dell&#8217;Amministrazione ex articolo 97 della Costituzione: &#8220;l&#8217;obbligo di astensione nei procedimenti amministrativi va verificato con riferimento alle fattispecie circostanziate e tipizzate dall&#8217;articolo 51 del codice di procedura civile e deve essere comunque riferibile ai fatti specifici destinati a formare oggetto del successivo apprezzamento imparziale&#8221; (TAR Lazio, Sez. I, 29 aprile 2009, n. 4454; Cfr. ex multis, C.d.S., Sez. IV, Ord. 17 dicembre 2008, n. 6237/2008; Sez. II, 12 novembre 1997, n. 2598: Sez. VI, 25 settembre 1995, n. 98; C.d.s, Sez. IV, 3 marzo 2006, n. 1035, conferma Tar Lazio, Roma, sez. I, 14 settembre 2004 n. 9100).<br />
Secondo l&#8217;articolo 6, decreto del Presidente della Repubblica 28 novembre 2000, inoltre, &#8220;il dipendente si astiene dal partecipare all&#8217;adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere interessi propri &#8230;&#8221;.<br />
A tali elementari considerazioni non può obiettarsi che, trattandosi di un provvedimento di portata generale e riguardante lo Statuto, non trovano applicazione gli ordinari criteri in ordine all&#8217;obbligo di astensione per conflitto d&#8217;interessi. Ciò per varie considerazioni: </p>
<p>a) innanzitutto, la (non rigorosa, ma semplicemente ordinaria) applicazione del principio desumibile dagli articoli 51 del codice di procedura civile e 6 del decreto del Presidente della Repubblica 28 novembre 2000, comporta, com&#8217;è ovvio e giusto che sia, che un organo elettivo non possa deliberare su se stesso auto-prolungandosi il mandato in assenza di una specifica e tassativa norma di legge ma, al contrario, esercitando un&#8217;amplissima discrezionalità (arbitrarietà); </p>
<p>b) in secondo luogo, non è vero che si tratta di un provvedimento avente portata generale, ma di una norma-fotografia, che trova applicazione una tantum a favore dei soggetti che, hic et nunc, ricoprono cariche elettive; quella di cui si discute, infatti, non è una norma &#8220;a regime&#8221;, ma un provvedimento suscettibile di un&#8217;unica applicazione a favore dei suoi stessi autori e poi, a cascata (quasi come &#8220;effetto collaterale&#8221;), anche di tutti coloro i quali ricoprono le più varie cariche accademiche, ancorché estranei al Senato ed al Consiglio di Amministrazione d&#8217;Ateneo (la stessa relazione del Rettore di accompagnamento afferma che &#8220;la modifica statutaria proposta è prevista correttamente all&#8217;articolo 57, dedicato alle norme transitorie&#8230;&#8221;); </p>
<p>c) infine, che il principio di imparzialità della pubblica amministrazione ex articolo 97 della Costituzione, dal quale deriva l&#8217;obbligo di astensione per chi ha interesse sull&#8217;oggetto della deliberazione, non può soffrire deroghe se non in presenza di altri principi di pari rango con i quali doverosamente bilanciarsi (e non è certo il caso di scomodare la Costituzione nella vana ricerca di argomenti per giustificare il deliberato al quale qui ci si oppone).<br />
Si tenga, peraltro, presente, che i componenti del Senato sono stati richiamati espressamente all&#8217;obbligo di astensione in occasione del dibattito dal Preside della Facoltà di Scienze, Professor Mario Gattuso, ma tale avvertenza è stata tenuta in non cale dalla maggioranza di essi che hanno deliberato favorevolmente su&#8230; se stessi e sui mandati da loro stessi ricoperti, in palese contrasto con i principi sopra richiamati e con lo Statuto d&#8217;Ateneo vigente (che prevede, invece, la durata solo quadriennale della carica in corso di svolgimento).<br />
2. Va anche evidenziata la irregolare composizione del Senato e del Consiglio di Amministrazione per violazione degli articoli 3 e 6, del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 293.<br />
Nella seduta del 17 maggio 2010, infatti, facevano parte del Senato accademico i rappresentanti degli studenti (i signori Fabrizio Campolo, Salvatore Crisafi, Danilo Merlo, Mauro Prestipino) ancorché le loro cariche fossero scadute dal 31 ottobre 2009. I componenti del Consiglio di Amministrazione, Signori Antonio Nirta, Giancarlo Galluzzo e Ivan Cutè sono scaduti dalla carica il 31 dicembre 2009.<br />
I rappresentanti degli studenti presenti, infatti, sono stati eletti a seguito delle elezioni bandite con D.R. 28 marzo 2008, n. 1082/208. Secondo quanto è dato leggere nel provvedimento di chiamata dei comizi elettorali, le elezioni in parola hanno avuto luogo &#8220;per il Consiglio di Amministrazione dell&#8217;Università e dell&#8217;E.R.S.U.: 14-15-16 maggio 2008 per il biennio finanziario 2008-2009; b) per i restanti organi e per il C.S.A.S.U., le elezioni si svolgeranno nei giorni 14-15-16 maggio 2008, per il biennio accademico 2007/2008-2008/2009&#8243;.<br />
Poiché l&#8217;anno accademico 2008/2009 e l&#8217;anno finanziario 2009 sono terminati, rispettivamente il 31 ottobre ed il 31 dicembre 2009, i rappresentanti degli studenti in seno al Senato ed al Consiglio di Amministrazione sono ormai da tempo scaduti ed è pure abbondantemente spirato il termine di prorogatio ex lege.<br />
Com&#8217;è noto, infatti, a norma dell&#8217;articolo 3, del decreto-legge n. 293 del 1994, gli organi amministrativi scaduti sono prorogati ope legis per quarantacinque giorni ma, &#8220;decorso il termine massimo di proroga senza che si sia provveduto alla loro ricostituzione, gli organi amministrativi decadono&#8221; e &#8220;tutti gli atti adottati dagli organi decaduti sono nulli&#8221; (così l&#8217;articolo 6, decreto-legge n. 293 cit.).<br />
Poiché i provvedimenti qui contestati sono stati deliberati il 30 aprile ed il 17 maggio 2010, ne consegue l&#8217;insanabile invalidità degli atti posti in essere da un Senato accademico e da un Consiglio di Amministrazione così illegittimamente composti.<br />
3. Il provvedimento qui contestato, inoltre, si pone in contrasto con l&#8217;articolo 2 del decreto legislativo 7 settembre 1944, n. 264, a mente del quale il rettore è nominato con decreto del ministro.<br />
Il decreto di nomina, infatti, prevede specificamente la durata in carica del Rettore e non è certo nella disponibilità degli organi accademici approvare provvedimenti che si pongono in contrasto con quanto stabilito dal Ministero, in applicazione della legge, circa la durata del mandato.<br />
4. Nel merito, il provvedimento del quale si discute è palesemente illegittimo perché non è possibile apportare una modifica statutaria con efficacia retroattiva sui mandati in corso di svolgimento, molti dei quali iniziati ben tre anni addietro ed ormai prossimi alla definitiva scadenza (per cumulo di rinnovi).<br />
Se, infatti, è appena possibile per la legge derogare al principio di irretroattività ex articolo 11 delle preleggi, non lo è in nessun caso per una fonte di natura formalmente amministrativa, ma sostanzialmente regolamentare qual è uno Statuto d&#8217;Ateneo (cfr. C.d.S., Sez. VI, nn. 416/2004 e 973/2004).<br />
Il corpo elettorale, d&#8217;altronde, ha conferito il mandato elettivo sulla base di una complessa serie di valutazioni tra le quali vi era, indubbiamente, anche la durata del mandato e, quindi, la durata del mandato non può essere modificata con efficacia retroattiva, tantomeno dagli stessi beneficiari della novella.<br />
Peraltro, la originaria norma dello Statuto d&#8217;Ateneo, aveva fatto sorgere negli opponenti, ed in genere nella comunità e nel corpo elettorale accademici, l&#8217;aspettativa, giuridicamente qualificata, della durata predeterminata e certa del mandato elettorale. La modifica (si ripete, retroattiva) qui avversata ha travolto tale legittima aspettativa senza che sia possibile percepire alcun interesse pubblico meritevole di tutela per giustificare (in ipotesi) la lesione della loro posizione soggettiva attiva, ma solo quello degli attuali titolari delle cariche auto-prorogate.<br />
La relazione illustrativa portata dal Magnifico Rettore a sostegno della proposta di riforma dello Statuto, nella parte che qui ci occupa, adduce argomenti privi di qualsiasi valore motivazionale. In quella si legge, infatti, che &#8220;un clima elettorale, che coinvolgesse tutte le cariche elettive dell&#8217;Ateneo, pregiudicherebbe o renderebbe impossibile la realizzazione del progetto di rimodulazione della governance, condizionando le scelte strategiche necessarie per conseguire gli obiettivi prefissati di una modernizzazione del nostro Sistema&#8221; e che &#8220;un grande progetto di tale portata può essere realizzato solo nell&#8217;ambito di una condizione di stabilità&#8221;.<br />
Argomentare, infatti, che il processo di autoriforma dell&#8217;Ateneo messinese in corso di realizzazione (quale?) non si sarebbe ancora concluso sicché si imporrebbe il rinvio delle elezioni, è argomento giuridicamente e logicamente insostenibile per varie ragioni: </p>
<p>a) qualsiasi preteso processo riformatore può durare anni e, nella più assoluta normalità funzionale degli organi, interessare più amministrazioni che si succedono, ognuna portatrice del proprio indirizzo e della propria visione dei problemi in campo; </p>
<p>b) considerare il momento elettorale incompatibile con il governo delle istituzioni e dei processi riformatori è argomento antitetico al principio democratico, a mente del quale l&#8217;esercizio del diritto di voto costituisce un momento del tutto fisiologico nella vita di qualsiasi istituzione; </p>
<p>c) invocare la legge di riforma in corso di esame dinanzi al Parlamento è pure un fuor d&#8217;opera, trattandosi di un atto ancora giuridicamente inesistente e, in quanto tale, non bisognevole di nessuna attuazione; quando la riforma legislativa sarà approvata (con i contenuti che oggi non è possibile neppure prevedere), avrà al proprio interno le norme transitorie necessarie per affrontare il passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento universitario, senza bisogno oggi di anticipate è non richieste collaborazioni da parte degli atenei.<br />
5. La modifica ex post della durata del mandato, come si accennava, costituisce una grave violazione del principio democratico il quale impone proprio la periodica e predeterminata verifica del consenso e non la auto-conservazione nelle cariche. Se democrazia è, infatti, &#8220;governo previo consenso&#8221;, non può neppure concepirsi un&#8217;ipotesi di governo &#8220;a prescindere dal consenso&#8221;. Il mandato elettorale, infatti, ha un inizio ed una fine, entrambi predeterminati e non modificabili in un&#8217;auto-referenzialità autocratica del potere che, invece, dovrebbe (potrebbe) avere soltanto legittimazione democratica.<br />
D&#8217;altronde, se fosse possibile auto-prorogare un mandato in corso di svolgimento una volta, lo sarebbe anche una seconda ed una terza e poi, così, di seguito all&#8217;infinito. E perché, poi, solo per un anno? Sarebbe ben possibile una auto-proroga per un biennio o anche più, a libero piacimento dei diretti destinatari e beneficiari del provvedimento di auto-conservazione nell&#8217;ufficio pubblico (non più) elettivo!<br />
Non resta davvero, che cassare il provvedimento impugnato per la palese illegittimità che lo caratterizza»; </p>
<p>si aggiunge, apparendo tali rilievi non trascurabili, che secondo le notizie diffuse dalla stampa, l&#8217;attuale rettore, professor Francesco Tomasello, è attualmente sottoposto a giudizio per abuso di ufficio e tentata concussione, pendente davanti al tribunale penale di Messina, per le quali accuse è stato sospeso per due mesi dal GIP; </p>
<p>lo stesso rettore è stato, inoltre, sospeso una seconda volta per due mesi in altro procedimento pendente davanti al giudice dell&#8217;udienza preliminare di Messina; </p>
<p>entrambe le vicende hanno destato grande allarme nella comunità universitaria e cittadina messinese; </p>
<p>si precisa che l&#8217;Ateneo di Messina svolge un ruolo di particolare rilievo anche al di fuori della regione Sicilia, essendo frequentato da studenti di altre regioni ed in particolare da studenti della vicina Calabria -: </p>
<p>quali misure il Ministro intenda assumere in ordine alla iniziative promosse dall&#8217;attuale rettore dell&#8217;università di Messina, con particolare riguardo alla proposta di modifica dello statuto concernente la proroga di un anno del mandato del rettore e di tutti gli organi accademici, anche alla luce delle disposizioni contenute nel disegno di legge di riordino del sistema universitario promosso dallo stesso Ministro. </p>
<p>5-03167 &#8211; LO MORO </p>
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		<title>INTERROGAZIONE a risposta scritta</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 07:57:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al Ministro dell’Interno, on.le Roberto Maroni
Premesso che – Per sapere
Attorno alla mezzanotte di lunedì 21 giugno 2010, Antonio Bisignani, Sindaco di Sant’Agata d’Esaro, usciva dalla casa dei suoi genitori quando, in un vicoletto buio del piccolo centro dell’entroterra cosentino, veniva raggiunto e aggredito da due persone, con un’azione fulminea che non gli consentiva di accorgersi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al Ministro dell’Interno, on.le Roberto Maroni</p>
<p>Premesso che – Per sapere</p>
<p>Attorno alla mezzanotte di lunedì 21 giugno 2010, Antonio Bisignani, Sindaco di Sant’Agata d’Esaro, usciva dalla casa dei suoi genitori quando, in un vicoletto buio del piccolo centro dell’entroterra cosentino, veniva raggiunto e aggredito da due persone, con un’azione fulminea che non gli consentiva di accorgersi della presenza dei due e di riconoscerli. Il Sindaco riportava una ferita non grave al fianco sinistro, prodotta probabilmente da un’arma impropria (si ipotizza un portachiavi o un punteruolo), e veniva soccorso e trasferito in osservazione presso una casa di cura della zona. </p>
<p>L’episodio appare di particolare gravità perché preceduto da innumerevoli minacce ed atti intimidatori nei confronti dello stesso Sindaco di Sant’Agata d’Esaro e di altri amministratori dello stesso Comune e perché questa volta è stata posta in essere un’aggressione fisica nei confronti del Sindaco, il quale, a commento della violenza subita, ha messo in relazione gli episodi che si sono succeduti a suo danno, compreso l’ultimo, con l’attività politica, sottolineando che “fino ad un anno fa” aveva “una vita tranquilla”.     </p>
<p>Antonio Bisignani, dentista quarantunenne, è Sindaco dall’8 giugno 2009 e ha vinto le elezioni comunali candidandosi a capo di un’aggregazione civica. Gli episodi criminosi che di seguito si riepilogano, servendosi del lavoro prezioso di alcune testate regionali (cfr. in particolare l’articolo pubblicato in data 23 giugno dal Quotidiano della Calabria – “Ferito il Sindaco di Sant’Agata” di Francesco Mollo), hanno tutti riguardato il Sindaco direttamente o qualche altro componente della sua maggioranza :</p>
<p>Nel dicembre 2008 nello stabile dove risiede il consigliere Sergio Castellucci e dove Antonio Bisignani esercita la professione di dentista, vengono recapitate due lettere anonime che invitano i due candidati e futuri amministratori &#8220;a mettersi da parte &#8230; altrimenti saranno guai!&#8221; </p>
<p>Nella notte dell&#8217;8 maggio 2009, il giorno prima della presentazione delle liste elettorali, ignoti entrano in casa di Antonio Bisignani e danno fuoco a uno sgabuzzino adiacente all&#8217;abitazione e comunicante con essa; la famiglia Bisignani è costretta ad evacuare. Nei pressi dello stesso sgabuzzino viene poi rinvenuto un biglietto anonimo riportante la frase &#8220;Adeguati al sistema&#8221;. </p>
<p>Il 2 giugno 2009, all&#8217;alba, ignoti entrano nel garage di casa Bisignani  e danno fuoco a un&#8217;auto, una Fiat Cinquecento ritenuta di proprietà del Sindaco che in realtà apparteneva alla cognata. </p>
<p>Il 15 giugno 2009, presso l&#8217;ufficio dei Vigili Urbani viene recapitata una lettera minatoria anonima, con i nomi di quasi tutti i consiglieri, nella quale si intima di &#8220;fare attenzione ai propri figli&#8221;; nella parte inferiore del biglietto sono disegnate due bare : una più grande, chiusa con un fiocco, e una bara più piccola, con il coperchio aperto. Successivamente viene ritrovata un&#8217;altra lettera anonima con la minaccia &#8220;Preparatevi al peggio&#8221;. </p>
<p>Altre lettere e sms anonimi e minacciosi sono stati inviati a diversi assessori e consiglieri della nuova amministrazione guidata da Bisignani, con esplicita richiesta di dimissioni. </p>
<p>Il 14 luglio 2009 si verifica un&#8217;altra gravissima intrusione nella casa del Sindaco, con gravi danni: vengono bruciati i divani e il portatile; viene distrutto un televisore; con una bomboletta vengono scritte frasi minatorie sui pavimenti e su un secondo televisore; vengono disegnate croci sulle foto dei figli del Bisignani. </p>
<p>Il 27 luglio 2009 ignoti si sono introdotti nell&#8217;aula consiliare, prima di un consiglio comunale, ed hanno segnato con una croce il posto del Sindaco e del Vicesindaco, imbrattando i muri con la scritta &#8220;No cambio&#8221;. </p>
<p>Nello stesso periodo, nei pressi dell&#8217;abitazione dell&#8217;assessore Ranuino Bruno, contenuto in un sacchetto e appositamente posizionato sull&#8217;automobile di famiglia dello stesso amministratore viene rinvenuto il rene di un animale. </p>
<p>Nel mese di ottobre 2009, prima di una riunione di consiglio comunale, nell&#8217;aula consiliare viene rinvenuto un biglietto sulla sedia del Sindaco che avverte il primo cittadino di fare attenzione ai genitori; la stessa notte, dopo il consiglio comunale,  ignoti entrano a casa dei genitori del Sindaco e appiccano il fuoco a un divano. </p>
<p>Il 24 dicembre 2009, mentre il Sindaco e la figlia sono alla messa della Vigilia di Natale, la macchina del primo cittadino, parcheggiata nel cortile della scuola adiacente alla piazza principale, viene imbrattata di vernice. </p>
<p>Il 22 febbraio 2010, alle ore 23 e 15 circa, il Sindaco si reca a casa dei genitori e parcheggia la macchina nei pressi del centro storico. Poco dopo, al ritorno, il Bisignani ritrova la sua Mercedes completamente in fiamme.</p>
<p>Si aggiunge che anche l’episodio di lunedì scorso, sicuramente il più grave, si è verificato alla vigilia di un importante consiglio comunale.</p>
<p>Le intimidazioni ad amministratori costituiscono oramai da anni una specificità irrisolta della realtà calabrese, oggetto di innumerevoli denunce e di uno specifico rapporto elaborato annualmente da Legautonomie Calabria.</p>
<p>Succede anche che lo stesso amministratore sia soggetto a più intimidazioni. Il caso del Sindaco di Sant’Agata D’Esaro  è in tal senso emblematico e di inaudita gravità.</p>
<p>Il fenomeno, di dimensioni vastissime (circa 700 episodi censiti in Calabria), appesantisce il ruolo dei Sindaci e delle amministrazioni comunali che, nella situazione difficile in cui versa la Regione, aggravata dalla grave crisi attuale, finiscono per essere il riferimento più vicino per la cittadinanza ma anche il bersaglio più immediato per soggetti, associati e non, che tendono, con attività criminali, a condizionare la vita delle comunità locali.      </p>
<p>Quali iniziative sono state assunte a seguito delle denunce presentate dal Sindaco Bisignani, oggetto, insieme ad altri amministratori della sua stessa maggioranza, di innumerevoli atti di intimidazione e di violenza.  </p>
<p>Se e come è stata garantita la sicurezza personale del Bisignani.</p>
<p>Come si pensa di affrontare il problema degli attentati agli amministratori, che in Calabria ha oramai assunto caratteristiche allarmanti, ed appare aggravato dal fatto che nella stragrande parte dei casi non viene individuato alcun responsabile di  atti che, oltre a mettere a rischio gli amministratori e le loro famiglie, creano insicurezza nelle comunità amministrata.</p>
<p>LO MORO, MARINI, MINNITI</p>
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		<title>INTERPELLANZA URGENTE &#8211; Presidente del Consiglio dei Ministri</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 15:45:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al Presidente del Consiglio dei Ministri, on.le Silvio Berlusconi
Al Ministro delle Infrastrutture e dei  Trasporti, sen. Altero Matteoli
Per sapere – premesso che :
La programmazione della diga di Gimigliano sul fiume Melito risale al 1978, anno in cui l’opera è stata  inclusa in un programma di opere destinate ad essere finanziate dalla Cassa per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al Presidente del Consiglio dei Ministri, on.le Silvio Berlusconi<br />
Al Ministro delle Infrastrutture e dei  Trasporti, sen. Altero Matteoli</p>
<p>Per sapere – premesso che :</p>
<p>La programmazione della diga di Gimigliano sul fiume Melito risale al 1978, anno in cui l’opera è stata  inclusa in un programma di opere destinate ad essere finanziate dalla Cassa per il Mezzogiorno;</p>
<p>Nel lontano 1982 la Cassa per il Mezzogiorno approvava il progetto di costruzione della diga;</p>
<p>Nel 1983 l’esecuzione dei lavori veniva affidata in concessione al Consorzio di Bonifica Alli Punta di Copanello, confluito nel Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese, oggi associato all’URBI Calabria;</p>
<p>Si tratta di un’opera imponente,  la più grande in cantiere nel Sud, destinata a incidere molto sul territorio della provincia di Catanzaro e dell’intera Calabria, per l’entità dell’investimento &#8211; 260 milioni di euro circa, totalmente finanziati &#8211; e per la rilevanza dell’infrastruttura, destinata all’approvvigionamento idrico di decine di Comuni e di centinaia di aziende ed imprese;</p>
<p>Nonostante la rilevanza dell’opera e la forte attesa da parte del territorio la diga, con il trascorrere degli anni, è  apparsa destinata a non essere completata, tant’è che più volte anche sui giornali nazionali si  è denunciato lo scandalo per l’ennesima incompiuta (cfr. Il Sole 24 ore del 6.11.2008- &#8220;Calabria, lo scandalo della diga incompiuta da 33 anni&#8221; di Roberto Galullo);</p>
<p>Da ultimo, nel 2008, dopo anni di battaglie, false partenze, ricorsi, arbitrati e trattative, sembrava si fosse vicini ad una svolta tant’è che è stata indicata la data del 2015 per l’inaugurazione della diga ma i lavori sono rimasti bloccati, in attesa dell’approvazione di una “perizia esecutiva del progetto delle opere di completamento dell’infrastruttura”;</p>
<p>Con nota datata 3 giugno 2010, allegata in copia alla presente, indirizzata anche ai parlamentari della Calabria, il Presidente del Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese, Grazioso Manno (che è anche Presidente dell’URBI Calabria), denunciava che aveva scritto al Ministro Matteoli e al Direttore Generale per le dighe, ing. Claudio Rinaldi, in data 19.06.2008 e in data 17.11.2008, senza ottenere alcuna risposta; che aveva anche inviato al Ministro Matteoli in data 21.11.2008 una nota riservata ma anche questa era rimasta senza riscontro;</p>
<p>Nella stessa nota il Presidente Manno evidenziava ancora che il Consorzio attendeva dal 9.04.2009 notizie sulla perizia esecutiva relativa ai “Lavori di sbarramento di Gimigliano sul fiume Melito e variante alla SS 109 della Sila Piccola tra il Km. 57,400 ed il KIm- 64,100”;</p>
<p>Non può sorprendere il fatto che il Presidente del Consorzio si lamenti pubblicamente del mancato riscontro delle sue note, considerato che ha atteso lungamente una risposta (559 giorni dalla nota riservata indirizzata al Ministro, secondo la lettera-denuncia già richiamata) su procedure riguardanti opere la cui esecuzione è affidata proprio al Consorzio di Bonifica;</p>
<p>Né sorprende che il suo allarme sia stato accresciuto dal fatto che alcuni dei Dirigenti ministeriali competenti (in particolare, l’ing. Claudio Rinaldi) risultino coinvolti in vicende giudiziarie di grande attualità (“… i numerosi scandali che stanno venendo fuori &#8230; non fanno che confermare quanto ho già dichiarato sulla stampa … e poi alla Procura della Repubblica di Catanzaro con una circostanziata denuncia : intorno alla diga sul fiume Melito – scrive il Presidente Manno – vedo affari, manovre e soldi, nonché gruppi di interesse affaristici a cui nulla importa dello sviluppo della Calabria …”).</p>
<p>Questa volta il Ministro Matteoli si è preoccupato di dare immediato riscontro alla nota del Presidente del Consorzio ed ha comunicato che “il progetto della diga sul Melito, in Calabria, sarà sottoposto entro il corrente mese di giugno al parere del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici”, escludendo omissioni “da parte del Ministero e della Direzione Generale competente, che si è mossa e si muoverà con la doverosa cautela che l’intervento richiede ed ovviamente nel rispetto delle normative vigenti”.</p>
<p>Il Ministro Matteoli aggiunge nella nota divulgata dalla stampa calabrese che “i toni della protesta di Manno sono … fuori luogo e dimostrano una parziale se non del tutto incompleta conoscenza dell’attività fin qui svolta dagli uffici che sono delegati ad occuparsi delle dighe ” (cfr. rassegna stampa allegata);</p>
<p>Sennonché il Presidente del Consorzio lamenta proprio il mancato riscontro alle sue reiterate  richieste di informazione. Né sembra che l’indicazione di una data per l’approvazione della perizia da parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici sia sufficiente a chiarire l’entità del ritardo e a tranquillizzare sulla correttezza della  procedura, considerato che per l’opera sono state impegnate e spese somme rilevanti  (secondo fonti giornalistiche, circa 52,4 milioni circa) mentre si avvicina la data prevista per l’ultimazione dell’infrastruttura e i lavori, di non facile esecuzione, sono bloccati;</p>
<p>Se non ritiene necessario attivare una verifica puntuale sulle procedure in corso relative alla realizzazione della diga sul Melito, finanziata per circa 260 milioni di euro, i cui lavori sono da tempo bloccati;</p>
<p>Se, considerate le preoccupazioni espresse dal Presidente del Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese, non ritiene necessario, in particolare,  verificare che non ci si siano state irregolarità nella trattazione della procedura relativa alla diga sul Melito.</p>
<p>LO MORO, GNECCHI, GIORGIO MERLO, MIOTTO, MIGLOLI, RUBINATO, ARGENTIN, VERINI, PEDOTO, FERRANTI, BARETTA, CALVISI, TIDEI, MARIANI, VIOLA, MINNITI, GINOBLE, DANTONI, FARINONE, MORASUT, FOGLIARDI, FERRARI, LA FORGIA, IANUZZI, SERENI, CARELLA, FIANO, POMPILI, GASBARRA, FEDI, BUCCHINO, DE PASQUALE, BOCCI, MARTELLA, MAURIZIO TURCO, MECACCI, BERNARDINI.</p>
<p>(2-00763)</p>
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		<title>INTERROGAZIONE a risposta in Commissione</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 17:13:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della giustizia.
Per sapere &#8211; premesso che:
il 17 maggio 2010, Daniela Santanchè attuale Sottosegretario per l&#8217;attuazione del programma di Governo, intervistata nel corso di una trasmissione televisiva, affermava che le conversazioni tra mafiosi e i loro familiari non devono essere intercettate perché attinenti alla sfera della privacy. In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della giustizia.</p>
<p>Per sapere &#8211; premesso che:</p>
<p>il 17 maggio 2010, Daniela Santanchè attuale Sottosegretario per l&#8217;attuazione del programma di Governo, intervistata nel corso di una trasmissione televisiva, affermava che le conversazioni tra mafiosi e i loro familiari non devono essere intercettate perché attinenti alla sfera della privacy. In particolare, secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa dichiarava testualmente: «Che senso ha intercettare un mafioso mentre parla con la madre? È un abuso»; </p>
<p>è ormai accertato che molti boss mafiosi continuano ad impartire ordini e a gestire le loro organizzazioni criminali dal carcere e proprio attraverso i loro familiari;</p>
<p>tale circostanza, che emerge da vari atti giudiziari, comporta che non si possano escludere dalle intercettazioni soggetti legati ai boss da vincoli familiari, che molto spesso, in contesti di criminalità organizzata, fanno da tramite quando non sono veri e propri sodali; </p>
<p>il Sottosegretario Santanchè ha reagito alle osservazioni fatte sulle sue dichiarazioni con sufficienza, tenendo un atteggiamento ad avviso degli interroganti inadeguato al ruolo affidatole, né risulta che il Governo abbia in alcun modo preso le distanze -:</p>
<p>se le gravi dichiarazioni rilasciate pubblicamente da un esponente del Governo esprimano la posizione effettiva del Governo medesimo posto che appare inaccettabile che il presunto diritto alla privacy, invocato per i mafiosi, possa prevalere sul diritto alla sicurezza e alla libertà dei cittadini e sul diritto alla tutela della libertà e all&#8217;integrità fisica delle vittime di attività criminali. </p>
<p>LO MORO, ZAMPA, SAMPERI, LIVIA TURCO, ROSSA, SERENI, MARIANI, BRAGA, RAMPI, BOSSA, PES, POLLASTRINI, DE MICHELI, SERVODIO, LAGANÀ FORTUGNO, VELO, MATTESINI, DE TORRE, ARGENTIN, MASTROMAURO, MARCHIONI, CONCIA, GNECCHI, GARAVINI e BELLANOVA. </p>
<p>(5-02923)</p>
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		<title>INTERROGAZIONE a risposta scritta</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 11:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interpellanze e Interrogazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell&#8217;economia e delle finanze.
Per sapere &#8211; premesso che:
con decorrenza 10 marzo 2010, Trenitalia spa ha dato seguito alla soppressione di alcuni treni a lunga percorrenza gestiti dalla Divisione passeggeri N/I;
tali decurtazioni sarebbero propedeutiche alla preparazione del contratto di servizio che il Governo deve stipulare con Trenitalia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell&#8217;economia e delle finanze.</p>
<p>Per sapere &#8211; premesso che:</p>
<p>con decorrenza 10 marzo 2010, Trenitalia spa ha dato seguito alla soppressione di alcuni treni a lunga percorrenza gestiti dalla Divisione passeggeri N/I;<br />
tali decurtazioni sarebbero propedeutiche alla preparazione del contratto di servizio che il Governo deve stipulare con Trenitalia, attraverso il quale sono individuati i treni del segmento della lunga percorrenza;<br />
il territorio calabrese è interessato dalla soppressione dei seguenti treni:<br />
ICN 752 Reggio C.-Milano;<br />
ICN 750 Reggio C.-Lamezia Terme (sezione jonica);<br />
ICN 751 Milano-Reggio C.;<br />
ICN 753 Lamezia-Reggio C. (sezione jonica);<br />
ICN 761 Torino P.N.-Reggio C.;<br />
ICN 763 Lamezia Terme-Reggio Calabria (sezione jonica);<br />
ICN 768 Reggio C.-Torino P.N.;<br />
ICN 766 Reggio C.-Lamezia Terme (sezione jonica);<br />
la soppressione delle cosiddette antenne (sezione jonica) dei treni notte diretti a Milano e Torino ha un grave impatto sociale in quanto limita in maniera significativa il diritto alla mobilità dei residenti della fascia jonica, ai quali non viene garantito nessun collegamento diretto con le relazioni di traffico ferroviario dirette al nord;<br />
i provvedimenti di variazione dell&#8217;offerta ferroviaria, per quanto attiene alla Calabria, hanno interessato anche il servizio «auto al seguito». Sono stati, infatti, totalmente soppressi i treni che garantivano tale servizio nella stazione di Lamezia Terme, presso cui peraltro di recente, nell&#8217;anno 2009, sono state installate le rampe metalliche ed effettuati i lavori al piazzale della stazione per consentire il carico/scarico delle auto, con un adeguamento strutturale costato circa 60.000 euro;<br />
anche i tagli a tale servizio, di cui peraltro non si capiscono le ragioni, tenuto conto che soltanto nell&#8217;anno 2007 sono state movimentate nello scalo lametino 10.000 (arrivi e partenze) auto, hanno una forte ripercussione sociale, considerato che a farne uso sono soprattutto persone (per lo più, calabresi residenti in altre regioni) che vengono in Calabria per brevi periodi ed hanno interesse a raggiungerla in treno ed ad avere in loco la disponibilità di una vettura;<br />
in realtà, considerata la posizione strategica dello scalo lametino (rappresentava un riferimento per le provincie di Cosenza-Vibo Valentia e Crotone e il numero elevato di clienti (10.000), sarebbe stato conveniente per Trenitalia implementare il servizio «auto al seguito» e non smantellare un servizio in attivo;<br />
non è da escludere che tale operazione, non giustificabile sul piano aziendale, possa agevolare l&#8217;iniziativa di privati che potrebbero attivare un servizio di trasporto delle vetture, senza garanzie di costo per gli utenti e con lo svantaggio per i viaggiatori di non avere la propria vettura «al seguito»;<br />
gli scenari sopra descritti provocano delle forti ripercussioni sui livelli occupazionali (70 unità lavorative), in particolare sono interessati alcuni settori strategici del gruppo Ferrovie dello Stato:<br />
personale di bordo (capitreno);<br />
personale di macchina (macchinisti);<br />
personale di manovra (stazione di Lamezia Terme);<br />
personale RSI &#8211; manutenzione specializzata vagoni letto (ditte esterne a Ferrovie dello Stato);<br />
personale pulizie convogli (ditte esterne a Ferrovie dello Stato);<br />
essendo Trenitalia una Società a capitale pubblico prevalente, le ragioni di bilancio, peraltro non sussistenti per la soppressione del servizio «auto al seguito», non valgono a giustificare provvedimenti fortemente penalizzanti per i cittadini, ed in particolare per le fasce più deboli, che condannano alcune zone della Calabria e complessivamente l&#8217;intera regione alla marginalità ed all&#8217;isolamento ed hanno forti ripercussioni sul livello occupazionale;<br />
il Governo, e in particolare i Ministri interrogati, ciascuno per le proprie competenze, non possono ignorare lo stato di tensione che percorre in questo momento la Calabria, in cui giornalmente si registrano manifestazioni contro il taglio dei treni, né possono trascurare le richieste dei sindacati che chiedono un confronto con le istituzioni coinvolte e con Trenitalia per cercare una soluzione al problema. Parimenti non possono non tener conto dell&#8217;irragionevolezza della soppressione del servizio «auto al seguito» presso la stazione di Lamezia Terme -:<br />
se siano a conoscenza della soppressione dei treni a lunga percorrenza operata da Trenitalia e dei danni che sta provocando sul territorio calabrese;<br />
se siano a conoscenza delle manifestazioni di protesta che si sono svolte in Calabria e delle richieste formulate dai sindacati;<br />
quali siano gli intendimenti del Governo in merito alla vicenda;<br />
se ritengano di dover intervenire sulla scelta di soppressione del servizio «auto al seguito» operata dalla stessa Trenitalia rispetto alla stazione di Lamezia Terme, nonostante gli investimenti recenti effettuati per migliorare il servizio, il rilevante numero di auto movimentate e i disagi provocati dalla dismissione di un servizio in attivo;<br />
se non ritengano necessario attivare un tavolo di confronto, con la presenza dei rappresentanti dei Ministeri competenti, della regione Calabria e di Trenitalia, per discutere e rivedere le scelte che contraddicono finalità sociali che non possono essere estranee ad una azienda alle cui perdite partecipa lo Stato.</p>
<p>LO MORO</p>
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		<title>INTERROGAZIONE a risposta scritta</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 10:03:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interpellanze e Interrogazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Al Ministro della giustizia, al Ministro dell&#8217;interno.  
Per sapere &#8211; premesso che:
in data 10 febbraio 2010, a seguito della notizia di gravi minacce ricevute dal procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, dottor Salvatore Vitello, è stata presentata dall&#8217;interrogante l&#8217;interrogazione a risposta scritta 4-06100 alla quale non è stata ancora data risposta;
sul contenuto dell&#8217;interrogazione, divulgato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al Ministro della giustizia, al Ministro dell&#8217;interno.  </p>
<p>Per sapere &#8211; premesso che:</p>
<p>in data 10 febbraio 2010, a seguito della notizia di gravi minacce ricevute dal procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, dottor Salvatore Vitello, è stata presentata dall&#8217;interrogante l&#8217;interrogazione a risposta scritta 4-06100 alla quale non è stata ancora data risposta;<br />
sul contenuto dell&#8217;interrogazione, divulgato sui quotidiani calabresi, è intervenuto il dottor Spadaro, presidente della sezione penale del tribunale di Lamezia Terme, il quale in una articolata lettera aperta ha sottolineato l&#8217;importanza che l&#8217;adeguamento dell&#8217;organico interessi sia la procura che il tribunale di Lamezia Terme;<br />
il Ministro Alfano è stato nei giorni scorsi in città ed ha avuto occasione di acquisire sul luogo elementi di conoscenza diretta sulla carenza che si registra complessivamente negli uffici giudiziari del tribunale di Lamezia Terme;<br />
nell&#8217;interrogazione sopra richiamata, che punta l&#8217;attenzione, in particolare, su minacce e intimidazioni dirette a soggetti istituzionali, veniva sollecitato il rafforzamento della presenza dello Stato, chiedendo la massima tempestività dell&#8217;intervento dei Ministeri competenti al fine di garantire il regolare svolgimento delle elezioni (regionali e comunali) nella città di Lamezia Terme, che ha subito per ben due volte (nel 1991 e nel 2002) lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose;<br />
nel mese trascorso dal deposito dell&#8217;interrogazione il clima non è cambiato ed è continuata la sequela di atti intimidatori nei confronti di privati, di atti vandalici a danno di strutture pubbliche e di minacce ad amministratori;<br />
in particolare, nelle prime ore della mattina del 4 marzo 2010, a campagna elettorale appena avviata, è stato trovato un ordigno inesploso davanti all&#8217;abitazione del candidato a sindaco di Lamezia Terme ed ex assessore provinciale Salvatore Vescio. A trovarlo fuori dalla porta di casa è stato il diretto interessato che, inserito nella lista Scopelliti per la competizione regionale, a sorpresa si è candidato a sindaco con la lista civica «Calabria Domani»;<br />
nella giornata dell&#8217;8 marzo 2010, inoltre, sono stati esplosi tredici colpi di pistola contro i manifesti elettorali di un candidato al consiglio comunale del Pdl, Raffaele Mazzei, consigliere comunale uscente. Poco prima, inoltre, secondo quanto si apprende dalla stampa locale, sette manifesti dello stesso Mazzei erano stati affissi accanto a manifesti funebri;<br />
i due ultimi episodi, considerato il contesto in cui sono inseriti e le pressioni che si sono registrate in città in precedenti competizioni elettorali, non possono in alcun modo essere sottovalutati -:<br />
se non ritengano necessario mettere a disposizione della magistratura lametina nel suo complesso risorse umane ed economiche che consentano un rafforzamento dell&#8217;attività di giustizia;<br />
se non ritengano di dover potenziare l&#8217;organico delle forze investigative presenti nella città di Lamezia Terme, garantendo mezzi e risorse adeguate in una zona caratterizzata da un&#8217;attività criminale particolarmente pericolosa;<br />
quali iniziative si intendano assumere per garantire il libero svolgimento a Lamezia Terme delle elezioni regionali e comunali.</p>
<p>LO MORO</p>
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		<title>INTERROGAZIONE a risposta scritta &#8211; Ministro della Giustizia</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 18:50:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interpellanze e Interrogazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Al Ministro della Giustizia, on.le Angelino Alfano, al Ministro dell’Interno, on.le Roberto Maroni.
- Per sapere &#8211; Premesso che:
Nei giorni scorsi si è avuta notizia che il Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, dr. Salvatore Vitello, ha ricevuto una busta contenente delle frasi minacciose e una cartuccia di fucile;
La grave intimidazione è successiva ad una relazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al Ministro della Giustizia, on.le Angelino Alfano, al Ministro dell’Interno, on.le Roberto Maroni.<br />
- Per sapere &#8211; Premesso che:<br />
Nei giorni scorsi si è avuta notizia che il Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, dr. Salvatore Vitello, ha ricevuto una busta contenente delle frasi minacciose e una cartuccia di fucile;<br />
La grave intimidazione è successiva ad una relazione trasmessa dallo stesso Procuratore al Presidente della Corte di Appello di Catanzaro in cui si evidenzia la grave carenza di organico e di risorse economiche a disposizione del suo ufficio che mette “a repentaglio la stessa continuità dei servizi obbligatori”;<br />
Il dr. Vitello, arrivato a Lamezia Terme nel luglio scorso, si è già trovato di fronte a situazioni complesse che ha dimostrato di saper affrontare con competenza e determinazione;<br />
Le minacce al Procuratore della Repubblica di Lamezia seguono di qualche giorno le minacce al dr. Giuseppe Lombardo della Procura di Reggio Calabria e gli altri gravi fatti verificatisi in Calabria nel mese di gennaio già sottoposti all’attenzione del Governo;<br />
Quello che succede a Lamezia Terme, città in cui nel 1975 è stato eseguito il primo omicidio eccellente con l’assassinio dell’Avvocato Generale dello Stato di Catanzaro, dr. Francesco Ferlaino, e nel 1992 sono stati assassinati il Sovrintendente di Polizia Salvatore Aversa e la moglie, non può essere sottovalutato;<br />
Nella stessa città, infatti, nell’ultimo mese, oltre a vari attentati intimidatori che si verificano con cadenza tanto frequente da non fare più notizia, si sono registrati : l’esplosione di un ordigno davanti al garage dell’abitazione di un poliziotto; il ferimento di un Carabiniere, colpito, mentre svolgeva compiti di polizia giudiziaria, da colpi di pistola sparati dalla finestra della casa di abitazione di un pregiudicato. Lettere di minaccia sono state, inoltre, recapitate ad amministratori locali e, fatto questo veramente inedito, al Vescovo della Diocesi.<br />
Tali episodi, riferiti a servitori dello Stato e, comunque, a soggetti istituzionali, richiedono un’azione forte ed una risposta adeguata alla sfida della criminalità che teme l’azione della locale Procura;<br />
La prima risposta è dare seguito alle richieste rilanciate con forza per il Distretto della Corte di Appello di Catanzaro, in cui ricade il Tribunale di Lamezia Terme, sia dal Presidente della Corte, dr. Gianni Migliaccio, che dal Procuratore Generale, dr. Dolcino Favi, che hanno denunciato, per l’intero territorio di riferimento, gravi carenze di organico (della magistratura e del personale amministrativo) e di mezzi;<br />
Nell’imminente tornata elettorale dovrà essere rinnovato il Consiglio comunale della città di Lamezia Terme, che ha subito nel giro di dieci anni due scioglimenti per infiltrazioni mafiose;<br />
Uno dei problemi che si trova ad affrontare la Procura di Lamezia, per come emerso in occasione dell’anno giudiziario, è quello dell’abusivismo, storicamente garantito da imprese in odore di mafia, aggravato dalla giacenza di ordini di demolizione già esecutivi per centinaia di fabbricati;<br />
Anche tale circostanza richiede la massima tempestività nel rafforzamento della presenza dello Stato per garantire il regolare svolgimento della competizione elettorale;<br />
La mancata risposta alle richieste della magistratura locale, inoltre, finirebbe per indebolirne la capacità di contrasto della criminalità in una città come Lamezia, in cui dal primo luglio 2008 al 30 giugno 2009 si sono registrati, tra l’altro, 21 tra omicidi e tentati omicidi, 455 danneggiamenti e 138 incendi dolosi, più di un migliaio di furti.<br />
Per sapere :<br />
Quali iniziative intendono intraprendere per rafforzare e garantire l’attività del Procuratore della Repubblica di Lamezia;<br />
Se non ritengono di accogliere le richieste formulate, in particolare, dal dr. Salvatore Vitello, assegnando alla Procura della Repubblica di Lamezia Terme  due nuovi Sostituti, il personale amministrativo mancante e risorse economiche adeguate ai compiti d’ufficio;<br />
Se non ritengono necessario mettere a disposizione della magistratura lametina nel suo complesso risorse umane ed economiche che consentano un rafforzamento dell’attività di giustizia;<br />
Se non ritengono di dover potenziare l’organico delle forze investigative presenti nella città di Lamezia Terme, garantendo mezzi e risorse adeguate in una zona caratterizzata da un’attività criminale particolarmente pericolosa.<br />
LO MORO</p>
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		<title>INTERROGAZIONE a risposta scritta &#8211; Ministro dell&#8217;Interno</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 12:44:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interpellanze e Interrogazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Al Ministro dell&#8217;interno, al Ministro della giustizia.
- Per sapere &#8211; premesso che: 
a Mileto, in provincia di Vibo Valentia, un automezzo utilizzato per la raccolta dei rifiuti, con a bordo due operai, viene bloccato da tre malviventi a volto coperto e armati di pistola; gli operai vengono costretti a scendere dal mezzo e ad allontanarsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al Ministro dell&#8217;interno, al Ministro della giustizia.</p>
<p>- Per sapere &#8211; premesso che: </p>
<p>a Mileto, in provincia di Vibo Valentia, un automezzo utilizzato per la raccolta dei rifiuti, con a bordo due operai, viene bloccato da tre malviventi a volto coperto e armati di pistola; gli operai vengono costretti a scendere dal mezzo e ad allontanarsi e il camion viene cosparso di benzina e dato alle fiamme; </p>
<p>a Locri, in provincia di Reggio Calabria, un revolver calibro 38, perfettamente efficiente e con cinque colpi nel tamburo, viene ritrovato in un cassetto in uno stanzino adibito ad archivio del reparto di medicina generale dell&#8217;ospedale; </p>
<p>sempre a Locri, il parabrezza e il vano motore dell&#8217;Alfa 159 di proprietà dell&#8217;assessore comunale Scarfò, avvocato di fiducia di Salvatore Ritorto, condannato all&#8217;ergastolo per l&#8217;omicidio dell&#8217;onorevole Fortugno, saltano in aria per lo scoppio di un ordigno rudimentale collocato sul cofano dell&#8217;auto: l&#8217;esplosione, che passa inizialmente inosservata e viene confusa con i botti di fine anno, provoca danni, oltre che alla macchina, parcheggiata in una strada in pieno centro, anche alle abitazioni vicine; </p>
<p>alle 5 del 3 gennaio una bomba viene fatta esplodere davanti al portone di accesso alla Procura generale di Reggio Calabria. L&#8217;ordigno, una bombola di gas alla quale era stato applicato esplosivo ad alto potenziale, è stato innescato da una miccia. A collocarlo davanti al portone di ingresso della Procura generale sono stati, secondo quanto filmato dalla telecamera di servizio, due uomini con il volto coperto da caschi da motociclista, giunti sul posto a bordo di un motorino; </p>
<p>così la criminalità ha avviato il nuovo anno in Calabria; </p>
<p>il Governo, e in particolare il Ministro dell&#8217;interno Maroni, che non potrà non occuparsi della Calabria nelle prossime ore, considerata la gravità dell&#8217;ultimo episodio che ha come obiettivo i magistrati di una Procura particolarmente impegnata sul fronte del contrasto alla criminalità organizzata, ai quali va espressa solidarietà incondizionata, deve prendere atto del fatto che la sicurezza in Calabria è messa a rischio da una criminalità radicata ed invasiva che va contrastata con maggiore incisività; </p>
<p>la gente calabrese onesta, la maggioranza, che è la maggiore vittima di tale situazione, non può trovarsi sulla stessa linea di un Governo che individua nell&#8217;immigrazione clandestina se non l&#8217;unica, la maggiore causa dell&#8217;insicurezza dei cittadini: questo perché la Calabria è da sempre terra di emigrazione e di accoglienza ma anche e soprattutto perché la vita dei calabresi è un percorso ad ostacoli, in cui si registrano giornalmente attentati ad amministratori e ad imprese, omicidi anche di giovanissimi, episodi criminali in luoghi destinati alla cura ed in cui l&#8217;attività dei magistrati e delle forze dell&#8217;ordine richiede più coraggio e più determinazione che altrove; </p>
<p>qualche mese fa gli operai di una ditta appaltatrice dei lavori dell&#8217;autostrada hanno subito un&#8217;intimidazione che ricorda molto quella di Mileto, segno in entrambi i casi di una criminalità che non mette più a rischio solo i mezzi delle imprese ma anche i lavoratori. Quell&#8217;intimidazione è stata oggetto di un&#8217;interpellanza (n. 2-00229) a mia firma alla quale, a tutt&#8217;oggi, non è stata data ancora risposta -: </p>
<p>se i Ministri interrogati condividano la necessità di rafforzare con mezzi e risorse adeguate l&#8217;azione della magistratura e delle forze dell&#8217;ordine nel meridione ed in Calabria; </p>
<p>quali iniziative immediate intendano pertanto assumere in relazione all&#8217;episodio gravissimo verificatosi a Reggio Calabria.<br />
(4-05648) LO MORO e AMICI</p>
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		<title>INTERROGAZIONE a risposta scritta &#8211; Ministro dell&#8217;Interno</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 16:26:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interpellanze e Interrogazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Al Ministro dell&#8217;interno.
- Per sapere &#8211; premesso che: 
si apprende da organi di stampa (Gazzetta del Sud di mercoledì 4 novembre 2009) di un grave atto intimidatorio avvenuto a Lamezia ai danni della Comunità Progetto Sud, retta da don Giacomo Panizza, operante da più di trent&#8217;anni nel territorio lametino, le cui strutture sono ospitate in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al Ministro dell&#8217;interno.<br />
- Per sapere &#8211; premesso che: </p>
<p>si apprende da organi di stampa (Gazzetta del Sud di mercoledì 4 novembre 2009) di un grave atto intimidatorio avvenuto a Lamezia ai danni della Comunità Progetto Sud, retta da don Giacomo Panizza, operante da più di trent&#8217;anni nel territorio lametino, le cui strutture sono ospitate in locali confiscati ai clan della malavita locale; </p>
<p>risulta in particolare dalla cronaca che, nella notte tra il 2 e il 3 novembre 2009 sono stati tranciati i freni ed è stato manomesso il sistema ABS di due autovetture di proprietà di ospiti della Comunità; </p>
<p>una delle due macchine, una Fiat Doblò adibita al trasporto di persone con disabilità, appartiene a Nunzia Coppedè, presidente della FISH (Federazione italiana per il superamento dell&#8217;handicap) Calabria; </p>
<p>la Coppedè, attivissima rappresentante del mondo dei diversamente abili, si trovava con altre persone a bordo dell&#8217;auto alla quale erano stati tranciati di netto i tubi dei freni: solo grazie al tempestivo azionamento del freno a mano da parte di chi era al volante sono state evitate gravi conseguenze; </p>
<p>l&#8217;atto di sabotaggio dei due veicoli rappresenta un gravissimo atto intimidatorio nei confronti della comunità Progetto Sud, impegnata quotidianamente in molteplici attività di carattere sociale, quali incontri sulla legalità e su tematiche economiche, riabilitazione motoria e recupero dei tossicodipendenti; </p>
<p>le modalità di manomissione delle due autovetture, che avrebbero dovuto percorrere una discesa ripida per immettersi sulla strada comunale, portano anzi a ritenere che chi ha agito abbia messo in conto di poter nuocere alle persone che avrebbero viaggiato sui veicoli, accettando conseguentemente il rischio di minare, anche in maniera grave, alla loro incolumità; </p>
<p>il fatto si presta infatti ad una duplice interpretazione, potendosi leggere, in esso, un concreto attentato contro l&#8217;incolumità fisica delle persone, ed in particolare di Nunzia Coppedè, che avrebbe viaggiato a bordo della sua autovettura su una carrozzina a rotelle, e, nello stesso tempo, un&#8217;intimidazione nei confronti della Comunità Progetto Sud e della sua copiosa attività sociale; </p>
<p>innumerevoli sono stati gli attestati di solidarietà rivolti a livello locale e nazionale nei confronti della Coppedè e della Comunità per l&#8217;episodio che ha giustamente destato allarme, oltre che sdegno -: </p>
<p>se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti suesposti e quali ulteriori elementi possa fornire in proposito; </p>
<p>se siano state attivate indagini riguardo al sabotaggio operato ai danni delle due autovetture. </p>
<p>(4-05048) LO MORO</p>
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