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	<title>Doris Lo Moro &#187; Comunicati</title>
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		<title>Nei centri di accoglienza per gli immigrati qualcosa deve cambiare.</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 16:18:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi a Grotteria, in provincia di Reggio Calabria, sono sbarcati trentasette immigrati di nazionalità egiziana. Tre clandestini sono stati fermati perché ritenuti gli organizzatori e i basisti dello sbarco.
Solo dieci giorni fa sulla stessa costa ionica calabrese, a Guardavalle, in provincia di Catanzaro, sono sbarcati 50 extracomunitari, in gran parte afgani, di cui tredici minorenni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi a Grotteria, in provincia di Reggio Calabria, sono sbarcati trentasette immigrati di nazionalità egiziana. Tre clandestini sono stati fermati perché ritenuti gli organizzatori e i basisti dello sbarco.<br />
Solo dieci giorni fa sulla stessa costa ionica calabrese, a Guardavalle, in provincia di Catanzaro, sono sbarcati 50 extracomunitari, in gran parte afgani, di cui tredici minorenni, arrivati a bordo di un veliero. Nelle ore immediatamente successive sono stati arrestati due scafisti ed è stato recuperato il corpo di un immigrato minorenne che non sapeva nuotare e non è riuscito a raggiungere la spiaggia.<br />
Il fenomeno degli sbarchi continua, anche se cambiano in alcuni casi le modalità e i tipi di imbarcazione utilizzati dagli scafisti. Aumentano, inoltre, gli arrivi via terra. Non ci si può però limitare a prendere atto dell’evidente insuccesso della politica governativa.<br />
Il giorno dopo di ogni nuovo arrivo la vita continua e la terra pronta all’accoglienza che gli immigrati trovano nei paesi della costa calabrese si trasforma in C.A.R.A. ed in C.I.E. sovraffollati, sempre più simili a luoghi di detenzione, dove i giorni e i mesi  che passano distruggono ogni residuo di speranza.<br />
Ho voluto seguire la sorte dei 50 extracomunitari sbarcati a Guardavalle.<br />
I minori sono stati affidati al Comune di Guardavalle. Mi ha colpito la loro innocenza e lo sguardo fiducioso. Tredici ragazzi, dai 13 ai 17 anni, che si sono lasciati dietro la guerra e la paura e non hanno esitato, confortati dalle famiglie, a partire soli per tentare un destino diverso. Mi sono apparsi soddisfatti dell’accoglienza ricevuta dall’amministrazione comunale e dai cittadini di Guardavalle, del cibo, della cortesia. Preoccupati del futuro e della sorte toccata al loro coetaneo che non ce l’ha fatta. Uno di loro, legato da rapporti di parentela con il ragazzo annegato, ha espresso con forza il desiderio di vedere il corpo del giovane cugino, quindicenne. Lo vedrà nelle prossime ore. L’amministrazione comunale sta seguendo la vicenda e si sta preoccupando anche di seguire le procedure per il rimpatrio della salma.  I ragazzi sono tutti consapevoli della situazione e chiederanno il riconoscimento dello status di rifugiati.<br />
Diversa la sorte degli adulti: 29 afgani, 6 palestinesi e 3 iracheni. Dai dati anagrafici in possesso dei carabinieri di Guardavalle emerge che, salvo un’eccezione, sono tutti giovanissimi, poco più che maggiorenni. Aver compiuto anche da poco i diciotto anni li trasforma in adulti. Ho incontrato qualcuno di loro presso il C.I.E. di Lamezia Terme. In realtà avrei voluto parlare soprattutto con loro ma non ho voluto creare discriminazioni tra persone accomunate da preoccupazione ed ansia. Il primo pensiero che ho avuto è che questi luoghi dovrebbero essere visitati dai parlamentari della maggioranza che non si sono convinti dell’inopportunità di allungare il periodo di permanenza nei centri. Conosco il C.I.E. di Lamezia Terme da tempo ma ho trovato il clima veramente peggiorato e la causa, stando alla disperazione di chi ci vive, è in gran parte dovuta alla lunga permanenza in un luogo che con il tempo mina ogni aspettativa.<br />
Qualcosa deve cambiare. Non è possibile liquidare i gesti anche violenti ed autolesionisti dei clandestini come se non fosse un problema anche nostro. Come se la qualità della loro vita non incidesse sulla qualità della nostra democrazia.</p>
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		<title>Messaggio alla Presidente Commissione Pari Opportunità della Calabria</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 09:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mia cara Antonia,
non potrò essere presente alla conferenza stampa di stamattina 2 febbraio 2010 perché per oggi alla Camera è prevista la discussione sul disegno di legge del cd. “legittimo impedimento”.
Non voglio però perdere l’occasione di schierarmi accanto a te nella battaglia che stai conducendo.
Il Consiglio regionale della Calabria ha bisogno di un ampio rinnovamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mia cara Antonia,<br />
non potrò essere presente alla conferenza stampa di stamattina 2 febbraio 2010 perché per oggi alla Camera è prevista la discussione sul disegno di legge del cd. “legittimo impedimento”.<br />
Non voglio però perdere l’occasione di schierarmi accanto a te nella battaglia che stai conducendo.<br />
Il Consiglio regionale della Calabria ha bisogno di un ampio rinnovamento e di una rinnovata legittimazione. E’ per questo che lottare per avere più donne in Consiglio è una necessità non solo delle donne ma dell’intera società calabrese.<br />
Il rischio è che i consiglieri uscenti siano abbagliati dalla volontà di ritornare a occupare una postazione in Consiglio sia pure come consiglieri supplenti e che, in tale ottica, vedano come un pericolo la possibilità della doppia preferenza.<br />
Bisogna insistere sul piano dei principi. Bisogna insistere per il bene di tutti.<br />
Gli anni che ci lasciamo alle spalle sono tristi da ricordare sotto tanti profili. Ci sono stati momenti in cui il Consiglio regionale è sembrato impresentabile.<br />
Portare in Consiglio più donne è sotto tale profilo una garanzia. E’ per questo che dall’esterno dobbiamo incoraggiare e dare forza alle donne presenti in Consiglio che sposeranno, come ha già fatto la Frascà, la doppia preferenza (un uomo, una donna).<br />
Personalmente penso che sia anche il caso di battersi per eliminare la figura dei cd. consiglieri supplenti e dei sottosegretari. Non so come le modifiche normative introdotte di recente siano state avallate dal Governo centrale. Evidentemente c’era un interesse del centrodestra in tal senso. Ma trovo sbagliato che pseudo riforme di questo genere siano state votate dal centrosinistra.<br />
La Calabria ha bisogno di concretezza, di maggiore etica pubblica, di discontinuità con il sistema clientelare. Ha bisogno di un forte e radicale cambiamento. Avere un Consiglio regionale con una massiccia e qualificata presenza femminile costituisce sicuramente una garanzia in tale direzione.<br />
Da Presidente della Commissione regionale delle pari opportunità hai condotto tante battaglie, tutte giuste. Questa, se mi consenti, è la più impegnativa ma anche la più importante. Per portarla avanti con successo bisogna restare tutte unite, aldilà delle adesioni a partiti politici.<br />
Va però sottolineato che oggi in Calabria la maggiore responsabilità è del centrosinistra che governa. E’ per questo che da parlamentare del PD mi sento di estendere l’appello alle donne anche ai consiglieri regionali del gruppo del PD che devono essere capaci di allontanarsi da mire personalistiche ed opportunistiche per sposare una battaglia di civiltà che garantisca nel Consiglio regionale, come già avviene negli organismi dirigenti del PD, una presenza il più possibile paritaria tra gli uomini e le donne che ci rappresentano.<br />
Buona fortuna a tutte noi e alla Calabria!<br />
Doris Lo Moro – parlamentare PD</p>
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		<title>LO MORO (PD) : BOMBA DAVANTI ALLA PROCURA GENERALE DI REGGIO CALABRIA &#8211; IL MINISTRO MARONI INTERVENGA SU QUANTO SUCCEDE IN CALABRIA</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 17:36:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Mileto, in provincia di Vibo Valentia, un automezzo utilizzato per la raccolta dei rifiuti, con a bordo due operai, viene bloccato da tre malviventi a volto coperto e armati di pistola; gli operai vengono costretti a scendere dal mezzo e ad allontanarsi e il camion viene cosparso di benzina e dato alle fiamme.
A Locri, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Mileto, in provincia di Vibo Valentia, un automezzo utilizzato per la raccolta dei rifiuti, con a bordo due operai, viene bloccato da tre malviventi a volto coperto e armati di pistola; gli operai vengono costretti a scendere dal mezzo e ad allontanarsi e il camion viene cosparso di benzina e dato alle fiamme.<br />
A Locri, in provincia di Reggio Calabria, un revolver calibro 38, perfettamente efficiente e con cinque colpi nel tamburo, viene ritrovato in un cassetto in uno stanzino adibito ad archivio del reparto di medicina generale dell’Ospedale.<br />
Sempre a  Locri, il parabrezza e il vano motore dell’Alfa 159 di proprietà dell’assessore comunale Scarfò, avvocato di fiducia di Salvatore Ritorto, condannato all’ergastolo per l’omicidio dell’on.le Fortugno, saltano in aria per lo scoppio di un ordigno rudimentale collocato sul cofano dell’auto. L’esplosione, che passa inizialmente inosservata e confusa con i botti di fine anno, provoca danni, oltre che alla macchina, parcheggiata in una strada in pieno centro, anche alle abitazioni vicine.<br />
Alle 5 di stamani una bomba viene fatta esplodere davanti al portone di accesso alla Procura generale di Reggio Calabria. L’ordigno, una bombola di gas alla quale era stato applicato esplosivo ad alto potenziale, è stato innescato da una miccia. A collocarlo davanti al portone di ingresso della Procura generale sono stati, secondo quanto filmato dalla telecamera di servizio, due uomini con il volto coperto da caschi da motociclista, giunti sul posto a bordo di un motorino.<br />
Così la criminalità ha avviato il nuovo anno in Calabria.<br />
Il Ministro Maroni, che non potrà non occuparsi della Calabria nelle prossime ore, considerata la gravità dell’ultimo episodio che ha come obiettivo i magistrati di una Procura particolarmente impegnata sul fronte del contrasto alla criminalità organizzata, ai quali va espressa solidarietà incondizionata, non può che rendersi conto che la sicurezza in Calabria è messa a rischio da una criminalità radicata ed invasiva che va contrastata con maggiore incisività.<br />
La Calabria non può capire un Governo che vede nell’immigrazione clandestina la maggiore causa dell’insicurezza dei cittadini. Non lo può capire perché è terra di emigrazione e di accoglienza ma anche e soprattutto perché la vita dei calabresi è un percorso ad ostacoli, in cui si registrano giornalmente attentati ad amministratori ed imprese, omicidi anche di giovanissimi, episodi criminali in luoghi destinati alla cura ed in cui l’attività dei magistrati e delle forze dell’ordine richiede più coraggio e più determinazione che altrove.<br />
Qualche mese fa gli operai di una ditta appaltatrice dei lavori dell’autostrada hanno subito un’intimidazione che ricorda molto quella di Mileto, segno in entrambi i casi di una criminalità che non mette più a rischio solo i mezzi delle imprese ma anche i lavoratori. Quell’intimidazione è stata oggetto di un’interpellanza a mia firma su cui non ho ricevuto risposta.<br />
Basterà oggi la bomba davanti alla Procura generale di Reggio a imporre all’attenzione del Governo la situazione calabrese? Io sono sicura che se l’episodio fosse successo in altri luoghi sarebbe stato oggetto di un’informativa del Governo al Parlamento. Cosa succederà per la Calabria?<br />
 Su questo presenterò un’interrogazione al Ministro dell’Interno e mi auguro che la risposta possa dare conto di iniziative immediate da assumere nelle prossime ore.<br />
Doris Lo Moro – deputato PD  &#8211; Commissione Affari Costituzionali</p>
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		<title>LO MORO (PD) : BASTA CON I BALLETTI DELLE CIFRE – BISOGNA VERIFICARE IN FRETTA I  COSTI DELLE PRIMARIE</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 08:43:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Se dovesse rispondere al vero che le primarie per la scelta del candidato alla Presidenza della Regione richiedono l’impiego di duemilioni e cinquecentomila euro di fondi pubblici, non c’è dubbio che dovrebbe prendersi atto dell’assoluta inopportunità di farle, almeno secondo le procedure della sfortunata legge licenziata dal Consiglio Regionale.
Mi sento però di aggiungere, da candidata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se dovesse rispondere al vero che le primarie per la scelta del candidato alla Presidenza della Regione richiedono l’impiego di duemilioni e cinquecentomila euro di fondi pubblici, non c’è dubbio che dovrebbe prendersi atto dell’assoluta inopportunità di farle, almeno secondo le procedure della sfortunata legge licenziata dal Consiglio Regionale.<br />
Mi sento però di aggiungere, da candidata alle primarie e da politico calabrese, che si dovrebbero a questo punto trarre altre due conclusioni. La prima, che i partiti che hanno depositato una lista potrebbero procedere con primarie di partito, finanziando direttamente l’operazione. E questo, almeno per il PD, costituisce a mio parere un’esigenza inderogabile. La seconda che questa storia boccerebbe sul nascere la ricandidatura di Loiero e la candidatura di Bova, entrambi firmatari della legge, con ruoli apicali nella maggioranza di governo.<br />
Forse è il momento di aprire un confronto serio nel partito che non ha discusso né dei costi delle primarie né di altre novità licenziate incautamente dal Consiglio Regionale, come quella del consigliere supplente.<br />
L’appello lo rivolgo al Segretario regionale del PD che deve assumersi la responsabilità di discutere e decidere la linea del partito su punti di grande rilevanza politica come quelli sul tappeto.<br />
La confusione che regna intorno all’attività della Regione conferma che serve un taglio netto per rilanciare la Calabria e la politica.<br />
Doris Lo Moro </p>
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		<title>SCOMPARSA TONINO ACRI: LO MORO, IL CETO DIRIGENTE CALABRESE PERDE UN POLITICO ONESTO.</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 10:11:22 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ultimi Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[La morte di Tonino Acri lascia un vuoto profondo nella politica calabrese e soprattutto in quanti hanno avuto con lui un rapporto di sincera amicizia.
Ho conosciuto Tonino quando eravamo io Sindaco e lui amatissimo ed efficientissimo presidente della provincia di Cosenza. Come lui sono stata Presidente della Legautonomie ed anche questo era un segnale di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La morte di Tonino Acri lascia un vuoto profondo nella politica calabrese e soprattutto in quanti hanno avuto con lui un rapporto di sincera amicizia.<br />
Ho conosciuto Tonino quando eravamo io Sindaco e lui amatissimo ed efficientissimo presidente della provincia di Cosenza. Come lui sono stata Presidente della Legautonomie ed anche questo era un segnale di un percorso comune nel partito e nelle istituzioni.<br />
Ho vissuto con lui l’ansia dei risultati delle elezioni regionali dell’aprile 2005; l’ho molto confortato nei giorni in cui la sua elezione appariva incerta e sono stata felice del risultato raggiunto.<br />
Un uomo buono e dal carattere non facile, un politico controcorrente, abituato a misurarsi con i risultati.<br />
Non sempre ci siamo capiti durante il comune percorso nel Consiglio regionale. Abbiamo avuto le stesse posizioni sui fatti più significativi anche se qualche volta in momenti diversi.<br />
Ho saputo da lui della malattia che lo aveva colpito e che ha combattuto con determinazione, come ha sempre fatto contro le ingiustizie e i soprusi.<br />
Mi spiace per i discorsi non fatti e comunque non conclusi. Mi spiace perché aveva tanto ancora da dare alla sua famiglia, ai suoi amici e alla società calabrese.<br />
Esprimo vicinanza e affetto alla moglie, ai figli, alle persone che gli erano più vicino.<br />
Con la morte di Tonino Acri la classe dirigente calabrese perde un politico onesto.</p>
<p>Doris Lo Moro</p>
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		<title>REGIONALI: LO MORO (PD), LARATTA SOTTOVALUTA CHE I CANDIDATI SONO ALMENO TRE</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 10:06:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Capisco la provocazione dell’on.le Laratta che vuole in maniera polemica spostare la discussione sui contenuti.
Capisco anche che fare riferimento a due soli candidati consente al collega parlamentare di evocare le medaglie che hanno solo due facce (testa e croce).
La sua rappresentazione cozza però con la realtà dei fatti dal momento che i candidati alle primarie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Capisco la provocazione dell’on.le Laratta che vuole in maniera polemica spostare la discussione sui contenuti.<br />
Capisco anche che fare riferimento a due soli candidati consente al collega parlamentare di evocare le medaglie che hanno solo due facce (testa e croce).<br />
La sua rappresentazione cozza però con la realtà dei fatti dal momento che i candidati alle primarie per la presidenza della Regione in Calabria sono al momento tre e, fino alla scadenza dei termini, potrebbero anche essere di più.<br />
Poi, se il problema calabrese è anche o soprattutto l’inadeguatezza del ceto dirigente, anche i nomi e le storie che ci sono dietro hanno la loro importanza.<br />
E io, nel chiedere  a Franco Laratta di non ostinarsi a non pronunciare il mio, lo ringrazio comunque di non avermi affidato il ruolo di una delle facce della stessa medaglia.&#8221;</p>
<p>Lo ha dichiarato Doris Lo Moro, parlamentare del Partito Democratico e candidata alle primarie per la presidenza regionale. </p>
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		<item>
		<title>LA MIA CANDIDATURA ALLE PRIMARIE SI CONFERMA UNA FELICE INTUIZIONE</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 10:02:21 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ultimi Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Le ragioni politiche che mi hanno spinta a proporre la mia candidatura alle primarie per la scelta del candidato alla Presidenza della Regione vengono da lontano e le renderò note in maniera organica a tempo debito.
Se –come pare &#8211; considerate le dichiarazioni odierne di Bova, la sanità è destinata a diventare il terreno di scontro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le ragioni politiche che mi hanno spinta a proporre la mia candidatura alle primarie per la scelta del candidato alla Presidenza della Regione vengono da lontano e le renderò note in maniera organica a tempo debito.<br />
Se –come pare &#8211; considerate le dichiarazioni odierne di Bova, la sanità è destinata a diventare il terreno di scontro interno ed esterno alla coalizione, devo dire che la mia candidatura si appalesa come una felice intuizione. Da candidata alle primarie sarà mio dovere comunicare agli elettori in maniera compiuta il mio punto di vista per impedire che un ceto dirigente logoro e delegittimato tenti di rianimarsi parlando dei presunti errori di altri anziché dei propri.<br />
Non sarebbe mia intenzione usare toni eccessivi perché le primarie dovrebbero servire per aggregare il partito democratico e la coalizione intorno ad una scelta , ma se sarà necessario alzerò la voce quanto basta per farmi ascoltare da una Calabria troppo spesso rassegnata che deve imparare a giudicare e scegliere.</p>
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		<title>LO MORO (PD): PER AFFRONTARE IL PROBLEMA CARCERARIO NON SERVONO SUPERPOTERI CENTRALIZZATI. SERVE DISMETTERE LA POLITICA DEI TAGLI E DARE FIDUCIA AI LIVELLI REGIONALI</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 10:18:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>duluoz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; quanto dichiara l’on.le LO MORO che ieri ha visitato in Calabria prima la Casa Circondariale di Palmi e subito dopo quella di Laureana di Borrello.
&#8220;Ho sentito il dovere di capire quale fosse la situazione di Palmi, dove nel mese di novembre, a distanza di una settimana, si è verificato prima il suicidio di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; quanto dichiara l’on.le LO MORO che ieri ha visitato in Calabria prima la Casa Circondariale di Palmi e subito dopo quella di Laureana di Borrello.<br />
&#8220;Ho sentito il dovere di capire quale fosse la situazione di Palmi, dove nel mese di novembre, a distanza di una settimana, si è verificato prima il suicidio di un detenuto e poi la tentata evasione di due ergastolani con ferimento di due agenti di custodia, che, unitamente ad altri tre colleghi, hanno prontamente reagito e bloccato i due detenuti, senza neanche fare uso delle armi.<br />
E&#8217; emerso che il detenuto suicida, che a soli 41 anni ne aveva trascorso in carcere oltre venti, era a Palmi da soli sei giorni ed era stato visitato in questo lasso di tempo da uno psichiatra e da uno psicologo, lamentando soprattutto la lontananza dalla famiglia, residente a Milano, a oltre 1.200 Km. di distanza.<br />
Ha trovato poi conferma l’allarme sulle modalità della tentata evasione in relazione alla circostanza che i due ergastolani, appartenenti alla cosca Zagari, della zona, erano in possesso di due pistole 6,35 e, essendo giunti a Palmi da qualche giorno per presenziare ad un processo, non avevano ricevuto visite di parenti in carcere.<br />
Certo sarà la magistratura a ricostruire la verità ma non si può non sottolineare che occorre più trasparenza su quanto succede nelle carceri italiane, dove il disagio vero dei detenuti è spesso sottovalutato e, al tempo stesso, si verifica che detenuti particolarmente pericolosi vengano in possesso di armi&#8221;.<br />
&#8220;Ho potuto constatare –continua la Lo Moro &#8211; che a Palmi su 215 detenuti presenti solo trenta sono lavoranti. Un dato segnalato dal Direttore del carcere e dal Provveditore regionale che è emerso con forza, come criticità, nei colloqui avuti con i detenuti. La carenza di risorse impedisce di investire in lavori di manutenzione degli immobili e di offrire qualche opportunità di lavoro in più ai tanti detenuti che ne fanno richiesta&#8221;.<br />
A dimostrazione che le cose possono andare diversamente l&#8217;on.le Lo Moro riferisce in termini positivi sull’esperienza dell’altra casa di reclusione visitata, quella di Laureana di Borrello, che dista da Palmi pochi chilometri.<br />
&#8220;Si tratta di un carcere aperto, destinato a giovani detenuti primari, di età non superiore ai 34 anni; in cui si investe nel rapporto di fiducia con i detenuti che vi accedono su richiesta e sottoscrivono un patto con l’Amministrazione. Un carcere in cui i detenuti lavorano tutto il giorno nelle serre dell&#8217;azienda florovivaistica di proprietà del Ministero della Giustizia che circonda la casa di reclusione, nel laboratorio di falegnameria e in mille altre attività, oltre che nei servizi di pulizia eseguiti giornalmente in maniera ineccepibile&#8221;.</p>
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<em>Ascolta l&#8217;intervista a Doris Lo Moro sulla sua visita alle carceri di Palmi e di Laureana di Borrello e sulla politica del Governo Berlusconi riguardante la giustizia ed il sistema carcerario</em></p>
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		<title>LO MORO (PD) : LA COMMISSIONE GIUSTIZIA VARI IN SEDE LEGISLATIVA LA LEGGE CHE VIETA AI SORVEGLIATI SPECIALI LA PROPAGANDA ELETTORALE</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 10:09:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>duluoz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
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		<description><![CDATA[Domani, due dicembre, la Commissione Giustizia è chiamata ad esaminare gli emendamenti al testo base, elaborato dalla relatrice, on.le Angela Napoli, del disegno di legge che vieta di svolgere attività di propaganda elettorale ai sorvegliati speciali (tra i quali, in particolare, i soggetti sottoposti a tale misura di prevenzione perché ritenuti dediti alla commissione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domani, due dicembre, la Commissione Giustizia è chiamata ad esaminare gli emendamenti al testo base, elaborato dalla relatrice, on.le Angela Napoli, del disegno di legge che vieta di svolgere attività di propaganda elettorale ai sorvegliati speciali (tra i quali, in particolare, i soggetti sottoposti a tale misura di prevenzione perché ritenuti dediti alla commissione di reati di mafia).<br />
Si tratta di una normativa in discussione da più legislature, destinata a colmare una lacuna nel sistema che attualmente, mentre non riconosce ai sorvegliati speciali l’elettorato attivo e passivo, non inibisce la loro partecipazione alla campagna elettorale a beneficio di terzi.<br />
Sarebbe auspicabile un’accelerazione nell’approvazione del disegno di legge, che in Commissione Giustizia ha trovato sostanziale consenso in tutti i gruppi parlamentari, per consentire la vigenza dei divieti introdotti sin dalle consultazioni elettorali regionali della primavera 2010.<br />
La presenza di sorvegliati speciali, ed in particolare di sorvegliati speciali per reati di mafia, è molto pesante  soprattutto nelle regioni meridionali, molte delle quali saranno chiamate nella primavera del 2010 ad eleggere i nuovi Presidenti delle Giunte e i componenti dei Consigli regionali.<br />
Non è un caso che l’idea del divieto di propaganda elettorale ai sorvegliati speciale è nata in Calabria, nell’ambito dell’associazione Centro Studi Lazzati e su impulso del suo Presidente, giudice De Grazia.<br />
L’approvazione in tempo utile del disegno di legge sarebbe un gesto concreto di attenzione per le regioni maggiormente oppresse dalla presenza di una criminalità aggressiva ed invasiva che ha spesso condizionato le scelte elettorali e portato, in particolare, allo scioglimento di decine e decine di consigli comunali.<br />
La Commissione Giustizia e la Presidente Giulia Bongiorno, che si è da subito espressa a favore della nuova normativa, valuti, pertanto, la possibilità di decidere in sede legislativa per consentire l’immediata  trasmissione del testo al Senato e rendere così possibile l’approvazione definitiva e l’entrata in vigore della nuova normativa prima della imminente tornata elettorale del marzo 2010. </p>
<p>La novità introdotta dal disegno di legge è duplice. Per un verso, i sorvegliati speciali, che, sulla  base di normativa previgente non possono né votare né essere votati, non potranno neanche svolgere attività di propaganda elettorale; per un altro, le conseguenze del mancato rispetto di tale divieto ricadono anche sui beneficiari dell’attività di propaganda che abbiano consapevolmente richiesto o sollecitato il sostegno elettorale.<br />
Sia il comportamento del sorvegliato speciale che del candidato consapevolmente beneficiario dell’attività di propaganda integrano, secondo il testo in discussione, una fattispecie delittuosa. Per il candidato condannato è prevista, inoltre, la pena accessoria della decadenza (in caso di elezione) e dell’ineleggibilità per un periodo di tempo determinato.</p>
<p>Doris Lo Moro – parlamentare PD</p>
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		<title>LO MORO (PD): IN ATTESA CHE SIA FIRMATO IL DECRETO CHE INDICE LE PRIMARIE</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 10:22:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>duluoz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le primarie per la scelta del candidato alla Presidenza della Giunta regionale sono e devono essere una cosa seria. Lo sosteniamo in tanti. Lo deve credere chi accetta la sfida di candidarsi senza sentirsi un candidato “naturale” o “necessario”. Lo devono credere soprattutto i cittadini per parteciparvi.
Eppure la legge regionale che le ha introdotte nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le primarie per la scelta del candidato alla Presidenza della Giunta regionale sono e devono essere una cosa seria. Lo sosteniamo in tanti. Lo deve credere chi accetta la sfida di candidarsi senza sentirsi un candidato “naturale” o “necessario”. Lo devono credere soprattutto i cittadini per parteciparvi.<br />
Eppure la legge regionale che le ha introdotte nel nostro sistema è stata corretta in pochissimo tempo più volte e non su questioni marginali. E la stessa data, prevista inizialmente per il 12/13 dicembre è  slittata prima al 20 dicembre e poi al 10 gennaio.  Ci sono state sicuramente delle ragioni anche per quello che appare un ritardo nella firma del decreto e ne sono a conoscenza, si suppone, i soggetti che, all’attualità, guidano la Giunta e il Consiglio regionale. Spero anche che abbiano informato i segretari di partito anche se so che il segretario del PD quando è stato deciso lo slittamento della data dal 20 dicembre al 10 gennaio non ne conosceva le ragioni.<br />
C’è un conflitto (di interessi?) latente in questa questione, che vede coinvolti come futuri possibili  candidati soggetti che determinano il contenuto, le modalità e i tempi delle primarie, che non lascia del tutto tranquilli.<br />
Io comunque continuo a credere che si tratta di una cosa seria e attendo di conoscere la data definitiva del voto e la data di scadenza per il deposito delle candidature.<br />
Intanto, per cominciare a portare il discorso sui contenuti, comunico il mio impegno a rifiutare i voti di mafia sin dalla fase delle primarie e a considerare già vigente e valido anche per le primarie il divieto di propaganda per i sorvegliati speciali che dovrebbe essere introdotto a breve, per le consultazioni elettorali, dal Parlamento italiano.<br />
Un altro impegno che assumo è di dare senso e sostanza alla trasparenza nell’agire politico, comunicando preventivamente le ragioni delle mie scelte alla cittadinanza e alla politica che hanno diritto di sapere. E’ un impegno che possono assumere Loiero e Bova? Giudicando da quello che sta succedendo sinora sulle primarie  sembrerebbe di no.<br />
Doris Lo Moro – parlamentare PD, aspirante candidata alle primarie di coalizione</p>
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