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	<title>Doris Lo Moro &#187; Comunicati</title>
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		<title>Lettera al Sindaco di Lamezia Terme</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 09:43:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro Gianni,
come prevedibile non potrò essere presente alla riunione da te indetta per domani sul piano strutturale perché nella giornata di giovedì sono programmati lavori alla Camera.
Se, nel futuro, dovessi ritenere opportuna e/o necessaria la mia presenza dovresti aver cura di evitare le giornate da martedì a giovedì compreso, in cui normalmente vengono concentrati gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Gianni,</p>
<p>come prevedibile non potrò essere presente alla riunione da te indetta per domani sul piano strutturale perché nella giornata di giovedì sono programmati lavori alla Camera.</p>
<p>Se, nel futuro, dovessi ritenere opportuna e/o necessaria la mia presenza dovresti aver cura di evitare le giornate da martedì a giovedì compreso, in cui normalmente vengono concentrati gli impegni romani.</p>
<p>Restando sul tema della riunione, ritengo intanto doveroso farti presente che sono proprio i “poteri forti” cui hai fatto cenno recentemente in tue dichiarazioni riportate dalla stampa ad essere interessati all’espansione edilizia che viene proposta con il PSC.</p>
<p>La mia contrarietà netta all’ipotesi in discussione è dovuta a ragioni tecnico-urbanistiche, che non posso sintetizzare in questa sede, ma anche o soprattutto alla necessità di difendere la città da quei poteri forti che io identifico nell’imprenditoria collusa e direttamente nella criminalità organizzata, zona grigia compresa.</p>
<p>Credo che non sia il caso di continuare a vivere come un attacco ogni diversità di opinione.<br />
Anch’io ho delle responsabilità rispetto alla città, non solo per il ruolo di amministratore che ho a lungo ricoperto, proteggendo la città da quei poteri forti che anche allora erano presenti ma che, nel frattempo, mi appaiono più radicati, ma anche perché sono tuttora parlamentare in carica, peraltro per un partito che sostiene la tua amministrazione.</p>
<p>Non può meravigliarti, dunque, che su temi come il PSC, ma anche la Multiservizi o l’ambiente, ritengo doveroso far conoscere la mia opinione che, ahimè, troppo spesso è diversa dalla tua.</p>
<p>Resta il fatto che, come è giusto che sia, il Sindaco in carica, e quindi tu, hai l’onere e la responsabilità delle scelte dell’Amministrazione che rappresenti.</p>
<p>Il mio augurio ovviamente è di poter dare il mio contributo per sostenere e rendere più forte la nostra città.</p>
<p>Doris Lo Moro</p>
<p>Roma, lì 1° febbraio 2012</p>
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		<title>LO MORO (PD) &#8211;  LE PAROLE DI PRODI PROPONGONO UN SERIO PERCORSO DI RISCATTO PER IL SUD</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Oct 2011 09:40:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[La lettura dei problemi del Sud che ci offre oggi Romano Prodi con il suo editoriale pubblicato da “Il Messaggero” è dura come, del resto, gravi e sconfortanti sono i dati raccolti nel “Rapporto Svimez 2011 sull’economia del Mezzogiorno” richiamato nell’articolo.
La crisi economica ha colpito il Mezzogiorno ancora di più del resto d’Italia e non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La lettura dei problemi del Sud che ci offre oggi Romano Prodi con il suo editoriale pubblicato da “Il Messaggero” è dura come, del resto, gravi e sconfortanti sono i dati raccolti nel “Rapporto Svimez 2011 sull’economia del Mezzogiorno” richiamato nell’articolo.<br />
La crisi economica ha colpito il Mezzogiorno ancora di più del resto d’Italia e non si intravedono segni di ripresa ma i risultati del Rapporto prospettano un futuro ancora più drammatico. A causa dell’emigrazione e della crescente riduzione delle nascite, il Mezzogiorno potrebbe perdere, nei prossimi vent’anni, un giovane su quattro,  trasformandosi in un’area con popolazione anziana, sempre più dipendente dal resto del Paese.<br />
I giovani meridionali che oramai da tempo lasciano in massa il Sud finiscono per impoverire la capacità di reazione di un Mezzogiorno che, nella sua parte sana e tra mille limiti, continua comunque ad investire sui propri figli, salvo poi ad assistere impotente alla mancanza di prospettive occupazionali o, quando va bene, alla loro realizzazione altrove.<br />
Non è più tempo di registrare ed archiviare dati. L’allarme è partito da anni e non c’è stata nessuna inversione di tendenza ma da qualche parte bisogna partire. E’ per questo che diventa importante e toglie ogni alibi, anche di tipo finanziario, l’affermazione del Presidente Prodi secondo cui “Il Mezzogiorno non corre al passo del mondo contemporaneo perchè la criminalità e i comportamenti illegali lo hanno isolato dal resto del mondo”.<br />
Sì, non basta più fare neanche  riferimento alla sola criminalità organizzata. Nel Meridione, infatti,  le strategie e le attività della criminalità organizzata e i comportamenti illegali riconducibili alla politica e più in generale al ceto dirigente vanno spesso insieme e si sostengono vicendevolmente. Non viene fuori questo, forse, dai tanti scioglimenti per infiltrazioni mafiose di comuni ed aziende sanitarie? E questo scenario non è forse confermato dal coinvolgimento in inchieste giudiziarie di un numero sempre crescente di politici sostenuti da cosche mafiose? E non è forse il clima di confusione e di disamministrazione che emerge in tanti enti pubblici che rende possibile che, dietro ad un consolidato sistema clientelare, si  nascondano collusioni e ingerenze mafiose?<br />
Ma le parole di Prodi sono e devono essere recepite soprattutto come un’indicazione di percorso. Non ci si può rassegnare al peso opprimente delle illegalità nè si può affrontare il problema in confini circoscritti. Serve un “mutamento etico e politico” che richiede consapevolezza in tutti, nelle Istituzioni, a tutti i livelli territoriali, a partire dallo Stato, nella società, nella politica che deve affrontare il problema del Mezzogiorno a livello nazionale, evitando di continuare a considerare i “politici del Sud” come pedine abili nella raccolta del consenso, da utilizzare in giochi di potere che, guarda caso, avvantaggiano sempre altre regioni. Non è successo forse questo anche nelle recenti nomine in ruoli di governo?<br />
Mentre Tremonti lancia con Eurosud un’ennesima manovra diversiva per uscire dall’isolamento, il Presidente Prodi ci richiama alla responsabilità ed all’impegno. Io gli rispondo che c’è ancora un Sud che vuole salvarsi e reagire; ci sono, in particolare, tanti giovani che vogliono restare ed impegnarsi. Il problema non facile è che il percorso di riscatto per essere credibile richiede un autentico ricambio della classe dirigente, a partire da quella politica. E questo deve volerlo il Sud ma anche, a livello nazionale,  i partiti politici, tutti, a partire dal PD.</p>
<p>Doris Lo Moro </p>
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		<title>Lo svincolo autostradale per l’area industriale di Lamezia Terme è una priorità infrastrutturale</title>
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		<pubDate>Sat, 28 May 2011 19:49:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Nota stampa dell&#8217;on.le Lo Moro 
Inserire lo svincolo autostradale per l’accesso diretto all’area industriale di Lamezia Terme tra le priorità infrastrutturali per la Calabria di Governo, Regione e ANAS.
Nell’ottobre 2008 ho formalmente richiesto, riscontrando una condivisione generale dell’iniziativa da parte dei parlamentari calabresi, che la realizzazione dello svincolo autostradale con accesso diretto all’area industriale di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nota stampa dell&#8217;on.le Lo Moro </p>
<p>Inserire lo svincolo autostradale per l’accesso diretto all’area industriale di Lamezia Terme tra le priorità infrastrutturali per la Calabria di Governo, Regione e ANAS.</em></p>
<p>Nell’ottobre 2008 ho formalmente richiesto, riscontrando una condivisione generale dell’iniziativa da parte dei parlamentari calabresi, che la realizzazione dello svincolo autostradale con accesso diretto all’area industriale di Lamezia Terme fosse inserita nella programmazione dell’Anas e sostenuta a livello istituzionale dalla Regione Calabria, Provincia di Catanzaro, Comune di Lamezia Terme, Asi e Lameziaeuropa.</p>
<p>Avendo acquisito la consapevolezza dell’importanza dell’infrastruttura, attraverso un proficuo confronto con gli imprenditori che operano nella zona, ho ritenuto infatti di fondamentale importanza l’inserimento dell’intervento fra le  priorità in coerenza con una logica di sviluppo regionale finalizzata a valorizzare le potenzialità di attrazione produttiva e le infrastrutture logistiche presenti nell’area lametina in un’ottica di integrazione funzionale con il porto di Gioia Tauro.</p>
<p>La realizzazione dello svincolo consentirebbe già nell’immediato di eliminare considerevoli quote di traffico pesante dalla SS.18 nel tratto Sant’Eufemia Lamezia – Ponte dell’Angitola, legate anche agli importanti insediamenti turistici presenti nella zona, che determinano attualmente gravi pericoli per la sicurezza dei mezzi e delle persone testimoniati dai numerosi incidenti stradali, purtroppo anche mortali, che si sono verificati lungo la SS.18 nel corso degli anni, nonché di mitigare, mediante la riduzione dei tempi di percorrenza, l’impatto sul territorio delle centinaia di veicoli pesanti che quotidianamente transitano da e per l’area industriale per servizi offerti alle aziende insediate ed anche alle infrastrutture a carattere sovracomunale presenti nell’area. </p>
<p>Nell’agosto 2009 il Presidente Anas Spa, ing. Pietro Ciucci, comunicava l’avvio da parte dell’Ente di uno studio di fattibilità tecnica per la realizzazione dello svincolo autostradale A3 SA/RC per l’accesso diretto all’area industriale di Lamezia Terme ai fini della inclusione dell’opera nella programmazione di Anas Spa. Il presidente Ciucci evidenziava inoltre che la collocazione di un nuovo svincolo, in posizione baricentrica rispetto agli svincoli di Lamezia Terme e Pizzo Calabro, rappresentava una soluzione progettuale di indubbia valenza per il futuro sviluppo socio economico del territorio lametino e per l’espansione dell’area industriale di Lamezia Terme. </p>
<p>Nel settembre 2009 il condirettore generale dell’Anas, Stefano Granati, nell’evidenziare il giudizio positivo espresso sul progetto dal presidente Ciucci, confermava che l’Ente stava affrontando e valutando il progetto sia in termini tecnici che di fattibilità finanziaria.</p>
<p>Oggi si apprende che l’Anas, mentre in altre aree urbane calabresi inaugura svincoli autostradali ogni 4/5 km, subordina la realizzazione dell’opera alla presentazione di studi di fattibilità legati ad altre infrastrutture logistiche ipotizzate sull’area, quasi che potesse essere messa in dubbio l’utilità e la sostenibilità dell’intervento che sembravano oramai scontate.</p>
<p>La verità è che il tempo gioca contro mentre su questa tematica servono impegni immediati e concreti del Governo e della Regione Calabria. In tale ottica ritengo che, sulla base di quanto annunciato, nel corso della recente visita elettorale a Reggio Calabria, dal Ministro per gli Affari Regionali, on. Raffaele Fitto, e dal Presidente Scopelliti, la realizzazione dello svincolo autostradale per l’accesso diretto all’area industriale di Lamezia Terme debba essere inserita tra le opere infrastrutturali prioritarie da finanziare in Calabria nell’ambito del Piano per il Sud mediante lo strumento operativo del Contratto di Sviluppo Istituzionale promosso dai Ministeri degli Affari Regionali ed Economia d’intesa con le Regioni, gli Enti Locali ed i concessionari di servizi pubblici quali l’Anas, per realizzare infrastrutture materiali ed immateriali strategiche per colmare il gap esistente nelle aree sottosviluppate del paese a cominciare dal Mezzogiorno.</p>
<p>In questa direzione, da parlamentare, sarò impegnata insieme a tutte le istituzioni locali per la concreta realizzazione dell’infrastruttura e per la costituzione di un Tavolo Istituzionale con Governo, Regione ed Anas finalizzato al reperimento delle risorse finanziarie necessarie.</p>
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		<title>IL DOVERE DELLA MEMORIA</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 12:24:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Nota trasmessa per la manifestazione di commemorazione di Francesco Tramonte e Pasquale Cristiano. 
Lamezia Terme, 24 maggio 2011
Ricordo perfettamente dov’ero e cosa stavo facendo la sera del 4 gennaio 1992 quando  si è sparsa la notizia a Lamezia dell’uccisione del Sovrintendente Aversa e della moglie, Lucia Precenzano. Ricordo bene anche dove e con chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nota trasmessa per la manifestazione di commemorazione di Francesco Tramonte e Pasquale Cristiano. </p>
<p>Lamezia Terme, 24 maggio 2011</em></p>
<p>Ricordo perfettamente dov’ero e cosa stavo facendo la sera del 4 gennaio 1992 quando  si è sparsa la notizia a Lamezia dell’uccisione del Sovrintendente Aversa e della moglie, Lucia Precenzano. Ricordo bene anche dove e con chi ero quando ho sentito in televisione la notizia della strage di Capaci il 23 maggio 1992. Non mi davo pace per la morte annunciata di Giovanni Falcone e della sua scorta ma mi ferì anche la circostanza che con lui trovò la morte la moglie Francesca, anche lei magistrato. Con forse maggiore nettezza ricordo la fitta di dolore che ho avvertito quando nel pomeriggio del 23 luglio dello stesso 1992 un amico mi avvertì telefonicamente della morte di Paolo Borsellino, un uomo mite che anche fisicamente somigliava tanto a mio padre. Eppure, se questi fatti cambiarono la mia vita e quella di tanti, nella scelta che mi trasformò da magistrato in Sindaco ebbe  un’importanza decisiva l’omicidio di Pasquale Cristiano e Francesco Tramonte, il 24 maggio 1991. Non ricordo nulla di questa data né saprei dire come appresi la notizia ma so che inizialmente la registrai come uno dei tanti fatti di sangue che si susseguivano in città. La mia vita si svolgeva tra la mia casa in campagna e il Tribunale. E le notizie di cronaca nera le vivevo più in un’ottica professionale che da cittadina. Negli ultimi tempi tra l’altro più volte mi ero trovata catapultata all’ufficio GIP per occuparmi di omicidi e di altri gravi reati. Certo è che nell’immediatezza la morte dei due operai non mi apparve diversa dalle altre, anche se emerse subito che si trattava della morte di due persone estranee all’ambiente criminale.</p>
<p>Non mi sono mai occupata del duplice omicidio ma, ironia della sorte, mi sono occupata, come giudice dell’udienza preliminare, a seguito dell’astensione del collega titolare, del processo a carico di diversi amministratori lametini per il servizio di nettezza urbana. Non avrei mai immaginato in quella data che, qualche mese dopo, guidare l’amministrazione comunale sarebbe diventato il mio obiettivo da candidato a Sindaco di “Alleanza per Lamezia”. </p>
<p>E solo dopo lo scioglimento del consiglio comunale eletto il 13 e 14 maggio 1991 per infiltrazioni mafiose che la morte dei due netturbini, che tanta rilevanza ebbe nella relazione stesa dal Sovrintendente Aversa che determinò il decreto di scioglimento,  diventò centrale nelle mie scelte.  Si mette in conto che possa rischiare la vita chi svolge ruoli di contrasto della criminalità organizzata ma come si può accettare la morte per mano assassina di due operai usciti di casa all’alba per guadagnarsi da vivere onestamente o di una donna, come la signora Lucia, alla cui immagine sorridente nel tempo mi sono affezionata come a quella di un’amica cara o di una parente?  Sposata la causa del riscatto della città, non ho mai dimenticato i due netturbini e la necessità di impedire qualsiasi tipo di ingerenza o di commistione della criminalità organizzata nella gestione dei servizi pubblici comunali.</p>
<p>L’amministrazione che guidai dal dicembre 1993 si occupò immediatamente del servizio di raccolta dei rifiuti. Furono mesi difficili, in cui, contando sulla collaborazione di dipendenti comunali particolarmente coraggiosi, riuscimmo a intaccare posizioni di potere consolidate e a liberare la macchina comunale da influenze nefaste. Nacquero allora progetti importanti che portarono alla realizzazione della discarica consortile e alla creazione di una società di servizi, la Multiservizi, che costituì per molto tempo il fiore all’occhiello della città.</p>
<p>Il 14 febbraio del 1994 ebbe luogo la prima manifestazione pubblica della nuova  amministrazione. Accompagnata da Luciano Violante, che aveva avuto un ruolo importante nella mia scelta, scoprimmo la lapide apposta in ricordo dei due netturbini,  “vittime della barbarie mafiosa”, sulla facciata del vecchio palazzo comunale in Corso Numistrano, accanto alla lapide che ricorda i partigiani Vinicio Cortese e Domenico Antonio Petruzza. Nelle parole scolpite sulla lapide c’è il senso dell’impegno assunto:<br />
<em>&#8220;Perchè la libertà del vivere non venga mai più sopraffatta e offesa dalla violenza degli egoismi e dai silenzi dell’indifferenza&#8221;</em>. </p>
<p>A 19 anni di distanza voglio anche ricordare una persona che non c’è più: Vincenzo Cristiano, padre di Pasquale, che non ci ha consentito mai di dimenticare. Tra me e Vincenzo Cristiano era nata una profonda amicizia. Non mi sono mai mancati negli anni i suoi consigli e la sua vicinanza. Era un uomo di buoni sentimenti, profondamente legato alla famiglia. La tragedia lo aveva trasformato in un testimone del bisogno di giustizia –rimasto inappagato per lui come per tante vittime- e della necessità che ad occuparsi della cosa pubblica fossero persone pulite ed anche coraggiose. Tante volte, davanti a sue osservazioni sul ceto politico lametino, cercavo di calmare la sua impazienza ma sapevo che questo suo schierarsi contro l’ignavia e l’indifferenza rispondeva ad un imperativo etico che dava senso alla sua vita.</p>
<p>I parenti delle vittime possono apparire ingombranti in una società che tende ad archiviare tutto e in fretta.  In realtà invece dobbiamo molto ai tanti che spendono anni importanti della loro vita per portare avanti, in prima persona,  battaglie che dovrebbero appartenere a tutti.  Se oggi in un ricordo che accomuna gli omicidi dei primi anni ‘90, che tanto hanno inciso sulla nostra storia individuale e collettiva, non si può non avere memoria dell’omicidio del giudice Scopelliti, verificatosi il 9 agosto 1991, lo dobbiamo alla battaglia portata avanti con tenacia dalla figlia Rosanna, una donna esemplare che fa onore alla Calabria.</p>
<p>Lamezia deve cancellare l’indifferenza che continua ad essere troppo presente.  La città deve molto a Francesco e Pasquale e alle loro famiglie. Deve molto a Vincenzo Cristiano che nella sua battaglia per la verità non ha mai dimenticato di nominarli entrambi, uniti nella morte e nella memoria. </p>
<p>Doris Lo Moro – parlamentare PD, già Sindaco di Lamezia Terme</p>
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		<title>MA TREMONTI DURANTE LA VISITA IN CALABRIA AVRA’ LETTO I GIORNALI LOCALI?</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Feb 2011 19:55:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Il viaggio di Tremonti in Calabria somiglia molto ad una confessione. Il Ministro dell’Economia non conosce la situazione calabrese e, soprattutto, non si fida dei suoi colleghi di governo, ai quali dice sempre e comunque di no, senza approfondire la natura e l’urgenza delle richieste prospettate. La sua opinione, invece, visto che ha in mano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il viaggio di Tremonti in Calabria somiglia molto ad una confessione. Il Ministro dell’Economia non conosce la situazione calabrese e, soprattutto, non si fida dei suoi colleghi di governo, ai quali dice sempre e comunque di no, senza approfondire la natura e l’urgenza delle richieste prospettate. La sua opinione, invece, visto che ha in mano il cordone della borsa, deve contare molto per gli altri Ministri e per lo stesso Berlusconi.  </p>
<p>E’ per questo che mi sono chiesta se il Ministro Tremonti ha avuto occasione di dare un’occhiata ai giornali locali mentre scendeva in Calabria su  treni di vecchia costruzione destinati a questa parte d’Italia, in fatiscenti carrozze di seconda classe, o mentre risaliva, a bordo di un pulmino,  lungo la Salerno.Reggio Calabria, che &#8211; secondo quanto dichiarato alla Camera da Berlusconi &#8211; dovrebbe essere completata nel 2013.</p>
<p>Avrebbe potuto così  riflettere su quanto incidono sulla competitività delle imprese le difficoltà di accesso al credito. Avrebbe potuto, in particolare, constatare che i tassi bancari praticati al Nord sono diversi e minori di quelli praticati al Sud, al punto che nelle regioni meridionali sono le stesse banche che, quando non spingono al ricorso agli strozzini, praticano esse stesse tassi giudicati illegali da Tribunali della Repubblica. Bastava leggere la notizia della sentenza per usura emessa dal Tribunale di Vibo Valentia contro la banca Antonveneta e le considerazioni aggiuntive e drammaticamente chiarificatrici di Antonino De Masi, un imprenditore che da anni denuncia il fenomeno tra l’incredulità diffusa. E tutto questo, in fondo, rientra nelle sue competenze più delle condizioni dei treni e dei limiti della mobilità più volte segnalati al suo collega Matteoli da decine di interrogazioni e di denunce.</p>
<p>Sui giornali il Ministro Tremonti avrebbe letto la notizia che un commerciante reggino che si è opposto al racket è rimasto ferito in un agguato organizzato per ucciderlo. Avrebbe considerato quanto sono gravose le condizioni in cui Tiberio Bentivoglio e i suoi colleghi lavorano e quanto siano poco protette dallo Stato le persone che hanno il coraggio di denunciare e di non pagare il pizzo. Avrebbe sicuramente riflettuto sui danni di una politica di tagli generalizzati che non può che rendere debole la presenza dello Stato su un territorio controllato in maniera capillare dalla ‘ndrangheta. E anche questo dovrebbe avere conseguenze sulla politica del suo Ministero. </p>
<p>Non so se questo viaggio e il carico di conoscenze e di informazioni di cui  Tremonti si sarà arricchito cambierà qualcosa nella politica del governo; se per esempio ci potranno essere restituiti i fondi FAS che ci sono stati sottratti. Personalmente non credo ma le mie interrogazioni d’ora in poi, sui treni, sull’autostrada o su qualsiasi altro argomento che abbia risvolti economici non mancherò di rivolgerle, prima che al Ministro competente per materia, al Ministro Tremonti che potrà sempre tornare in Calabria per le verifiche del caso.</p>
<p>Non posso non chiedermi, infine, perchè Tremonti era accompagnato da Angeletti e Bonanni. Un viaggio informale? Un nuovo modo di fare sindacato? Avranno avuto le loro buone ragioni ma per adesso siamo in tanti a non aver capito. Per fortuna, lo dico con orgoglio da donna di sinistra, ci resta la Camusso a contrastare la deriva governativa che pare contagiare molti ambienti, compresi quelli sindacali. </p>
<p>Doris Lo Moro</p>
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		<item>
		<title>L’ATTEGGIAMENTO DELLE REGIONI E DEL GOVERNO SUL RIPARTO DEL FONDO SANITARIO ANTICIPA I RISCHI DEL FEDERALISMO REGIONALE</title>
		<link>http://www.dorislomoro.it/dlm/l%e2%80%99atteggiamento-delle-regioni-e-del-governo-sul-riparto-del-fondo-sanitario-anticipa-i-rischi-del-federalismo-regionale.html</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Jan 2011 12:15:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi Articoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dorislomoro.it/dlm/?p=1331</guid>
		<description><![CDATA[Le difficoltà che si registrano nella discussione sulla ripartizione del fondo sanitario 2011 al tavolo della Conferenza delle Regioni rappresentano un segnale d’allarme che non va sottovalutato.
E’ passato poco più di un mese dalla sottoscrizione – il 16 dicembre 2010 &#8211; dell’Intesa Governo-Regioni sul decreto in materia di federalismo fiscale regionale e costi standard per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le difficoltà che si registrano nella discussione sulla ripartizione del fondo sanitario 2011 al tavolo della Conferenza delle Regioni rappresentano un segnale d’allarme che non va sottovalutato.</p>
<p>E’ passato poco più di un mese dalla sottoscrizione – il 16 dicembre 2010 &#8211; dell’Intesa Governo-Regioni sul decreto in materia di federalismo fiscale regionale e costi standard per la sanità ma i principi contenuti nel provvedimento, non ancora discusso nelle competenti commissioni parlamentari, non sono sufficienti a guidare scelte delle Regioni capaci di garantire il finanziamento della spesa sanitaria, sia pure ancorata a costi standard, sia nelle Regioni del Nord che in quelle del Sud. Il decreto contiene una formula di riparto che non fa nessun passo avanti e rischia di riprodurre anche in futuro i divari fra Nord e Sud che sono alla base dello scontro in atto sulla ripartizione dei fondi dell’anno in corso.</p>
<p>Avendo partecipato alla discussione sul piano di riparto da assessore regionale della Calabria negli anni 2005/2007 so bene che la discussione ruota sul peso che va attribuito all’anzianità della popolazione ma so anche che tutti i principi (compreso quello appena citato) vanno applicati con equilibrio guardando al risultato che, negli anni del Governo Prodi, non poteva prescindere dalla riduzione del divario tra il Nord e il Sud del Paese.</p>
<p>Nel maggio 2007, nella relazione di presentazione del nuovo piano sanitario, segnalavo “i successi registrati dalla nostra Regione negli ultimi due anni, in sede di ripartizione del fondo sanitario nazionale, dove per la prima volta dopo 10 anni l’assegnazione è stata superiore alla media nazionale”. Erano questi risultati, ottenuti con il consenso anche delle regioni del Centro e del Nord, sotto la guida del Ministro Turco che al tavolo nazionale non perdeva occasione per ribadire l’obiettivo di mantenere unito il Paese, a rendermi fiduciosa per il futuro. Negli anni successivi le cose sono via via cambiate ma le ragioni del Sud e della Calabria sono valide oggi come erano valide ieri.</p>
<p>E’ per questo che la battaglia di Scopelliti per la Calabria va sostenuta, come vanno sostenute le ragioni degli altri Presidenti delle Regioni del Sud che debbono fare valere senza tentennamenti il principio, già accettato in anni pregressi dal tavolo nazionale, che bisogna tener conto delle condizioni socio economiche delle varie Regioni. Accanto all’anzianità della popolazione, infatti, l’altra variabile che influenza strutturalmente i fabbisogni sanitari a livello territoriale è quella connessa alla deprivazione sociale e di questa variabile si deve tener conto in modo appropriato nel riparto 2011 e nel decreto sul federalismo regionale. </p>
<p>Questa battaglia, che vedrà un momento significativo nella riunione delle Regioni prevista nei prossimi giorni,  acquista oggi un particolare significato perché, a seconda dell’opzione prescelta, qualifica o meno in senso solidale il federalismo regionale. </p>
<p>Su questo fronte i parlamentari meridionali devono prestare grande attenzione e sostenere in sede politica e in sede parlamentare le ragioni delle regioni di appartenenza la cui prospettiva di crescita e di sviluppo sarebbe seriamente messa a rischio da una scelta che amplifichi le differenze e le iniquità. </p>
<p>Stupisce, in questo scenario, l’assordante silenzio del Pdl, che dopo aver ottenuto nel 2008 il consenso del 45% degli elettori meridionali, ha accettato supinamente nel Governo e in Parlamento l’egemonia nordista della Lega.</p>
<p>Doris Lo Moro – parlamentare PD</p>
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		<title>‘NDRANGHETA: NELLA LOTTA CONTRO IL CRIMINE LA POLITICA CONTINUA A DELEGARE ALLA MAGISTRATURA</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Dec 2010 18:02:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei Palazzi della politica sarà verosimilmente commentata positivamente la notizia dell’arresto a Livorno, dove era stato trasferito nei mesi scorsi, del Capitano dei Carabinieri Saverio Spadaro Tracuzzi, in servizio a Reggio Calabria fino al mese di giugno 2010 prima presso il Nucleo operativo ecologico e poi presso la Direzione investigativa antimafia.
Spadaro Tracuzzi, che è stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei Palazzi della politica sarà verosimilmente commentata positivamente la notizia dell’arresto a Livorno, dove era stato trasferito nei mesi scorsi, del Capitano dei Carabinieri Saverio Spadaro Tracuzzi, in servizio a Reggio Calabria fino al mese di giugno 2010 prima presso il Nucleo operativo ecologico e poi presso la Direzione investigativa antimafia.<br />
Spadaro Tracuzzi, che è stato arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Reggio Calabria su richiesta della Dda, è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e di corruzione.  E il suo arresto, a prescindere dall’esito della vicenda giudiziaria che lo coinvolge e che avrà il suo corso, dà il senso di una ricerca della verità che non guarda in faccia nessuno.<br />
Ma i palazzi della politica hanno poco di ché  essere soddisfatti e dovrebbero spiegare cosa hanno fatto, dopo il coinvolgimento di Spadaro Tracuzzi, che ha ricevuto un avviso di garanzia il 7 ottobre nell’operazione reggina contro il clan Lo Giudice, per fare chiarezza dall’interno e tutelare l’attività e il prestigio dell’Arma dei Carabinieri.<br />
Ho posto il problema ai Ministri dell’interno, dell’ambiente, e della difesa con un’interrogazione depositata l’8 novembre 2010, su cui non ho ottenuto nessuna risposta.<br />
E il problema, visto dalla Calabria, era e rimane particolarmente grave perché, guardando solo agli ultimi mesi, sono stati arrestati altri carabinieri, di cui tre sono rimasti coinvolti in un’operazione del mese di novembre 2010 contro un clan di Rosarno e altri due finiti in carcere a Cosenza qualche giorno fa.<br />
Anche sull’episodio di Rosarno, in cui era coinvolto pure un agente di polizia penitenziaria, ho chiesto con  un’interrogazione (ancora inevasa) ai Ministri dell’interno, della difesa e della giustizia, “di avviare un&#8217;indagine interna sull&#8217;operato dei militari coinvolti nell&#8217;attività criminale e verificare cosa non ha funzionato nel contesto ambientale e di lavoro in cui gli stessi erano inseriti”.<br />
E qualcosa non funziona nella presenza dello Stato in Calabria se tanti militari si trovano coinvolti in episodi criminali, al punto da venire arrestati.<br />
Ma cosa fa il governo e cosa hanno fatto i ministeri competenti per intervenire preventivamente a tutela delle istituzioni?  Perché si continua a delegare tutto e sempre alla magistratura, attendendo passivamente il suo intervento? </p>
<p>Doris Lo Moro – Parlamentare PD Commissione Affari Costituzionali<br />
(19 dicemre 2010)</p>
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		<title>Nei centri di accoglienza per gli immigrati qualcosa deve cambiare.</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 16:18:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi a Grotteria, in provincia di Reggio Calabria, sono sbarcati trentasette immigrati di nazionalità egiziana. Tre clandestini sono stati fermati perché ritenuti gli organizzatori e i basisti dello sbarco.
Solo dieci giorni fa sulla stessa costa ionica calabrese, a Guardavalle, in provincia di Catanzaro, sono sbarcati 50 extracomunitari, in gran parte afgani, di cui tredici minorenni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi a Grotteria, in provincia di Reggio Calabria, sono sbarcati trentasette immigrati di nazionalità egiziana. Tre clandestini sono stati fermati perché ritenuti gli organizzatori e i basisti dello sbarco.<br />
Solo dieci giorni fa sulla stessa costa ionica calabrese, a Guardavalle, in provincia di Catanzaro, sono sbarcati 50 extracomunitari, in gran parte afgani, di cui tredici minorenni, arrivati a bordo di un veliero. Nelle ore immediatamente successive sono stati arrestati due scafisti ed è stato recuperato il corpo di un immigrato minorenne che non sapeva nuotare e non è riuscito a raggiungere la spiaggia.<br />
Il fenomeno degli sbarchi continua, anche se cambiano in alcuni casi le modalità e i tipi di imbarcazione utilizzati dagli scafisti. Aumentano, inoltre, gli arrivi via terra. Non ci si può però limitare a prendere atto dell’evidente insuccesso della politica governativa.<br />
Il giorno dopo di ogni nuovo arrivo la vita continua e la terra pronta all’accoglienza che gli immigrati trovano nei paesi della costa calabrese si trasforma in C.A.R.A. ed in C.I.E. sovraffollati, sempre più simili a luoghi di detenzione, dove i giorni e i mesi  che passano distruggono ogni residuo di speranza.<br />
Ho voluto seguire la sorte dei 50 extracomunitari sbarcati a Guardavalle.<br />
I minori sono stati affidati al Comune di Guardavalle. Mi ha colpito la loro innocenza e lo sguardo fiducioso. Tredici ragazzi, dai 13 ai 17 anni, che si sono lasciati dietro la guerra e la paura e non hanno esitato, confortati dalle famiglie, a partire soli per tentare un destino diverso. Mi sono apparsi soddisfatti dell’accoglienza ricevuta dall’amministrazione comunale e dai cittadini di Guardavalle, del cibo, della cortesia. Preoccupati del futuro e della sorte toccata al loro coetaneo che non ce l’ha fatta. Uno di loro, legato da rapporti di parentela con il ragazzo annegato, ha espresso con forza il desiderio di vedere il corpo del giovane cugino, quindicenne. Lo vedrà nelle prossime ore. L’amministrazione comunale sta seguendo la vicenda e si sta preoccupando anche di seguire le procedure per il rimpatrio della salma.  I ragazzi sono tutti consapevoli della situazione e chiederanno il riconoscimento dello status di rifugiati.<br />
Diversa la sorte degli adulti: 29 afgani, 6 palestinesi e 3 iracheni. Dai dati anagrafici in possesso dei carabinieri di Guardavalle emerge che, salvo un’eccezione, sono tutti giovanissimi, poco più che maggiorenni. Aver compiuto anche da poco i diciotto anni li trasforma in adulti. Ho incontrato qualcuno di loro presso il C.I.E. di Lamezia Terme. In realtà avrei voluto parlare soprattutto con loro ma non ho voluto creare discriminazioni tra persone accomunate da preoccupazione ed ansia. Il primo pensiero che ho avuto è che questi luoghi dovrebbero essere visitati dai parlamentari della maggioranza che non si sono convinti dell’inopportunità di allungare il periodo di permanenza nei centri. Conosco il C.I.E. di Lamezia Terme da tempo ma ho trovato il clima veramente peggiorato e la causa, stando alla disperazione di chi ci vive, è in gran parte dovuta alla lunga permanenza in un luogo che con il tempo mina ogni aspettativa.<br />
Qualcosa deve cambiare. Non è possibile liquidare i gesti anche violenti ed autolesionisti dei clandestini come se non fosse un problema anche nostro. Come se la qualità della loro vita non incidesse sulla qualità della nostra democrazia.</p>
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		<title>Messaggio alla Presidente Commissione Pari Opportunità della Calabria</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 09:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dorislomoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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		<description><![CDATA[Mia cara Antonia,
non potrò essere presente alla conferenza stampa di stamattina 2 febbraio 2010 perché per oggi alla Camera è prevista la discussione sul disegno di legge del cd. “legittimo impedimento”.
Non voglio però perdere l’occasione di schierarmi accanto a te nella battaglia che stai conducendo.
Il Consiglio regionale della Calabria ha bisogno di un ampio rinnovamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mia cara Antonia,<br />
non potrò essere presente alla conferenza stampa di stamattina 2 febbraio 2010 perché per oggi alla Camera è prevista la discussione sul disegno di legge del cd. “legittimo impedimento”.<br />
Non voglio però perdere l’occasione di schierarmi accanto a te nella battaglia che stai conducendo.<br />
Il Consiglio regionale della Calabria ha bisogno di un ampio rinnovamento e di una rinnovata legittimazione. E’ per questo che lottare per avere più donne in Consiglio è una necessità non solo delle donne ma dell’intera società calabrese.<br />
Il rischio è che i consiglieri uscenti siano abbagliati dalla volontà di ritornare a occupare una postazione in Consiglio sia pure come consiglieri supplenti e che, in tale ottica, vedano come un pericolo la possibilità della doppia preferenza.<br />
Bisogna insistere sul piano dei principi. Bisogna insistere per il bene di tutti.<br />
Gli anni che ci lasciamo alle spalle sono tristi da ricordare sotto tanti profili. Ci sono stati momenti in cui il Consiglio regionale è sembrato impresentabile.<br />
Portare in Consiglio più donne è sotto tale profilo una garanzia. E’ per questo che dall’esterno dobbiamo incoraggiare e dare forza alle donne presenti in Consiglio che sposeranno, come ha già fatto la Frascà, la doppia preferenza (un uomo, una donna).<br />
Personalmente penso che sia anche il caso di battersi per eliminare la figura dei cd. consiglieri supplenti e dei sottosegretari. Non so come le modifiche normative introdotte di recente siano state avallate dal Governo centrale. Evidentemente c’era un interesse del centrodestra in tal senso. Ma trovo sbagliato che pseudo riforme di questo genere siano state votate dal centrosinistra.<br />
La Calabria ha bisogno di concretezza, di maggiore etica pubblica, di discontinuità con il sistema clientelare. Ha bisogno di un forte e radicale cambiamento. Avere un Consiglio regionale con una massiccia e qualificata presenza femminile costituisce sicuramente una garanzia in tale direzione.<br />
Da Presidente della Commissione regionale delle pari opportunità hai condotto tante battaglie, tutte giuste. Questa, se mi consenti, è la più impegnativa ma anche la più importante. Per portarla avanti con successo bisogna restare tutte unite, aldilà delle adesioni a partiti politici.<br />
Va però sottolineato che oggi in Calabria la maggiore responsabilità è del centrosinistra che governa. E’ per questo che da parlamentare del PD mi sento di estendere l’appello alle donne anche ai consiglieri regionali del gruppo del PD che devono essere capaci di allontanarsi da mire personalistiche ed opportunistiche per sposare una battaglia di civiltà che garantisca nel Consiglio regionale, come già avviene negli organismi dirigenti del PD, una presenza il più possibile paritaria tra gli uomini e le donne che ci rappresentano.<br />
Buona fortuna a tutte noi e alla Calabria!<br />
Doris Lo Moro – parlamentare PD</p>
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		<title>LO MORO (PD) : BOMBA DAVANTI ALLA PROCURA GENERALE DI REGGIO CALABRIA &#8211; IL MINISTRO MARONI INTERVENGA SU QUANTO SUCCEDE IN CALABRIA</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 17:36:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A Mileto, in provincia di Vibo Valentia, un automezzo utilizzato per la raccolta dei rifiuti, con a bordo due operai, viene bloccato da tre malviventi a volto coperto e armati di pistola; gli operai vengono costretti a scendere dal mezzo e ad allontanarsi e il camion viene cosparso di benzina e dato alle fiamme.
A Locri, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Mileto, in provincia di Vibo Valentia, un automezzo utilizzato per la raccolta dei rifiuti, con a bordo due operai, viene bloccato da tre malviventi a volto coperto e armati di pistola; gli operai vengono costretti a scendere dal mezzo e ad allontanarsi e il camion viene cosparso di benzina e dato alle fiamme.<br />
A Locri, in provincia di Reggio Calabria, un revolver calibro 38, perfettamente efficiente e con cinque colpi nel tamburo, viene ritrovato in un cassetto in uno stanzino adibito ad archivio del reparto di medicina generale dell’Ospedale.<br />
Sempre a  Locri, il parabrezza e il vano motore dell’Alfa 159 di proprietà dell’assessore comunale Scarfò, avvocato di fiducia di Salvatore Ritorto, condannato all’ergastolo per l’omicidio dell’on.le Fortugno, saltano in aria per lo scoppio di un ordigno rudimentale collocato sul cofano dell’auto. L’esplosione, che passa inizialmente inosservata e confusa con i botti di fine anno, provoca danni, oltre che alla macchina, parcheggiata in una strada in pieno centro, anche alle abitazioni vicine.<br />
Alle 5 di stamani una bomba viene fatta esplodere davanti al portone di accesso alla Procura generale di Reggio Calabria. L’ordigno, una bombola di gas alla quale era stato applicato esplosivo ad alto potenziale, è stato innescato da una miccia. A collocarlo davanti al portone di ingresso della Procura generale sono stati, secondo quanto filmato dalla telecamera di servizio, due uomini con il volto coperto da caschi da motociclista, giunti sul posto a bordo di un motorino.<br />
Così la criminalità ha avviato il nuovo anno in Calabria.<br />
Il Ministro Maroni, che non potrà non occuparsi della Calabria nelle prossime ore, considerata la gravità dell’ultimo episodio che ha come obiettivo i magistrati di una Procura particolarmente impegnata sul fronte del contrasto alla criminalità organizzata, ai quali va espressa solidarietà incondizionata, non può che rendersi conto che la sicurezza in Calabria è messa a rischio da una criminalità radicata ed invasiva che va contrastata con maggiore incisività.<br />
La Calabria non può capire un Governo che vede nell’immigrazione clandestina la maggiore causa dell’insicurezza dei cittadini. Non lo può capire perché è terra di emigrazione e di accoglienza ma anche e soprattutto perché la vita dei calabresi è un percorso ad ostacoli, in cui si registrano giornalmente attentati ad amministratori ed imprese, omicidi anche di giovanissimi, episodi criminali in luoghi destinati alla cura ed in cui l’attività dei magistrati e delle forze dell’ordine richiede più coraggio e più determinazione che altrove.<br />
Qualche mese fa gli operai di una ditta appaltatrice dei lavori dell’autostrada hanno subito un’intimidazione che ricorda molto quella di Mileto, segno in entrambi i casi di una criminalità che non mette più a rischio solo i mezzi delle imprese ma anche i lavoratori. Quell’intimidazione è stata oggetto di un’interpellanza a mia firma su cui non ho ricevuto risposta.<br />
Basterà oggi la bomba davanti alla Procura generale di Reggio a imporre all’attenzione del Governo la situazione calabrese? Io sono sicura che se l’episodio fosse successo in altri luoghi sarebbe stato oggetto di un’informativa del Governo al Parlamento. Cosa succederà per la Calabria?<br />
 Su questo presenterò un’interrogazione al Ministro dell’Interno e mi auguro che la risposta possa dare conto di iniziative immediate da assumere nelle prossime ore.<br />
Doris Lo Moro – deputato PD  &#8211; Commissione Affari Costituzionali</p>
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