torna alla home di dorislomoro.it

www.dorislomoro.it

«Sull’innovazione tecnologica i ritardi sono del centrodestra»

il Quotidiano – 1 maggio 2011 – Intervista di Adriano Mollo

Doris Lo Moro chiarisce sui fondi della sanità

«Ho seguito con interesse la vicenda relativa al riparto del fondo sanitario per il 2011, sostenendo – ovviamente – le ragioni delle regioni meridionali ed in particolare della Calabria. Devo dire però che il risultato ottenuto limita solo i danni».

Doris Lo Moro, oggi parlamentare del Pd, ma dal 2005 al 2007 assessore regionale alla sanità si guarda bene dall’unirsi al coro dei tanti politici calabresi che nelle ultime settimane hanno esaltato il risultato raggiunto dalla Calabria nel confronto con le altre Regioni nella Conferenza della Regioni per il riparto del fondo sanitario. Dati alla mano ricostruisce quanto è accaduto nella scorsa legislatura su questo punto.

Onorevole perché dice che si sono “limitati solo i danni”?

«Perché pur migliorando sia pure di poco la proposta del Ministero, la quota assegnata alla Calabria è lontana dagli obiettivi raggiunti negli anni 2007/2008 in cui la giunta di centrosinistra calabrese si confrontava con il governo Prodi ed in particolare con il ministro Turco».

Lei dice che negli anni scorsi la Calabria ha avuto di più?

«Per il 2011 la quota di fondo assegnata alla Calabria è pari a 3.435.931.958 euro, cui corrisponde una quota pro capite di 1.710 euro, inferiore di 20 euro rispetto alla quota nazionale che è pari a 1.730 euro per abitante. Nel 2007 la quota di fondo assegnata era pari a 3.208.000.000 euro , con una quota capitaria di 1.606 euro, maggiore di 18 punti rispetto al valore nazionale (1.588 per abitante); nel 2008 la quota di fondo assegnata era pari a 3.273.506.000, con una quota capitaria di 1.639 euro, inferiore di poco meno di un punto rispetto al valore nazionale,1.638 per abitante».

E tutto questo cosa ha comportato?

«Gli incrementi ottenuti negli anni pregressi sono stati via via tesaurizzati, incidendo positivamente nella trattativa degli anni successivi, in cui si è partiti, come base, dalla quota di riparto dell’anno precedente. Ne discende, per esempio, che l’incremento registrato nel 2007, pari a 130 milioni di euro, con una quota capitaria che per la prima volta superava il valore medio nazionale, ha inciso sull’economia dell’anno di riferimento ma è stato al tempo stesso tesaurizzato negli anni successivi, compreso quello corrente».

Perché lei tira fuori questi dati?

«Per una sana riflessione e per aiutare a ristabilire la verità e soprattutto a rafforzare la Calabria nella battaglia esterna che con il federalismo regionale nella versione voluta dall’attuale maggioranza sarà ancora più difficile da condurre ».

Lei di recente ha posto la questione dei fondi dell’ex articolo 20 con un’interrogazione per chiedere un’accelerazione, che ora c’è stata.

«Dare atto al presidente Scopelliti di aver attivato le procedure per dell’ex art.20, non vuol dire che non possiamo sindacare su come questi fondi vengono spesi».

E cosa non và?

«Colgo l’occasione, per dire che si tratta di fondi rilevanti che sono stati assegnati alla Calabria con delibera CIPE n. 52 del 1998, colpevolmente non speso per molti anni. Il primo accordo di programma che impegnava la somma di 64.301.646,72 euro, di cui 61.086.564,38 euro a carico dello Stato risale, infatti, al 2004. La giunta di centrosinistra trovò in giacenza, a maggio del 2005, la somma di 349.662.653,06, con cui, considerato l’intervento finanziario previsto a carico della Regione, era possibile finanziare interventi per un costo totale di 368.065.950,59 euro».

E cosa è stato fatto in quegli anni?

«Nell’ottobre 2006, con delibera di Giunta Regionale n. 669, successivamente assentita dal Consiglio Regionale, venne programmata la spesa dell’intero importo. Con l’accordo di programma siglato nel dicembre 2007, inoltre, venne finanziata la realizzazione di quattro nuovi ospedali per un costo di 285.589.141,77 euro, di cui 178.615.153,06 a carico dello Stato ex art. 20 L. 67/1988 e 17.527.667,99 a carico sempre dello Stato ex art. 71 L. 448/1998. Nell’accordo si precisava che nella disponibilità della Regione, tenuto conto di una ulteriore somma assegnata con delibera CIPE n. 65/2002, restavano da utilizzare per la sottoscrizione di ulteriori accordi risorse per euro 171.047.500,00».

Torniamo a quell’interrogazione, perché l’ha promossa?

«Considerato l’intervenuto commissariamento della sanità calabrese, chiedevo, in particolare, al Ministro della salute di favorire la stipula di un nuovo accordo di programma per la somma residua ex articolo 20 della legge n. 67 del 1988 destinata alla Calabria. Oggi prendo atto del programma d’interventi presentato dal Presidente Scopelliti, per i quali è previsto l’intervento dello Stato per 107.491.258,35 euro sui 171.047.500,00 disponibili. Ma, nel registrare un elemento di dinamismo che è in sè positivo, non posso non formulare alcune osservazioni».

Quali?

«Non c’è corrispondenza tra la spesa oggi prevista per i tre ospedali regionali (Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria) e quella programmata nell’ottobre 2006. Dobbiamo dedurne che si è dato corso ad una nuova programmazione? E considerato che la programmazione complessiva cui si è fatto riferimento aveva tenuto conto del territorio e del numero di abitanti, dobbiamo ipotizzare che si sacrifichi qualche territorio… »

Ci fa un esempio?

«Quello di Crotone, di Castrovillari o di Lamezia Terme dove era previsto un trauma center. Mi chiedo se non era il caso di occuparsene insieme agli altri interventi di rilevanza regionale. A parte questi interrogativi, magari risolti in atti commissariali che ci saranno comunicati in futuro, resta il punto che il ritardo che si colmerà quanto si realizzeranno i quattro nuovi ospedali e si impiegheranno in concreto le altre somme disponibili, è un ritardo che la Calabria deve rimproverare a tutto il ceto dirigente, a partire dal centrodestra che Scopelliti rappresenta».

Perché?

«I ritardi, come si vede, partono da lontano, dal 2000».